Sabato 20 Luglio 2024

Europa, fumata nera sulle alte cariche. Meloni punta i piedi: “Giusto ruolo per l’Italia”

La cena informale tra i leader europei è finita con un nulla di fatto. Trattative a porte chiuse tra i sostenitori di Von Der Leyen hanno irritato gli esclusi (tra cui gli italiani) e ritardato l’incontro

Roma, 18 giugno 2024 – È finito senza un accordo l’incontro informale di ieri sera a Bruxelles, l’Italia punta i piedi e chiede un posto tra le alte cariche sul piatto. “L'Italia deve veder riconosciuto il proprio ruolo”, ha ribadito Giorgia Meloni durante la cena dei leader europei per decidere le alte cariche dell’Europa.

La premier non si accontenterà di ruoli marginali, da Roma si punta a una vicepresidenza e un commissario con deleghe di peso, con deleghe ancora tutte da discutere. Dopo la fumata nera, tutto rimandato in sede ufficiale: si deciderà durante il Consiglio europeo del 27 e 28 giugno.

Giorgia Meloni parla con la premier Estone Kaja Kallas al summit Ue (Afp)
Giorgia Meloni parla con la premier Estone Kaja Kallas al summit Ue (Afp)

Cosa è successo durante la cena

Una riunione informale iniziata con oltre due ore di ritardo a causa degli incontri riservatati tra i mediatori dei partiti di maggioranza del nuovo consiglio delineato dalle urne: Emmanuel Macron e Mark Rutte per i Liberali, Donald Tusk e Kyriakos Mitsotakis per il Ppe, Olaf Scholz e Pedro Sanchez per il Pse.

Trattative a porte chiuse, quindi, che hanno creato qualche malumore tra i capi di Stato e di governo presenti alla cema e che sono al di fuori dei tre partiti di maggioranza, compresa l’Italia. Un problema di un “metodo” – hanno sottolineato i leader nei loro interventi – che esclude di fatto alcuni Paesi dal processo decisionale.

Il bilancio di von der Leyen

La riunione ha visto prima l'intervento dell’ospite Roberta Metsola, poi quello di Ursula von der Leyen, la presidente uscente della Commissione che il Ppe ha proposto per la riconferma. La presidente uscente ha tracciato il bilancio dei 5 anni di attività appena conclusi e ha delineato alcune proposte per i prossimi anni. Poi ha lasciato la sala, dando ai membri del Consiglio la possibilità di parlare liberamente.

Orban: “Ignorata la volontà del popolo”

Dopo l’intervento di von der Leyen, un po' tutti i leader hanno preso la parola, esprimendo la propria opinione sul percorso. Molto duro Viktor Orban, che questa mattina aveva incontrato la premier italiana. “La volontà del popolo europeo è stata ignorata”, secondo il premier ungherese che invita le destre a unirsi “contro i burocrati”.

Meloni: “Giusto peso per l’Italia”

Da parte sua, secondo quanto riferiscono fonti diplomatiche, Meloni ha evidenziato problemi di "metodo e di merito". In particolare, secondo la premier italiana, non sarebbe un iter corretto presentare un pacchetto già confezionato di nomi, senza prima aver effettuato una discussione collegiale e complessiva sull'idea di Unione per i prossimi anni. Una linea su cui ha trovato il supporto di alcuni 'colleghi'.

La premier ha ribadito che l'Italia chiede di vedersi "riconosciuto il giusto peso", come Paese fondatore, seconda manifattura d'Europa, terzo Stato per abitanti. Meloni non è scesa nel dettaglio, ma la richiesta era già stata recapitata oggi da lei stessa in un incontro con il presidente del Consiglio, Charles Michel, e dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, con la compagna di partito Ursula von der Leyen: Roma vuole una vicepresidenza e un commissario con deleghe di peso, ancora da discutere.

A rendere più complessa la situazione di stallo anche la diversità di vedute tra Ppe e Socialisti sul presidente del Consiglio. Il Pse sostiene Antonio Costa, ex premier portoghese, su cui però i Popolari mostrano perplessità, chiedendo di affidargli un mandato di soli 2 anni e mezzo. Una richiesta che i Socialisti non intendono accettare. In questa situazione di stallo è stato ritenuto meglio chiudere la seduta. Se ne riparlerà tra 10 giorni, al Consiglio formale del 27 e 28 giugno.