La simulazione elettorale per i collegi elettorali della Camera
La simulazione elettorale per i collegi elettorali della Camera

Bologna, 28 maggio 2018 - Fallito il governo Conte, torna al centro della scena lo scenario delle elezioni anticipate. Certo, c'è l'ipotesi del governo Cottarelli, ma considerando i numeri attuali risulta piuttosto difficile che riesca a ottenere la fiducia in Parlamento. 
La domanda, quindi, sorge spontanea: che cosa succederebbe se il Movimento 5 stelle e la Lega, sull'onda del contratto di governo che faticosamente erano arrivati a siglare, tornassero alle urne formando un'alleanza-cartello elettorale? Massimo D'Alema, in un fuorionda, ha recentemente paventato un 80 per cento, secondo la simulazione dell'Istituto Cattaneo di Bologna l'asse giallo-verde conquisterebbe addirittura il 90 per cento dei collegi uninominali.  
Ma attenzione: il dato - sottolineano gli studiosi - si calcola partendo dai risultati delle elezioni del 4 marzo e prendendo in considerazione lo stesso sistema elettrorale. Lo scenario, quindi, è necessariamente ipotetico.

La Lega è stata per vent'anni parte integrante della coalizione del centrodestra, mentre il M5S si è sempre dichiarato né di destra né di sinistra, perciò non è detto che tornando al voto con questo tipo di accordo elettorale i consensi siano esattamente gli stessi del 4 marzo sia per un partito sia per l'altro.  Detto tutto questo, la simulazione che viene proposta prevede una disgregazione delle alleanze precedenti con da una parte i sottoscrittori del governo del cambiamento e dall'altra un aggregato formato da Pd, Forza Italia e alleati minori. 

Analizzando i risultati dei collegi uninominali, l'ipotetica alleanza M5S-Lega consentirebbe ai due partiti di conquistare il 90 per cento dei seggi nelle due Camere, pari a 219 collegi su 232 (94,4%) alla Camera e 104 collegi su 116 (89, 7%) al Senato. In pratica, il dualismo geografico delle precedenti elezioni (M5S preponderante al centro-Sud e il centrodestra a guida leghista nel centro-Nord) ha finito per  neutralizzare l'incentivo maggioritario insito nel collegio uninominale (dove per vincere basta prendere un voto in più degli altri), mentre con un'alleanza giallo-verde il bonus di seggi arriverebbe a quota 15%.

Facendo quindi i conti, secondo il Cattaneo, Lega e M5S partirebbero da una base di sostegno parlamentare del 35 per cento, a cui poi andrebbero aggiunti i seggi spettanti dalla ripartizione proporzionale nelle circoscrizioni plurinominali. Risultato: alla Camera l'alleanza Di Maio-Salvini passerebbe da 343 parlamentari (55%) a 425 seggi (68,8%); al Senato da 167 (54%) a 209 (67,6%). Un rafforzamento evidente, in particolare a Palazzo Madama, dove la maggioranza del 'governo del cambiamento' sarebbe stata piuttosto risicata.