Forse in ossequio alla fama di «Ohio d’Italia», il Molise una piccola traccia su questa crisi di governo potrebbe essere destinato a lasciarla. Si sa che spesso in politica gli effetti esteriori contano più della sostanza, così il risultato di una consultazione a cui era chiamato lo stesso numero di abitanti di un quartiere di Roma (poco più di 300mila, 77mila dei quali all’estero) segna uno stop del Movimento Cinque stelle, una affermazione del centrodestra con Forza Italia che «blocca» la Lega e la definitiva crisi del Pd. Tutti elementi che nel frenetico rimbalzo di dichiarazioni, offerte e richieste della settimana decisiva della crisi hanno di certo una loro valenza. Dicono per esempio che il centrodestra in qualche modo c’è ancora, che Forza Italia è tutt’altro che morta e che i Cinquestelle hanno probabilmente toccato il 4 marzo il loro apice. Difficile pensare che in caso di ritorno al voto entro breve essi possano ulteriormente salire, come invece Di Maio e soci tendono a spiegare agli avversari nei discorsi che si fanno nei divanetti di Montecitorio. Un risultato, quello molisano, la cui portata deve essere ancora decifrata in base a quanto sarà deciso dal Quirinale per il mandato a Fico (se «aperto» o «di scopo» come fu per la Casellati) ma che certo un peso ce l’hanno. Che a Di Maio e Casaleggio non farà certo piacere.