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28 mag 2018

Elezioni, la simulazione: "Alle urne un'alleanza M5S-Lega può fare cappotto"

Lo studio dell'Istituto Cattaneo di Bologna: considerando gli stessi risultati del 4 marzo, col voto anticipato il cartello Di Maio-Salvini conquisterebbe il 90% dei seggi uninominali. E nelle due Camere avrebbe una maggioranza di oltre il 67% 

Governo, incarico a Cottarelli. "Fiducia o voto dopo agosto. Italia essenziale in Ue"

28 mag 2018
rosalba carbutti
(DIRE) Roma, 28 mag. - E' un'Italia giallo-verde quella che potrebbe uscire dalle prossime elezioni. L'Istituto Cattaneo quantifica la minaccia del voto anticipato e ipotizza uno scenario con M5s e Lega alleate. Sul maggioritario Di Maio e Salvini potrebbero realizzare un vero e proprio cappotto lasciando alle altre forze politiche solo le briciole. L'esercizio dell'Istituto si basa sui risultati del 4 marzo e la formazione di un'alleanza-cartello elettorale composta dagli unici due partiti che, fino ad oggi, hanno trovato un accordo per la creazione di un governo. Dall'altro un aggregato formato da Partito democratico, Forza Italia e dai loro alleati minori. Il dato analizzato dal centro studi riguarda il voto nei collegi uninominali, sia alla Camera dei deputati che al Senato. L'ipotetica alleanza tra M5s e Lega consentirebbe ai due partiti di conquistare all'incirca il 90 0ei seggi nelle due Camere. Piu' nello specifico, il cartello gialloverde risulterebbe il piu' votato in 219 collegi su 232 (94,4deputati e in 104 collegi su 116 (89,7risultato consentirebbe di superare il dualismo geografico che si e' manifestato nelle ultime elezioni, con un centrodestra a guida leghista dominante nelle regioni centrosettentrionali e il M5s in una situazione di predominio nelle zone centro-meridionali. In questo contesto, la particolare distribuzione geografica dei consensi a Lega e M5s, incrociata con lo strumento del collegio uninominale (previsto per un terzo dei seggi parlamentari), metterebbe i due partiti in una situazione di sostanziale monopolio nella componente maggioritaria della legge elettorale. Di conseguenza, allo schieramento di partiti opposto (Pd, Fi e alleati minori) andrebbero soltanto una manciata di seggi urbani (a Milano e Torino), nei residui della ex-zona rossa (Emilia e Toscana) e nei collegi del Trentino-Alto Adige. (Lum/ Dire) 12:46 28-05-18
La simulazione elettorale per i collegi elettorali della Camera
(DIRE) Roma, 28 mag. - E' un'Italia giallo-verde quella che potrebbe uscire dalle prossime elezioni. L'Istituto Cattaneo quantifica la minaccia del voto anticipato e ipotizza uno scenario con M5s e Lega alleate. Sul maggioritario Di Maio e Salvini potrebbero realizzare un vero e proprio cappotto lasciando alle altre forze politiche solo le briciole. L'esercizio dell'Istituto si basa sui risultati del 4 marzo e la formazione di un'alleanza-cartello elettorale composta dagli unici due partiti che, fino ad oggi, hanno trovato un accordo per la creazione di un governo. Dall'altro un aggregato formato da Partito democratico, Forza Italia e dai loro alleati minori. Il dato analizzato dal centro studi riguarda il voto nei collegi uninominali, sia alla Camera dei deputati che al Senato. L'ipotetica alleanza tra M5s e Lega consentirebbe ai due partiti di conquistare all'incirca il 90 0ei seggi nelle due Camere. Piu' nello specifico, il cartello gialloverde risulterebbe il piu' votato in 219 collegi su 232 (94,4deputati e in 104 collegi su 116 (89,7risultato consentirebbe di superare il dualismo geografico che si e' manifestato nelle ultime elezioni, con un centrodestra a guida leghista dominante nelle regioni centrosettentrionali e il M5s in una situazione di predominio nelle zone centro-meridionali. In questo contesto, la particolare distribuzione geografica dei consensi a Lega e M5s, incrociata con lo strumento del collegio uninominale (previsto per un terzo dei seggi parlamentari), metterebbe i due partiti in una situazione di sostanziale monopolio nella componente maggioritaria della legge elettorale. Di conseguenza, allo schieramento di partiti opposto (Pd, Fi e alleati minori) andrebbero soltanto una manciata di seggi urbani (a Milano e Torino), nei residui della ex-zona rossa (Emilia e Toscana) e nei collegi del Trentino-Alto Adige. (Lum/ Dire) 12:46 28-05-18
La simulazione elettorale per i collegi elettorali della Camera

Bologna, 28 maggio 2018 - Fallito il governo Conte , torna al centro della scena lo scenario delle elezioni anticipate. Certo, c'è l'ipotesi del governo Cottarelli, ma considerando i numeri attuali risulta piuttosto difficile che riesca a ottenere la fiducia in Parlamento. 
La domanda, quindi, sorge spontanea: che cosa succederebbe se il Movimento 5 stelle e la Lega , sull'onda del contratto di governo che faticosamente erano arrivati a siglare, tornassero alle urne formando un'alleanza-cartello elettorale? Massimo D'Alema , in un fuorionda, ha recentemente paventato un 80 per cento , secondo la simulazione dell' Istituto Cattaneo di Bologna l'asse giallo-verde conquisterebbe addirittura il 90 per cento dei collegi uninominali.   
Ma attenzione: il dato - sottolineano gli studiosi - si calcola partendo dai risultati delle elezioni del 4 marzo e prendendo in considerazione lo stesso sistema elettrorale. Lo scenario, quindi, è necessariamente ipotetico.

La Lega è stata per vent'anni parte integrante della coalizione del centrodestra, mentre il M5S si è sempre dichiarato né di destra né di sinistra, perciò non è detto che tornando al voto con questo tipo di accordo elettorale i consensi siano esattamente gli stessi del 4 marzo sia per un partito sia per l'altro.  Detto tutto questo, la simulazione che viene proposta prevede una disgregazione delle alleanze precedenti con da una parte i sottoscrittori del governo del cambiamento e dall'altra un aggregato formato da Pd, Forza Italia e alleati minori. 

Analizzando i risultati dei collegi uninominali , l'ipotetica alleanza M5S-Lega consentirebbe ai due partiti di conquistare il 90 per cento dei seggi nelle due Camere, pari a 219 collegi su 232 (94,4%) alla Camera e 104 collegi su 116 (89, 7%) al Senato. In pratica, il dualismo geografico delle precedenti elezioni (M5S preponderante al centro-Sud e il centrodestra a guida leghista nel centro-Nord) ha finito per  neutralizzare l'incentivo maggioritario insito nel collegio uninominale (dove per vincere basta prendere un voto in più degli altri), mentre con un'alleanza giallo-verde il bonus di seggi arriverebbe a quota 15%.

Facendo quindi i conti, secondo il Cattaneo, Lega e M5S partirebbero da una base di sostegno parlamentare del 35 per cento , a cui poi andrebbero aggiunti i seggi spettanti dalla ripartizione proporzionale nelle circoscrizioni plurinominali. Risultato: alla Camera l'alleanza Di Maio-Salvini passerebbe da 343 parlamentari (55%) a 425 seggi (68,8%); al Senato da 167 (54%) a 209 (67,6%). Un rafforzamento evidente, in particolare a Palazzo Madama, dove la maggioranza del 'governo del cambiamento' sarebbe stata piuttosto risicata. 

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