Luigi Di Maio, Roberta Lombardi e Virginia Raggi (Fotogramma)
Luigi Di Maio, Roberta Lombardi e Virginia Raggi (Fotogramma)

Roma, 16 settembre 2019 - Roberta Lombardi (capogruppo M5s nel consiglio regionale del Lazio), Luigi Di Maio ha lanciato la proposta per un patto civico tra Pd e M5s per il prossimo governo dell’Umbria...

"...Mi stavo giusto messaggiando con Luigi sulla questione (ride)... perché questo obiettivo è molto ambizioso e dobbiamo lavorarci con il rispetto e l’attenzione che i cittadini umbri meritano".

Nel Lazio, il M5s governa con il Pd e la Regione guidata da Zingaretti è considerata il laboratorio politico da cui è nata l’idea del Conte 2. Ora si va oltre, proprio grazie a lei, no?

"Dopo le elezioni regionali, ci siamo detti, con Zingaretti: che facciamo? Stiamo tutto il tempo ad insultarci, rendendo ingovernabile la Regione, a discapito dei cittadini, o ci mettiamo a discutere su temi da risolvere e norme che migliorano la vita di tutti? È nata così, dall’idea di provare a vedere se il confronto, anche serrato, talvolta aspro e che comunque è misura di una storia e di culture politiche diverse, poteva funzionare. È da qui che è partito tutto. Ha funzionato, ma poteva anche essere il più clamoroso dei fallimenti. Eppure, nei prossimi giorni avremo, in Regione, un ‘testo unico per il commercio’ che è stato firmato a tre (M5s, Pd e destra) e che rappresenta un risultato politico importante, un risultato del buon senso e non solo del senso comune".

Dal punto di vista politico, questa proposta cosa può rappresentare per i cittadini?

"Prima di tutto, crea stabilità perché mette le forze politiche nella condizione di trovare comunque un accordo sui temi e, nel caso dell’Umbria, così come l’ha proposto Luigi, dev’essere visto come un atto di responsabilità dei partiti che fanno un passo indietro per favorire la nascita di liste civiche, da noi comunque promosse, per fare in modo che i cittadini rientrino nelle istituzioni".

Questo dei ‘cittadini nelle istituzioni’ è nel Dna del Movimento fin dagli esordi politici...

"Certo, è un progetto che nasce dall’idea di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio e che poi noi abbiamo fatto crescere. È difficile trovare strumenti e ascolto per mettere il cittadino al centro dell’azione politica: difficile, ma possibile".

Salvini ha commentato aspramente questa idea di Di Maio sull’Umbria, ha detto che il leader 5 stelle è ‘disperato’...

"Se lo ha detto Salvini l’Infallibile allora dev’essere proprio vero (ride). Aggiungo, senza sorridere, che è più facile incitare alla lotta che prendersi la responsabilità di fare un passo indietro per affrontare questioni, come la corruzione nella sanità, su cui i cittadini hanno tutto il diritto di fare un passo avanti e pretendere equità e servizi". 

A suo giudizio, l’Umbria potrebbe diventare un ulteriore laboratorio per un modello nazionale? 

"L’obiettivo finale sarebbe senza dubbio questo. Il patto per l’Umbria è anche un passaggio di crescita interna alle forze politiche e soprattutto uno scatto rivoluzionario rispetto alla politica tradizionale. Vedremo se sarà possibile proporre questo passaggio anche in altre Regioni, ma resta un lavoro delicato, non un approdo".

Per lei, che è al secondo mandato, l’esperienza politica si chiuderà con la fine della giunta Zingaretti. Le dispiace?

"Per niente. Ho dato molto alla politica e al M5s e dopo 12 anni porto a casa alcuni risultati, anche questo sul Lazio, che mi fanno sentire soddisfatta e di cui potrò parlare, in futuro, con orgoglio ai miei figli. E poi la politica elettiva è condizionata dalla ricerca del consenso, mentre essere a fine corsa, come lo sono io, mi ha consentito di essere totalmente libera e di osare, come è stato per il Lazio e, di conseguenza, sull’idea dell’Umbria. Insomma non ricandidarmi è un punto di arrivo. E tale deve restare".

Ma nessuno le impedirebbe di proseguire...

"Ha ragione, nessuno me lo direbbe. Ma me lo dice Roberta".