Regionali Piemonte, Alberto Cirio e Sergio Chiamparino
Regionali Piemonte, Alberto Cirio e Sergio Chiamparino

Torino, 27 maggio 2019 - E' il centrodestra il vincitore delle elezioni regionali 2019 in Piemonte. Il sito del Ministero dell'Interno annuncia un trionfo ancora più ampio per Alberto Cirio, rispetto ai dati degli exit poll. II candidato del centrodestra si aggiudica la regione con il 49,90% dei consensi - con la coalizione al 53,45% -, mentre il governatore uscente Sergio Chiamparino si attesta al 35,80% (coalizione al 33,36%). Distaccato il candidato del M5s Giorgio Bertola, al 13,57%. Poche infine le preferenze per il candidato del Popolo della famiglia Valter Boero (0,73%).

"Il centrodestra unito vince, noi ne siamo la dimostrazione", ha puntualizzato il neo governatore azzurro alla sua prima conferenza stmpa.  "A livello nazionale farò la mia parte per favorire una ricucitura, perché ci credo - ha aggiunto Cirio -. Il centrodestra è coerente, non ha certo problemi a scrivere un programma, perché le forze che lo compongono hanno visioni simili. Lavorerò in questa direzione, ma lo farò da presidente del Piemonte, nell'interesse della mia Regione, che è l'impegno che mi sono assunto con gli elettori". Al centro del discorso di Cirio, ovviamente, anche l'argomento Tav. "Il messaggio 'Sì Tav' è un messaggio che noi diamo da sempre, lo abbiamo dato a tutti i governi che si sono succeduti - ha detto il nuovo presidente del Piemonte -. A tutti i candidati delle liste in mio sostegno, ho fatto sottoscrivere un preciso impegno: in questo senso non ci saranno sorprese". Stessa lunghezza d'onda, dunque, del vicepremier leghista. "Ho molto apprezzato il fatto che il primo richiamo che ha fatto Matteo Savini ieri, rimarcando il grande risultato della Lega, sia stato per la Tav, dicendo che quel risultato avrebbe ulteriormente garantito la realizzazione di quest'opera, per noi fondamentale".

 

Chiamparino nel pomeriggio ha telefonato a Cirio per fargli i complimenti. Lo rivela il candidato del centrodestra. "Ci vedremo nei prossimi giorni per il passaggio di consegne", commenta nel suo quartier generale di Alba. Il Piemonte è quindi la quarta regione strappata dal centrodestra al centrosinistra dall'inizio del 2019 dopo l'Abruzzo (il 10 febbraio), la Sardegna (il 24 febbraio) e la Basilicata (il 24 marzo).

PARTITI - In base alle proiezioni, la Lega diventa il primo partito in Piemonte con il 35,6%, seguita dal Partito Democratico al 22% , M5S al 13,4%, Forza Italia 8,3% e Fratelli d'Italia al 5,4%. Unione di Centro al 3,4%, Per il Piemonte del sì 2,9%, Liberi Uguali Verdi 2,2%, Moderati per Chiamparino 1,9%, + Europa - Si' Tav 1,7%, Sì Demos 1%. 

SALVINI - Sul voto in Piemonte interviene anche Matteo Salvini che prende spunto dall'esito delle urne per parlare di Tav.  "La revisione della Tav era nel contratto di Governo, penso che la quota europea dovrà aumentare e contratterò per questo", premette. "Se comunque la Lega ha il 36% dei voti in Piemonte come sembra - aggiunge -, quasi il triplo dei M5S, vuole dire che i piemontesi si sono espressi chiaramente. Il voto non è referendum ma poco ci manca", conclude. 

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Piemonte, lo spoglio nella mappa interattiva

 

 

L'emiciclo del consiglio regionale

 

PRESIDENTE DELLA GIUNTA E CONSIGLIO REGIONALE - In Piemonte si è votato per eleggere il nuovo presidente della giunta regionale e per rinnovare il Consiglio regionale. Quest'ultimo è composto dal presidente della giunta e da 50 consiglieri. 40 seggi sono assegnati nelle circoscrizioni provinciali col sistema elettorale proporzionale (quozienti interi e resti più alti). 10 seggi, corrispondenti ai candidati della lista regionale del presidente regionale eletto (listino regionale), sono assegnati col sistema maggioritario. Tale assegnazione maggioritaria si dimezza a 5 seggi (e cioè i primi 5 candidati del listino) nel caso in cui le liste provinciali collegate al Presidente eletto abbiano già ottenuto 25 dei 40 seggi proporzionali.

COME VENGONO ASSEGNATI I SEGGI - L'assegnazione dei 40 seggi proporzionali è così effettuata: i voti di ciascuna lista circoscrizionale vengono divisi per un quoziente (totale dei voti di tutte le liste della circoscrizione diviso il numero dei seggi della circoscrizione aumentato di una unità). Il numero intero di tale divisione corrisponde ai seggi assegnati a quoziente intero alla lista. I i seggi rimanenti vengono assegnati in un collegio unico regionale ai gruppi di liste, ovvero all'insieme delle liste provinciali presentate in tutte le circoscrizioni, con il sistema proporzionale dei quozienti interi e dei resti più alti sulla base dei voti residui di ciascun gruppo di liste, che corrispondono a quelli che non sono stati sufficienti per ottenere nelle circoscrizioni un seggio a quoziente intero o che eccedono quelli necessari alla sua conquista. Sulla base di una graduatoria decrescente ottenuta dividendo i resti di ciascuna lista circoscrizione per il relativo quoziente circoscrizionale si procede all'assegnazione nelle circoscrizioni dei seggi ottenuti da ciascun gruppo di liste nel collegio unico regionale. È prevista una soglia di sbarramento del 3% dei voti validi per il gruppo di liste provinciali, a meno che tale gruppo sia collegato a una lista regionale che ha superato la percentuale del 5%. È  eletto consigliere anche il candidato alla carica di Presidente della Giunta regionale che ha conseguito un numero di voti validi immediatamente inferiore a quello del candidato eletto Presidente. A tal fine viene riservato l'ultimo seggio assegnato alle liste circoscrizionali collegate al Presidente secondo classificato.

Alessandria: 427.229 abitanti, 4 seggi per circoscrizione.
Asti: 21.7573 abitanti, 2 seggi
Biella: 18.2192 abitanti, 2 seggi
Cuneo: 586.378 abitanti, 5 seggi
Novara: 365.559 abitanti, 3 seggi
Torino: 2.247.780 abitanti, 21 seggi
Verbano-Cusio-Ossola: 160.264 abitanti, 1 seggio
Vercelli: 176.941, 2 seggi