Valeria Fedeli (Ansa)
Valeria Fedeli (Ansa)

Roma, 13 dicembre 2016 - E' ministro da appena un giorno e su di lei già si abbatte la polemica. Nel mirino è il neo ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli, ex sindacalista: a puntare il dito contro di lei è, per primo, Mario Adinolfi, leader del movimento Popolo della Famiglia. 

"Valeria Fedeli mente sul proprio titolo di studio - scrive infatti Adinolfi sul proprio profilo Facebook, facendo riferimento alla biografia di Fedeli pubblicata sul sito del ministro -, niente male per un neoministro all'Istruzione. Dichiara di essere "laureata in Scienze Sociali", in realtà ha solo ottenuto il diploma alla Scuola per Assistenti sociali Unsas di Milano...". E invoca per questo le dimissioni. In breve tempo, il post riceve decine di commenti e centinaia di reazioni e "mi piace", ma il popolo del web è diviso: c'è chi la accusa di "ipocrisia e falsità", ma c'è anche chi la difende con decisione, "per fare il ministro una laurea non è fondamentale". 

Lo staff di Fedeli, riporta il Mattino, "conferma, ma spiega che si è trattato soltanto di un infortunio lessicale su cui ora qualcuno sta speculando". Infatti, avvertono, nella biografia è specificato che il "diploma di laurea" in questione è stato conseguito all'Unsas,che è una Scuola per assistenti sociali con sede a Milano e non un'università, a riprova, quindi, della buona fede del ministro.

Non è questa però l'unica bufera che ha colpito il neo ministro, pure in carica da poche ore: già subito dopo la sua nomina, era toccato al popolo del Family Day attaccare Fedeli, così come la Lega Nord. "La sua nomina al Ministero dell'Istruzione significa di fatto l'introduzione della teoria gender a scuola - ha infatti commentato a caldo il deputato del Carroccio Alessandro Pagano -: la neo ministra è prima firmataria di uno specifico ddl. Con questa nomina Renzi e il Pd mettono due dita negli occhi alle associazioni delle famiglie, vogliono creare tensioni e andare controcorrente rispetto a quanto condannato dal Papa più volte in questi anni". Dunque, prosegue Pagano,  "Il Pd ha gettato finalmente la maschera e si pone contro la libertà di educazione dei nostri figli e contro le famiglie". Una polemica cui fanno eco lo scontento del presidente del comitato 'Difendiamo i nostri figli', Massimo Gandolfini, ed Eugenia Roccella, parlamentare di Idea. "Nella generale impressione di de'ja vu di questo governo Renzi senza Renzi - attacca infatti Roccella -, spicca, tra le poche novità, il nome di Valeria Fedeli all'istruzione. La Fedeli è un'accesa sostenitrice dell'introduzione del gender nelle scuole, e ha firmato un progetto di legge molto chiaro, per 'Integrare l'offerta formativa dei curricoli scolastici, di ogni ordine e grado, con l'insegnamento a carattere interdisciplinare dell'educazionedi genere come materia, e agendo anche con l'aggiornamento dei libri di testo e dei materiali didattici'". La sua nomina a ministro sarebbe quindi, secondo Roccella, "Uno schiaffo al popolo del Family day e al Comitato 'Difendiamo i nostri figli': questo governo nasce già con lo stesso marchio di fabbrica del precedente sui temi etici e antropologici, ma subirà la stessa opposizione". 

La nomina di Fedeli all'istruzione è attaccata come una "vendetta per il nostro esplicito No al referendum e una minaccia per i nostri figli", lamenta Massimo Gandolfini, mentre Generazione Famiglia è durissima: "E' una dichiarazione di guerra", attacca mentre annuncia una manifestazione davanti al Miur. Usa invece toni più concilianti il Forum Famiglie di Gigi De Paolo, che si afferma "disponibile a collaborare col ministro". 

Intanto, esulta l'Arcigay: "E' un impegno del governo contro le discriminazioni, già a partire dai banchi di scuola", il commento.