Luigi Di Maio con Francesco Desogus, candidato governatore della Sardegna (Ansa)
Luigi Di Maio con Francesco Desogus, candidato governatore della Sardegna (Ansa)

Roma, 25 febbraio 2019 - "Il Movimento 5 Stelle è vivo e vegeto" e "per il governo non cambia niente". Dopo i risultati delle elezioni regionali in Sardegna che decretano la vittoria del centrodestra con Christian Solinas, il vicepremier e capo politico dei grillini Luigi Di Maio torna a ribadire la solidità dell'alleanza con la Lega, ma soprattutto quella dello stesso M5s.

"Capisco che in questi mesi ci siamo messi contro le banche, le assicurazioni e che un certo mondo stia godendo nella speranza che possa morire il Movimento. Ma il Movimento è vivo e vegeto. E va avanti a livello nazionale e anche in Sardegna", sostiene il ministro di Sviluppo economico e Lavoro. "Per la prima volta nella storia della regione - dice - entriamo con diversi consiglieri regionali e per noi è un dato importante perché noi non c'eravamo. Noi eravamo a zero a livello regionale". 

Certo, prosegue, "eravamo 60 candidati del Movimento 5 stelle contro 1.350 con decine di liste civiche e una scheda elettorale che era un lenzuolo... Ma se vedete le singole forze politiche il Movimento è in linea con tutte le altre forze politiche. Il tema sono tutte queste ammucchiate elettorali". E ancora: "È inutile confrontare il dato delle amministrative con le politiche: sarebbe come confrontare le mele con le pere".

Poi annuncia che "tra domani e dopodomani ci saranno novità importanti per il Movimento". "Andremo avanti con la riorganizzazione", dice ma puntualizza: "Questa riorganizzazione non è una cosa per il M5s: servirà agli italiani perche noi siamo al governo ed abbiamo decine di istanze che arrivano dal territorio nazionale. La riorganizzazione ci aiuterà ad essere più capillare a rispondere alle esigenze dei cittadini".

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Eppure è proprio la sua leadership politica a finire sotto accusa. "Certamente va rimessa in discussione", incalza la senatrice 'ribelle' Paola Nugnes. "Da tempo - evidenzia la parlamentare campana - non condivido la linea politica intrapresa e le strategie messe in atto. Se ora, oltre i sondaggi, abbiamo anche verificato con elezioni regionali, che per quanto di altro livello, ci danno il polso di una indubbia e incontestabile perdita di consensi, credo che andrebbe rimessa la palla al centro". "Non credo che una riorganizzazione calata dall'alto sia la soluzione. Ci vuole una riflessione collettiva che porti a una discussione profonda con proposte da valutare tutti insieme", aggiunge Nugnes.

Si sfila invece da qualsiasi analisi Roberto Fico. "Dico solo viva la democrazia: si dà il mandato per cinque anni a chi vince le elezioni e poi si rivedrà", dice il presidente della Camera ai giornalisti prima di un incontro con i detenuti del carcere minorile di Catania. La mia "preoccupazione - aggiunge - è trovare un risultato per questi ragazzi e non per le elezioni regionali". E sulle fibrillazioni nei 5 Stelle, replica: "Ripeto, sono felicissimo perché sono qui per un progetto stupendo, quello dei detenuti".