Elezioni regionali (Fotoschicchi)
Elezioni regionali (Fotoschicchi)

Roma, 25 gennaio 2020 - Tutto pronto per le elezioni regionali 2020: domenica 26 gennaio in Emilia Romagna e Calabria si vota per scegliere il nuovo governatore e rinnovare i Consigli regionali. Un appuntamento locale, i cui risultati avranno però ripercussioni anche a livello di politica nazionale. Quando si vota, come si vota, chi sono i candidati, è possibile il voto disgiunto? Ecco una guida pratica alle urne. 

Data e orario: cosa serve per votare

Intanto data e orario, gli stessi in entrambe le regioni. Si vota domenica 26 gennaio: i seggi  saranno aperti dalle ore 7 fino alle 23, con lo spoglio che inizierà subito dopo la chiusura delle urne e andrà avanti per tutta la notte. Ricordiamo che per votare occorre recarsi al proprio seggio muniti di tessera elettorale e di un documento di riconoscimento in corso di validità e in buono stato, tale da permettere l’identificazione della persona. 

Emilia Romagna, chi sono i candidati

In Emilia-Romagna è una sfida a sette per eleggere il nuovo governatore in una tornata elettorale che si preannuncia essere tra le più incerte di sempre visti i risultati delle ultime elezioni europee e amministrative, dove il centrodestra ha fatto il pieno di voti strappando anche la guida di comuni come Ferrara e Forlì. Il governatore uscente di centrosinistra Stefano Bonaccini è in lizza per cercare di ottenere un secondo mandato. Non avrà i voti del del Movimenato 5 Stelle che dopo il flop del voto in Umbria corre senza apparentamenti, candidando l’imprenditore Simone Benini, scelto dagli iscritti sulla piattaforma Rousseau.  Il centrodestra, guidato dalla Lega, punta sulla senatrice Lucia Borgonzoni, e sogna uno storico colpaccio nella regione 'rossa' per tradizione. 

Candidati BolognaCandidati Reggio Emilia / Candidati Ravenna/ Candidati Rimini / Candidati Ferrara / Candidati Modena / Candidati Cesena

A giocarsela per uno scranno da presidente saranno di fatto Bonaccini e Borgonzoni. Ma ecco la lista completa dei candidati (con i nomi di partite, liste e coalizioni che li appoggiano). 

Stefano Battaglia  (Movimento 3V); Simone Benini (Movimento 5 Stelle); Laura Bergamini (Partito Comunista); Stefano Bonaccini (Partito Democratico, Europa Verde, +Europa, Volt, Emilia Romagna Coraggiosa, Bonaccini Presidente); Lucia Borgonzoni (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Popolo della Famiglia- Cambiamo! Insieme per l’Emilia Romagna, Borgonzoni Presidente, Giovani per l’Ambiente); Marta Collot (Potere al Popolo); Stefano Lugli (L’Altra Emilia Romagna).

LE COALIZIONI - Bonaccini ha costruito una coalizione formata da sei liste con la novità di Volt, il movimento panaeuropeo che inizialmente aveva pensato di correre per conto proprio, oltre alla quasi totalità delle forze di centrosinistra. Nella lista Emilia-Romagna Coraggiosa sono confluiti Sinistra Italiana e Articolo 1-MDP, mentre con Bonaccini Presidente si annoverano esponenti di Italia in Comune, Italia Viva, Azione e Possibile. Tre i candidati di sinistra: Stefano Lugli ha deciso di candidarsi con L’Altra Emilia Romagna, una lista sostenuta da Rifondazione Comunista, Partito Comunista Italiano e Partito del Sud. Potere al Popolo ha invece deciso di puntare sulla lavoratrice precaria Marta Collot: anche il Partito Comunista di Marco Rizzo è riuscito a raccogliere le 5.000 firme necessarie ufficializzando così la candidatura di Laura Bergamini. Correrà da solo il Movimento 5 Stelle. Sarà unito il centrodestra che punta al colpaccio, con la Lega che ha scelto la senatrice Lucia Borgonzoni. Oltre al Carroccio ci saranno Fratelli d’Italia, Forza Italia, Cambiamo e Il Popolo della Famiglia in tandem oltre a due liste civiche. Spazio anche al Movimento 3V Vaccini Vogliamo Verità, che ha scelto come proprio candidato il medico Stefano Battaglia.

Elezioni in Calabria, chi sono i candidati

Sono quattro i candidati che si sfideranno alle elezioni regionali in Calabria. Ecco chi sono. 

Francesco Aiello (Movimento 5 Stelle, Calabria Civica); il 're del tonno', l'imprenditore Filippo Callipo (Partito Democratico, Democratici e Progressisti, Io Resto in Calabria); Jole Santelli (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Unione di Centro, Santelli Presidente, Casa delle Libertà); Caro Tansi (Tesoro Calabria, Calabria Libera, Calabria Pulita). Prima di essere travolto dalle recenti vicende giudiziarie, Mario Oliverio (Pd) sembrava essere certo di correre per un secondo mandato. Il governatore aveva in mente di presentarsi appoggiato dal Partito Socialista e da liste civiche, salvo poi fare un passo indietro ricompattando così la coalizione. 

Come si vota

EMILIA ROMAGNA - L'elettore riceve una sola scheda. Si vota apponendo una sola croce sulla lista prescelta (in questo caso il voto andrà anche al candidato governatore corrispondente), oppure una sola croce sul nome del candidato presidente. E' possibile apporre una croce sia sulla lista che sul candidato presidente (anche quando NON collegati).  

CALABRIA - Anche qui l'elettore riceve una sola scheda. In questo caso accanto alla lista ci sarà solo una riga e non due: sono dunque escluse la doppia preferenza e, di conseguenza, anche la preferenza di genere. Si può votare apponendo una croce sul nome del solo candidato presidente, oppure solo sulla lista (in quel caso il voto viene attribuito automaticamente al presidente collegato). E' possibile poi votare un candidato presidente e una delle liste a lui/ lei collegate. 

Il disgiunto e la doppia preferenza di genere

Il voto disgiunto è ammesso in Emilia Romagna: si potrà dunque votare contemporaneamente per un candidato presidente e per una delle liste a lui NON collegate. Il voto disgiunto non è invece consentito in Calabria, come già accadeva nel 2014. Qui l'elettore può esprimere il suo voto solo per il candidato alla carica di presidente collegato alla lista provinciale prescelta. In Emilia Romagna vale la regola della doppia preferenza di generead ogni elettore è consentito indicare due preferenze come consiglieri regionali, purché riguardanti due candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda preferenza. Ovviamente i due candidati devono far parte della medesima lista elettorale. In Calabria NON è stata introdotta la doppia preferenza di genere, nonostante nella scorsa legislatura siano state presentate in questo senso diverse proposte di modifica della legge elettorale.