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10 giu 2022

Elezioni e referendum 12 giugno 2022: orari, come si vota e fac-simile scheda

Domenica urne aperte per le comunali (ecco dove) e per i quesiti sulla giustizia. La guida con tutto quello che c’è da sapere

10 giu 2022

Eppur si vota. Sebbene l’attenzione dell’opinione pubblica sia passata dall’emergenza Covid alla crisi ucraina, la democrazia deve proseguire. Domenica 12 giugno l’appuntamento è particolarmente importante perché sono in programma due consultazioni: dalle urne emergeranno i risultati delle elezioni comunali 2022 e del referendum sulla giustizia, in quello che con un inglesismo viene chiamato Election Day.

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Gli orari delle Amministrative e del referendum

Il 12 giugno le urne saranno aperte dalle 7 alle 23. Dunque, si vota solo di domenica e non in due giorni come successo nelle ultime tornate elettorali.

Il ballottaggio delle Amministrative, previsto per i comuni sopra i 15mila abitanti nei quali nessun candidato superi il 50%+1 dei voti al primo turno, è in programma il prossimo 26 giugno.

In Valle d'Aosta si è votato per le comunali il 15 maggio (ballottaggio il 29), mentre in Trentino-Alto Adige il 29 maggio (il ballottaggio è domenica).

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Dove si vota

Tutti i cittadini italiani sono chiamati ai seggi per il referendum sulla giustizia di domenica prossima. Quanto alle elezioni comunali, invece, si vota in 978 Comuni, di cui 4 capoluoghi di regione (Genova, Palermo, Catanzaro e L'Aquila) e 22 capoluoghi di provincia (Alessandria, Asti, Barletta, Belluno, Como, Cuneo, Frosinone, Gorizia, La Spezia, Lodi, Lucca, Messina, Monza, Oristano, Padova, Parma, Piacenza, Pistoia, Rieti, Taranto, Verona e Viterbo).

Tutti i comuni: Pdf

I documenti necessari per votare

Per essere ammessi a votare, bisogna andare al seggio muniti di uno di questi documenti: la carta d’identità o un altro documento di identificazione provvisto di fotografia rilasciato dalla pubblica amministrazione; la tessera di riconoscimento rilasciata dall’Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia, purché corredata di fotografia e convalidata da un Comando militare; oppure la tessera di riconoscimento rilasciata di un ordine professionale: anche in quest’ultimo caso è necessario che ci sia la foto.

E se proprio ci si dimentica di portarlo con sé che si fa? È sufficiente che l’elettore sia riconosciuto da uno dei membri del seggio che ne attesti l’identità o da un altro elettore, noto al seggio e provvisto di documento di riconoscimento. Infine, c’è un altro modo: è possibile dimostrare la propria identità anche con la ricevuta della richiesta di rilascio della carta d’identità elettronica, in quanto munita della fotografia del titolare e dei relativi dati anagrafici.

Non basta. Oltre al documento di riconoscimento, è necessario avere con sé la tessera elettorale, che prova la regolare iscrizione nelle liste elettorali del comune di residenza. Consente di esercitare il diritto di voto in occasione di ogni elezione o referendum fino a un massimo di 18 consultazioni, corrispondenti agli spazi dove viene apposto il bollo della sezione elettorale. Se questi ultimi sono esauriti, bisogna chiedere all’ufficio elettorale del proprio comune una nuova tessera elettorale.

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Come si vota alle Amministrative

La modalità di voto alle elezioni amministrative cambia a seconda della popolazione del proprio comune. Fino a 15mila abitanti, occorre tracciare un segno sul nome del candidato sindaco o sul logo della lista a lui collegata; oppure sia sul candidato sindaco sia sulla lista. In entrambi casi il voto viene attribuito sia all’aspirante primo cittadino sia alla lista di candidati consiglieri che lo sostiene.

Viene eletto sindaco chi ottiene più voti. In caso di parità tra due candidati, si torna alle urne il 26 giugno per il ballottaggio.

Sopra i 15mila abitanti, è possibile votare in tre modi. Innanzitutto, si può tracciare un solo segno sul nome del candidato sindaco, attribuendo il voto solo a quest’ultimo. Inoltre, si può fare un segno su una delle liste presenti sulla scheda elettorale, o sia sul nome del candidato sindaco sia su una delle liste a lui collegate: in entrambi i casi si assegna il voto sia al candidato sindaco sia alla lista collegata. Infine, è possibile esprimere il cosiddetto voto disgiunto. Come? Marcando il nome di uno dei candidati a sindaco e una lista che ne sostiene un altro.

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Diventa sindaco al primo turno il candidato che mette insieme la maggioranza assoluta dei voti validi (almeno il 50%+1). Se ciò non accade, si torna ai seggi domenica 26 giugno per il ballottaggio tra i due candidati più votati.

Alle amministrative, tuttavia, non si sceglie solo il nuovo sindaco. Si devono rinnovare anche i Consigli comunali. Nei comuni con meno di 5mila abitanti si può esprimere una sola preferenza per uno dei candidati consiglieri.

Sopra i 5mila abitanti, le preferenze diventano due. Occorre scrivere il cognome dei prescelti (o del prescelto) nelle apposite righe tratteggiate poste al di sotto del contrassegno della lista. Se le preferenze sono due, deve trattarsi di persone di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda preferenza. Ovviamente i nomi indicati devono far parte della lista votata.

Come si vota per i referendum

Votare i referendum è molto semplice. Bisogna apporre una crocetta nella casella del sì, qualora si voglia abrogare la norma in vigore, o in quella del no, se si preferisce conservarla. I quesiti per i quali siamo chiamati a pronunciarci sono cinque.

Il primo chiede di abrogare la parte della Legge Severino che prevede l'incandidabilità, l'ineleggibilità e la decadenza automatica per parlamentari, membri del governo, consiglieri regionali, sindaci e amministratori locali nel caso di condanna per reati gravi.

Il secondo propone lo stop delle 'porte girevoli' per non permettere più il cambio di funzioni tra giudici e pm e viceversa nella carriera di un magistrato.

Il terzo ha lo scopo di cancellare l'obbligo, per i magistrati, di raccogliere da 25 a 50 firme per presentare la propria candidatura al Csm.

Il quarto è finalizzato ad eliminare la "reiterazione del reato" dai motivi per cui i giudici possono disporre la custodia cautelare in carcere o i domiciliari nella fase delle indagini.

Il quinto chiede chiede che anche gli avvocati e i docenti universitari, membri dei Consigli giudiziari, possano votare in merito alla valutazione dell'operato dei magistrati e della loro professionalità.

Fac-simile schede elettorali referendum

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