Carlo Fidanza e Giorgia Meloni (ImagoE)
Carlo Fidanza e Giorgia Meloni (ImagoE)

Roma, 1 ottobre 2021 - Il caso "Lobby nera", questo il nome dell'inchiesta prodotta da Fanpage, scuote la campagna elettorale del centrodestra a Milano a poche ore dalle elezioni amministrative 2021. Dopo la pubblicazione di una video-inchiesta su presunti finanziamenti illeciti - andata anche in onda su La7 a Piazzapulita - il capo delegazione di Fratelli d'Italia al Parlamento europeo, Carlo Fidanza, si è autosospeso. E la leader del partito, Giorgia Meloni, è passata al contrattacco: "Chiedo a Fanpage di darmi l'intero girato di cento ore. Non chiedetemi di valutare un dirigente sulla base di un video montato da voi e curiosamente mandato in onda a due giorni dal voto". 

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L'inchiesta

Nella video inchiesta realizzata in collaborazione con un giornalista sotto copertura, Fanpage spiega che "per tre anni ci siamo finti uomini d'affari, e ci siamo infiltrati in un gruppo di nostalgici del fascismo che da anni condiziona la politica dei partiti di destra. A coordinare questo gruppo è Roberto Jonghi Lavarini, più conosciuto come il 'Barone nero', storico riferimento dei camerati milanesi, candidato alla camera dei Deputati nel 2018 con Fratelli d'Italia e condannato a due anni per apologia del fascismo". Così viene spiegato nella video-inchiesta di Fanpage in cui vengono pubblicate conversazioni di Carlo Fidanza e Roberto Jonghi Lavarini, che dichiarerebbe di "avere molti contatti ad alti livelli politici e nella massoneria", di avere "un modo per dare al partito dei soldi in nero per la campagna elettorale, utilizzando delle 'lavatrici'". Inoltre, nell'estratto dell'inchiesta vengono fatte vedere immagini degli incontri tenutisi a Milano, in cui sono frequenti esplicite battute razziste, fasciste e sessiste. Questo, riassumendo, quello che emerge dalla video-inchiesta di Fanpage. 

Carlo Fidanza si autosospende

Dopo il servizio andato in onda a Piazzapulita su La7, il capo delegazione di Fratelli d'Italia Carlo Fidanza si è autosospeso: "Voglio ribadire ai miei amici, ai miei elettori e a quelli di tutto il mio partito che non ho mai ricevuto finanziamenti irregolari" e che "non c'è e non c'è mai stato in me alcun atteggiamento estremista, razzista o antisemita".

Quindi Fidanza si è difeso: nelle parti del servizio "che purtroppo non sono state mandate in onda, in più occasioni ho ribadito al 'giornalista infiltrato' che asseriva di voler contribuire alla campagna elettorale di una candidata la necessità di farlo secondo le modalità previste dalla normativa vigente. Il fatto che questi ulteriori colloqui non siano stati trasmessi la dice lunga sulla serietà di questa inchiesta e contribuisce a dare di me e della mia attività politica un'immagine totalmente distorta. A tutela della mia reputazione mi riservo di adire la giustizia civile e penale". 

Giorgia Meloni

Anche Giorgia Meloni si dice "rigida" sul fatto che sia stato mandato in onda "un video montato da voi" e "curiosamente a due giorni dal voto". La leader di Fratelli d'Italia poi sottolinea, a nome del partito, di essere "disponibili a prendere decisione se responsabilità reali, ma vi chiedo l'intero girato di cento ore. Certamente vedrò Fidanza". Infine, "ribadisco - conclude Meloni - che nel nostro movimento non c'è alcun spazio per atteggiamenti ambigui sull'antisemitismo e sul razzismo".