Giuseppe Conte (Ansa)
Giuseppe Conte (Ansa)

Roma, 19 agosto 2020 - Si cerca la quadra, non senza tensioni, tra M5s e Pd in vista delle elezioni regionali del 20 settembre. A muovere decisamente le acque l'appello lanciato oggi dal premier Giuseppe Conte in un'intervista al Fatto Quotidiano. Presentarsi divisi alle urne - e il riferimento era alla mancata alleanza in Puglia e Marche - "espone al rischio di sprecare una grande occasione". Un intervento chiaro e deciso, quello del presidente del Consiglio, che ha innescato immediatamente una pioggia di reazioni. E se il Pd rinvigorisce il pressing per raggiungere l'intesa su candidati comuni, minacciando di chiedere il voto disgiunto nel caso in cui non si dovesse concretizzare, il Movimento 5 Stelle si mostra più cauto, sottolinea che "nessuna forzatura deve essere fatta" e mostra irritazione per l'opzione del voto disgiunto paventata dai dem. 

Boccia

"Mi aspetto che in queste ore il Movimento 5 stelle risponda all'appello di Conte. Il Pd ha già risposto, mi aspetto una risposta su Marche e Puglia". Lo ha detto il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, ad Agorà su Rai 3 augurandosi che si superi "un ottuso no". E avverte: "Se questa risposta non dovesse arrivare sarà inevitabile la nostra richiesta, dove possibile, di voto disgiunto, perchè se non si vota il candidato di centrosinistra vince la destra".

Toninelli

Torna a parlare anche Danilo Toninelli, senatore M5s responsabile nel Team del Futuro per le campagne elettorali. Quello sul voto disgiunto è "un modo calcolatorio di concepire la politica che non ci appartiene, svilente nei confronti dei cittadini e offensivo verso la nostra identità", dice in risposta alle dichiarazioni di Boccia. "Chi professa la ricerca del dialogo poi non potrebbe fare esternazioni di questo tenore", aggiunge.  "Il rispetto per idee legittime e progetti seri, seppur diversi dai propri, per me è un elemento fondamentale e in questo caso è mancato", commenta ancora Toninelli.

Crimi

E incalzato sull'appello del premier, il capo politico dei grillini Vito Crimi predica prudenza. "La costruzione di alleanza basate sui programmi, sugli obiettivi comuni, ancor prima delle persone, è un valore aggiunto, in quanto il risultato di un percorso comune, in cui i contenuti vengono prima del contenitore", premette ad Affaritialiani.it. "Ma va fatto solo dove ci sono le condizioni", aggiunge. "Va rispettata la decisione legittima di quei territori che compiono scelte diverse", sottolinea e conclude con quello che sembra un monito: "Nessuna forzatura deve essere fatta".

Toninelli

 

Ricci

"Conte ha ragione da vendere, le forze di governo si presentino insieme soprattutto in Regioni come le Marche che saranno determinanti per il risultato nazionale". Lo afferma il sindaco di Pesaro e presidente Ali, Matteo Ricci. "L'obiettivo delle regionali di Salvini e della Meloni è solo quello di dare una botta al Governo - continua -, altro che prima i marchigiani. Chi vuole sostenere il governo Conte ha solo la strada dell'unità", aggiunge. "Per questo faccio l'ennesimo appello ai 5 stelle: nelle Marche ci sono tutte le condizioni per chiudere un accordo con Maurizio Mangialardi presidente e Mercorelli vice (oppure per riconoscere ai 5 stelle il ruolo specifico che richiedono)", dice ancora proponendo una sorta di ticket. "Proviamoci fino alla fine", conclude lanciando un appello affinché le Marche diventino "laboratorio nazionale".

Laricchia

Non ha gradito l'appello di Conte Antonella Laricchia, candidata M5s in Puglia. "La mia presenza non è scontata, chiaramente sono sacrificabile in ogni momento se qualcuno lo decide dall'alto", scrive su Facebook.  "Ma non chiedetemi di piegare la testa, piuttosto trovate il coraggio di tagliarla se volete salvare la mala politica di Emiliano e Fitto, perché finché non sarò rimossa da questo ruolo che mi è stato attribuito, andrò avanti a guidare questa opportunità di cambiamento". Parole forti che toccano anche il premier: "Più importanti dei miei vantaggi personali (mi hanno promesso poltrone certe, prestigio assicurato) o di Giuseppe Conte (una maggioranza parlamentare teoricamente più rinsaldata), ci sono gli interessi dei pugliesi", aggiunge. Anche se la Laricchia immagina che "l'intervista sia stata distorta" perché contraddice "i contenuti di un dialogo cordiale, intelligente, profondo, che ho avuto pochi giorni fa con Conte". 

Mercorelli

Anche il candidato marchigiano fa muro e assicura di non aver alcuna intenzione di ritirare la sua candidatura. "Mi hanno offerto la vicepresidenza del Consiglio regionale. Tra l'altro mi hanno già 'degradato'. Prima mi avevano offerto la presidenza del Consiglio regionale attraverso il Fatto Quotidiano, perché a me non ha chiamato mai nessuno. Mi offrono la poltroncina sperando di farmi contento. Ma non mi vendo per una poltrona, ho una dignità da mantenere", scrive oggi su Facebook, citando una sua intervista di ieri a 'Open'.