Da sinistra in alto Murgia, Solinas, Desogus, Zedda, Pili, Maminchedda, Lecis (Ansa)
Da sinistra in alto Murgia, Solinas, Desogus, Zedda, Pili, Maminchedda, Lecis (Ansa)

Cagliari, 22 febbraio 2019 - I riflettori sono puntati sulle elezioni regionali in Sardegna. Dopo il boom della Lega in Abruzzo a discapito dei 5 Stelle arrivati solo terzi, domenica 24 febbraio si terrà una nuova sfida che avrà comunque eco sul governo giallo-verde. E se Matteo Salvini si sta giocando il tutto per tutto per vincere anche sull'isola, battendo palmo a palmo le città sarde assaggiando pecorino e parlando con i pastori, i big 5 Stelle si sono tenuti alla larga sebbene Luigi Di Maio arriverà a sorpresa nell'isola venerdì. Sullo sfondo dei seggi - aperti dalle 6,30 alle 22 - l'effetto pastori con la trattativa sul prezzo del latte che sta tenendo banco da giorni. I candidati in lizza sono sette, ma la vera sfida sarà a tre tra gli esponenti di centrodestra, centrosinistra e 5 Stelle.  

CENTRODESTRA. Il centrodestra si presenta unito anche in Sardegna con i maggiori partiti (Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia) a sostenere il candidato Christian Solinas. In terra sarda, a sostegno di Solinas, anche Energie per l'Italia (la creatura di Stefano Parisi, il candidato a sindaco di Milano sconfitto da Giuseppe Sala), il partito sardo d'azione, l'Unione di centro e altre liste civiche. in tutto undici sigle. Solinas, classe 1976, già segretario del partito sardo d'azione, gioventù nell'Udeur, è stato eletto senatore con la Lega alle ultime elezioni Politiche, e oggi viene considerato l'uomo che può bissare il risultato dell'Abruzzo. Segni particolari: un curriculum non proprio chiaro (il risvegliodellasardegna ha segnalato che nei giorni scorsi ha pubblicato tre curricula diversi a distanza di poche ore uno dall'altro) e il grande feeling con Salvini, tant'è che accanto alla scritta 'Solinas presidente' compare sempre il viso del leader leghista. Della serie: chi vota Solinas, è come se votasse Salvini.

CENTROSINISTRA.  Il candidato del centrosinistra è Massimo Zedda, sindaco di Cagliari al secondo mandato, che è riuscito a mettere insieme otto sigle che vanno dal Pd a Leu, fino a Italia in comune dell'ex grillino Federico Pizzarotti e progetto comunista per la Sardegna. Zedda, figlio di Paolo Zedda, ex dirigente del Pci, ha 43 anni come Solinas, e ha un passato nel Pds, nei Ds e in Sel. Segni particolari: non ha mai aderito al partito democratico. Quando venne fondato il Pd, infatti, Zedda si schierò con gli scissionisti di Sinistra democratica per poi passare a Sel con Vendola. Nel periodo dei 'sindaci arancioni' (vi ricordate Pisapia?), Zedda era stato eletto a Cagliari dopo aver sconfitto a sorpresa alle primarie il dem Antonello Cabras, sostenuto dall'establishment del partito.  

MOVIMENTO 5 STELLE. Francesco Desogus, candidato 5 Stelle uscito dalle Regionarie, è un bibliotecario di Cagliari. Classe 1959, dipendente pubblico, tanti incarichi amministrativi e una laurea in Agraria (110 e lode con encomio), viene considerato - per sua stessa definizione - l'antidivo. Matteo Salvini negli ultimi comizi l'ha praticamente ignorato, dando per scontato che la sfida si giocherà seguendo i vecchi schemi destra-sinistra e i big 5 Stelle, bruciati dal crollo in Abruzzo, si sono fatti vedere molto poco sull'isola. E dire che alle Politiche i 5 Stelle avevano dominato con un 42,6%, ma già nelle suppletive per sostituire il velista Andrea Mura avevano ceduto il passo al candidato di centrosinistra. Segni particolari: il  voto online l'ha incoronato candidato dei 5 Stelle con 450 consensi (contro i 422 dello sfidante). La sua candidatura è arrivata dopo il ritiro di Mario Puddu che, a ottobre,  ha dovuto rinunciare alla corsa alle Regionali per una condanna in primo grado a un anno per abuso d’ufficio. 

ALTRI - Per l'ultra sinistra corre il giornalista e scrittore sassarese Vindice Mario Lecis, 57 anni, sostenuto da Rifondazione-comunisti italiani-sinistra sarda, mentre gli altri candidati autonomisti sono Paolo Giovanni Maninchedda, 57 anni, filologo del partito dei sardi; Mauro Pili, 56 anni, già presidente della Regione, sostenuto dai 'Sardi liberi' e Andrea Murgia, economista classe 1971, è funzionario della direzione generale delle Politiche regionali urbane della Commissione europea: è il candidato di 'Autodeterminazione'.