Family day a Roma (Ansa)
Family day a Roma (Ansa)

Roma, 20 giugno 2015 - Piazza San Giovanni stracolma di adulti e bambini per il Family day che torna dopo otto anni con il consueto strascico di polemiche. Centinaia di migliaia i manifestanti (un milione secondo gli organizzatori) che si sono armati di ombrelli e impermeabili per proteggersi dalla pioggia: al grido di 'Difendiamo i nostri figli' , vogliono "tutelare" la famiglia tradizionale. "Stop gender nelle scuole", si legge in un cartello. Accanto, un ritratto della Madonna con il Bambino. "Rigettiamo con forza il tentativo di infiltrare progetti educativi che mirano alla destrutturazione dell'identità sessuale dei bambini. Sono teorie senza basi scientifiche", spiega il portavoce Massimo Gandolfini. 

E la politica si schiera. A sostenere l'iniziativa sono esponenti di Area Popolare-Ncd, Fratelli d'Italia, alcuni di FI, Lega e del disciolto Movimento che faceva capo a Mario Monti. Contraria la sinistra. Il Pd si barcamena fra le due istanze. 

SCALFAROTTO - "Proprio oggi c'è a Roma una manifestazione contro i diritti civili, è una cosa più unica che rara che ci siano persone che manifestano contro i diritti di altre persone. Dobbiamo prendere atto che ci sono molte complessità ma il governo è molto deciso", afferma Ivan Scalfarotto, sottosegretario alle Riforme e ai rapporti con il Parlamento, a margine dell'evento di apertura del Milano Pride oggi nel padiglione degli Stati Uniti, ad Expo.

QUAGLIARELLO: IL GOVERNO RESTI FUORI.  "Il governo rimanga fuori da queste contese", replica il coordinatore dell'Ncd, Gaetano Quagliariello. "La mia partecipazione è a titolo personale - aggiunge - come quella di tanti dell'Ncd. Non si tratta di mettere il cappello su questa iniziativa: questi sono i nostri principi". A chi gli fa notare che il ministro Alfano ha scelto di non partecipare all'evento, risponde: "E' stato più rispettoso di altri membri del governo che sono intervenuti a gamba tesa. Il governo ne stia fuori".

Maurizio Sacconi parla di una "festa di popolo e di amore": "A piazza San Giovanni folla straordinaria nonostante il maltempo. Curioso stasera di verificare se i tg Rai ne daranno conto o si piegheranno al politicamente corretto", scrive su twitter il senatore di Area popolare Ncd-Udc.

ALFANO - "Sarò idealmente presente alla manifestazione e saremo coerenti in Parlamento nella difesa dei valori per i quali migliaia di persone sfileranno pacificamente in piazza San Giovanni a Roma", diceva da parte sua il ministro dell'Interno Angelino Alfano: "La manifestazione non è ideologica, ma di buon senso e ragionevolezza. Noi siamo per un sì forte e chiaro alla lotta contro ogni forma di discriminazione e, allo stesso tempo, siamo per un no determinato alla teoria 'gender'".

GIOVANARDI: ITALIANI DICONO NO A UTERO IN AFFITTO - In piazza anche il senatore Carlo Giovanardi che punta il dito contro la legge Cirinnà: "Da martedì Palazzo Madama discuterà gli emendamenti del provvedimento ma il 70% degli italiani è contrario sia alle adozioni che all'utero in affitto. Quanto ai diritti delle persone, tutti siamo d'accordo. Questa piazza - prosegue Giovanardi - dimostra che quel che tentano di fare una parte del Pd e i Cinque Stelle è una sopraffazione". 

GASPARRI: NON CI RASSEGNAMO ALLE NOZZE GAY - Gli fa eco Maurizio Gasparri. "L'Italia non si rassegna a matrimoni gay e uteri in affitto - dice il senatore forzista - Abbiamo sostenuto questa mobilitazione della società civile perché è doveroso partecipare a ogni iniziativa a favore della famiglia. Un dovere che non compete solo a noi cattolici. Difendiamo la famiglia costituzionale". 

SALVINI: UN ABBRACCIO ALLE FAMIGLIE  - Il leader del Carroccio Matteo Salvini solidarizza con un tweet: "Un abbraccio alle mamme e ai papà che stanno pacificamente manifestando a Roma, per difendere il futuro dei loro bambini".

DELRIO: FAMIGLIA NON E' IN PERICOLO - Il Pd cerca di mediare tra le due 'correnti', portando avanti la linea di apertura alle unioni civili. Il ministro dei Trasporti, Delrio, chiede alla piazza di "non strumentalizzare" le riforme: "Aumentare i diritti non è un pericolo per la famiglia", scrive su Twitter: "La famiglia è un bene comune. Il governo ha messo molte politiche organiche in campo, come mai prima, con fondi specifici". E poi, ancora twittando: "C'è bisogno di coraggio e di rispetto. Diverse sensibilità e culture possono e devono lavorare insieme. Non è con le guerre e con la non comprensione che si può favorire la solidarietà alla famiglia". 

GRASSO: SONO PER TUTTE LE FAMIGLIE, ANCHE GAY - "Sono per tutte le famiglie, comunque siano composte", dice Pietro Grasso. Il presidente del Senato, interpellato dai giornalisti a margine di un dibattito alla Festa dell'Unità di Roma, ha parlato anche del ddl Cirinnà sulle unioni civili, in discussione a palazzo Madama. "Al Senato si valuteranno le posizioni di maggioranza e opposizione, non posso dire di più". Ma alla domanda se ritiene necessario l'allargamento dei diritti anche per le coppie gay, ha ribadito: "Sono per tutte le famiglie...".

L'ALLARME SEL - Si indigna Sel, che ieri ha presentato un'interrogazione alla ministra dell'Istruzione Stefania Giannini, denunciando una circolare diffusa in una scuola di Roma che invita i genitori a "informarsi meglio" sul sito del comitato promotore della manifestazione. "Un atto gravissimo", tuona la deputata Sel Celeste Costantino. "Prima del corteo sono apparsi nei gruppi Facebook e whatsapp di molti genitori di studenti messaggi allarmistici su fantomatici corsi sulla 'teoria gender'. Messaggi con informazioni errate che stanno creando confusione e preoccupazione sulla possibilità di attivazione dei corsi di educazione alla parità di genere". 

GAY CENTER: SALTO NELLA PREISTORIA - Il Gay Center risponde via twitter al Family Day di oggi a Roma. Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center lancia sui social l'hastag #FamilyGay. "Per noi ogni giorno è #FamilyGay. Twitta anche tu il tuo amore per i tuoi diritti e per la tua famiglia". "La manifestazione di oggi - dice Marrazzo - è un salto nella preistoria dei diritti civili. In più c'è da chiedersi se Alfano e Ncd sono al Governo o già in campagna elettorale per intercettare un voto d'opinione anti gay che comunque nel Paese è largamente minoritario e che lo vede alleato più di movimenti estremisti come Militia Christi - cosa che non si addice molto a un Ministro dell'Interno - che del Pd di Renzi. Le famiglie gay sono una realtà a prescindere da chi vuole cancellarle. Come sono una realtà i giovani che dalle scuole ai social network cercano risposte alla cultura della discriminazione e dell'omofobia. #FamilyGay è la nostra risposta".