2 gen 2019

Espulsi M5s, De Falco: "Non c'è democrazia, solo ordini da eseguire"

Il senatore valuta il ricorso: "Numeri risicati, altri potrebbero disobbedire"

elena g. polidori
Gregorio De Falco in aula al Senato in una immagine del 05 novembre 2018. 
ANSA/ANGELO CARCONI
Gregorio De Falco (Ansa)

Roma, 2 gennaio 2019 - «Mi auguro ancora che facciano un passo indietro e si rendano conto dell’errore commesso, sarebbe un esempio di maturità...»

Senatore De Falco, non lo faranno mai...

«Lo temo anche io, ma è evidente che si tratta di un provvedimento sbagliato, incostituzionale e sanzionatorio di un’espressione di voto e di un’opinione che la Costituzione tutela. Ce n’è abbastanza per un ricorso legale, che valuterò, ma credo di avere ancora qualche giorno per poter presentare un reclamo».

Tanto non serve...

«Ne sono sicuro. Ormai dentro il M5S è difficile non tanto parlare di politica, quanto semplicemente avere un dialogo. Non c’è alcuna discussione coi gruppi di Camera e Senato, solo ordini da eseguire. Il M5S ha preso una direzione antidemocratica, almeno nel metodo interno, contraria ai suoi principi ispiratori».

Dicono che la sua espulsione sia scaturita dalla paura delle sue qualità di leader..

«La cosa non può che farmi onore, ma per la verità non so se sia stato questo il motivo scatenante. Di sicuro, la mia autonomia ha disorientato più di uno».

Si è creato un problema di comunicazione tra i vertici del M5S e i parlamentari molto vasto nell’ultimo periodo...

«Un divario enorme, che nasce da un equivoco di fondo. Nel M5S si crede che i parlamentari stiano lì solo per realizzare il contratto di governo; invece è il contrario, è il governo che deve seguire le indicazioni del Parlamento, i nostri voti non possono essere solo mere ratifiche di qualcosa che, come nel caso della manovra, non abbiamo potuto neppure leggere».

Prima il decreto sicurezza, poi la manovra...

«...e il 15 febbraio il voto sull’autonomia. Mi auguro che si fermino in tempo. Ci vorrebbe un’attenta riflessione da parte del Parlamento su una questione così delicata, invece si va avanti schiacciati sul traino della Lega...».

Che sta facendo perdere consensi al M5S...

«Il M5S ha avuto successo erodendo la base elettorale del Pd, poi, una volta in Parlamento, c’è stata una svolta a destra clamorosa che ha tradito le aspettative degli elettori. E anche le mie: non mi sono più ritrovato in una linea politica che sconfessava i principi fondanti del M5S, nei quali ho creduto»

Con la sua espulsione e quella di De Bonis, i numeri della maggioranza in Senato diventano ancora più fragili..

«Prima eravamo a più 6, ora dovremo essere, su base strettamente numerica, più 4, ma ci sono anche Nugnes e Fattori e altri che non è detto votino sempre come dicono loro, anzi...»

Dunque?

«Ho sempre detto che non mi sarei occupato mai di numeri, ma credo che da domani comincerò a farlo. D’altra parte, vale quello che dicevo prima, dentro il Movimento non si parla di politica, non ci si confronta su nulla, così non può andare avanti a lungo».

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