Sondaggio: cosa pensano gli italiani della famiglia
Sondaggio: cosa pensano gli italiani della famiglia

Roma, 31 marzo 2019 - Sino alla fine degli anni ’90 gli stili di vita delle persone erano fortemente influenzati dalla appartenenza ideologica. Il concetto di famiglia è stato per anni il cardine centrale e l’elemento divisivo tra destra, cattolici e sinistra. Se per molti elettori progressisti le convivenze sia tra etero che omosessuali, le famiglie allargate, i figli fuori dal matrimonio erano un modus vivendi che rappresentavano l’adesione a una certa cultura, per i cattolici e quelli collocati ideologicamente a destra non c’erano alternative alla famiglia tradizionale. Negli anni Duemila, invece, questi comportamenti sono mutati slegandosi completamente dagli steccati ideologici. Ciò che prima poteva sembrare un atto trasgressivo, oggi è diventato un modo di fare comune. Si pensi per esempio solo a quanto le convivenze siano diventate socialmente legittimate o quanto spesso sia voluta la nascita di figli al di fuori dei matrimoni anche in assenza di vincoli oggettivi come la separazione che, in attesa del divorzio, impedisce di contrarre unione coniugale. 

Insomma la mappa valoriale degli italiani è cambiata, si può dire che i comportamenti si sono maggiormente occidentalizzati con una rivisitazione del concetto della famiglia tradizionale, senza particolari differenziazioni di carattere ideologico o religioso. Per il 62% degli italiani la famiglia non è più da intendersi esclusivamente come quella formata da un uomo e una donna regolarmente sposati, ma anche le convivenze ricadono, appunto, nell’ambito della concezione famigliare. 

La differenza però è marcata tra quanto viene riconosciuto alle coppie etero ed a quelle omosessuali. Infatti solo il 31% degli italiani considera quest’ultima tipologia di coppia una famiglia, quindi esattamente la metà rispetto a chi equipara la convivenza di una coppia di persone di sesso diverso ad un nucleo famigliare. Anche per l’adozione dei figli si registra la stessa dimensione di differenza: se il 60% pensa che una coppia etero non sposata possa adottare bambini, solo il 22% ammette che persone dello stesso sesso possano richiedere adozioni. La condivisione delle pratiche di maternità surrogata è condivisa dal 55% degli italiani mentre rimane la differenza se la richiesta proviene da coppie etero o da omosessuali.

Nel primo caso i favorevoli sono il 48%, nel secondo la percentuale scende al 18%. Gli anni ‘70 furono caratterizzati da profondi cambiamenti ed i referendum sul divorzio prima e sulla legalizzazione dell’aborto dopo hanno rappresentato la storia dell’acquisizione di nuovi diritti sociali. Ancora oggi la possibilità che, in caso di necessità, possa essere consentito l’aborto è ritenuta una conquista visto che il 58% non vorrebbe abrogare questa legge. 

D’altronde lo specchio di come sta cambiando la società è fornito anche da un altro dato dell’analisi condotta dall’Istituto Noto Sondaggi, cioè si stima che il 18% delle coppie siano non sposate e tra queste il 64% ha figli. Gli italiani credono nella famiglia indipendentemente dai vincoli burocratici. Dunque se il concetto di famiglia è mutato nel corso degli anni non è cambiato al contempo la centralità che questo nucleo deve avere. Infatti per il 58% bisogna prevedere incentivi economici a prescindere dal fatto che si tratti di coppie regolarmente sposate oppure no. Insomma la famiglia fa parte del Dna degli italiani, ma i modi ed i comportamenti sono profondamente cambiati nel corso degli ultimi 20 anni. 

*Data del sondaggio: 29-30/3/2019. Committente: Quotidiano nazionale. Campione: Panel Omnibus rappresentativo degli elettori italiani. Tecnica di somministrazione delle interviste: Cawi. Consistenza numerica del campione: mille. Rispondenti (in %) 91%