Elezioni europee, la mappa
Elezioni europee, la mappa

Roma, 27 maggio 2019 - Arrivano i verdetti delle elezioni europee 2019. Marine Le Pen in testa in Francia, i socialisti in Spagna, mentre in Germania la Merkel arretra, ma resta il primo partito. Altri risultati: Orban stravince in Ungheria, mentre in diversi Stati si registra il boom dei Verdi. Dalla Gran Bretagna,  intanto, giunge la conferma del Brexit Party, con Farage che si impone nettamente. Crollano i conservatori di Theresa May.

Regionali Piemonte, gli exit poll

(L'articolo prosegue sotto la mappa)

Elezioni Ue, la mappa interattiva

 

 

Il NUOVO PARLAMENTO UE - Dai  dati diffusi in Italia e negli altri Paesi per Popolari e Socialisti arriva un duro colpo. Sebbene rimangano la prima e la seconda forza, infatti, perdono molti seggi rispetto alle precedenti elezioni del 2014. Cinque anni fa ne avevano rispettivamente 216 i Popolari e 185 gli S&D, oggi rispettivamente 179 e 150.

Altra considerazione: sarebbe impossibile, con questi dati nell'emiciclo, raggiungere una maggioranza assoluta per una eventuale alleanza tra il Ppe e tutti i gruppi della destra (Ecr, Enf, Efdd). Una possibile maggioranza potrebbe dunque vedere il Ppe alleato agli S&D, ai Liberali dell'Alde di Guy Verhofstadt, che invece guadagnano in maniera significativa (107 seggi).

Exploit anche per i Verdi (passati da 52 a 70 seggi).  Conservatori e riformisti calano di 18 seggi (si fermano a quota 52), crescono i gruppi di estrema destra Enf (in cui siede la Lega, arriva a 58 seggi), l'Efdd (56), mentre cede netto la Gue (38 seggi).  Alle urne erano chiamati 427 milioni di cittadini (per la precisione 426.828.171) per eleggere 751 eurodeputati. Un dato significativo è quello dell'affluenza, in aumento nei principali Paesi europei. Secondo le proiezioni arriva al 50,5%, record degli ultimi 20 anni. Tendenza che non si conferma in Italia dove il numero di votanti è in lieve calo.

(L'articolo prosegue sotto la mappa)

L'emiciclo in tempo reale

 

 

I dati 

GERMANIA - A spoglio ultimato, Cdu e Csu restano al primo posto, con il 28,9% dei voti, i Verdi conquistano il secondo posto, per la prima volta in un voto che si svolge a livello nazionale e non di un singolo stato, con il 20,5% delle preferenze. La Spd al governo con Angela Merkel scende ancora al 15,8% dei voti. Secondo un'analisi di Infratest, i Verdi avrebbero preso un milione di voti a ciascun partito della coalizione. Afd, il partito di estrema destra si attesta sull'11%, Die Linke (La Sinistra) raccoglie il 5,5% delle preferenze, i Liberali della Fdp il 5,4%.

FRANCIA - La lista sostenuta da Rassemblement National, il partito di estrema destra di Marine Le Pen, ha vinto le elezioni europee in Francia con il 23,31% dei voti, secondo i risultati definitivi comunicati dal ministero dell'Interno di Parigi.  Al secondo posto, la lista LREM-MoDem del presidente Emmanuel Macron con il 22,41%. Le due liste ottengono così lo stesso numero di deputati eletti al Parlamento europeo (23).  I risultati finali confermano anche l'affermazione degli ecologisti dell'EELV (13,47% dei voti espressi e 13 seggi).  La lista dei Repubblicani (LR) ha ottenuto l'8,48% dei voti (8 seggi), davanti a France Insoumise (LFI) di Manon Aubry, al 6,31% (6 eurodeputati), e al PS/Place Publique al 6,19% (6 seggi). Le altre 28 liste non sono riuscite a eleggere propri rappresentanti all'europarlamento.

SPAGNA - Alle europee in Spagna si conferma il successo netto dei socialisti del premier Pedro Sanchez. Il Psoe, a scrutinio quasi concluso, ha ottenuto un risultato ancora più importante rispetto ai sondaggi: il 32,8%, che gli varrà 20 seggi all'Eurocamera. Ben 12 punti indietro i popolari, al 20,1%. Al terzo posto i centristi di Ciudadanos, 12,2%, seguiti dalla sinistra radicale di Podemos (10%). Si conferma anche il passo indietro di Vox: l'ultradestra, che appena un mese fa era arrivata al 10% alle politiche, oggi si è fermata al 6,2%, che equivale a 3 seggi a Strasburgo. Anche gli indipendentisti catalani entrano a Strasburgo, sia Oriol Junqueras, in carcere a Madrid per il tentativo di secessione del 2017, che Carles Puidgemont, autoesiliatosi in Belgio.

REGNO UNITO - In Gran Bretagna débacle per i Tories, partito della dimissionaria Theresa May, e il trionfo per il Brexit party. Il nuovo partito di Nigel Farage Brexit è in testa (31,71%) davanti ai liberaldemocratici (18,55%) e il partito laburista (14,05%). Solo quinto il partito conservatore di Theresa May (8,71%), dietro anche gli ecologisti (11,09%).

Gli altri Paesi

In Grecia vince con il 33,27% delle preferenze il principale partito di opposizione Nea Dimokatia (ND) di Kyriakos Mitsotakis, che fa capo alla famiglia del Partito popolare europeo. 23,8% il partito di sinistra Syriza del premier Alexis Tsipras. A Malta, nettissima vittoria (55,9%) del Partito Laburista (PL, nel gruppo dei socialdemocratici europei) del premier Joseph Muscat. A Cipro il partito conservatore è arrivato primo con il 29,02% dei voti, davanti al partito di sinistra (27,49%) e ai socialdemocratici (13,80%). In Slovacchia avrebbero vinto i liberali di centrosinistra di Progressive Slovakia, della neo-presidente Zuzana Čaputová. In Ungheria, con il 99% delle schede scrutinate il partito del premier Viktor Orban, Fidesz, ha riportato una vittoria schiacciante: il 52,14% delle preferenze. Secondo i dati forniti dal Parlamento europeo il secondo partito è la Coalizione democratica (DK) con il 16,26%, il Movimento Momentum 9,92%, il Partito dei socialisti magiari 6,68% e la destra di Jobbik 6,44%. In Croazia il partito conservatore è primo con il 22,72%, davanti al Partito socialista (18,71%) e la lista indipendente di Kolakusic (7,89%). 

In Finlandia la National Coalition (conservatori) è arrivata prima con il 20,80%, una percentuale in calo rispetto al 2014. Ma il grande vincitore di questo voto è la Green League che raccoglie il 16% delle preferenze, un punteggio storico per questo partito verde. I socialdemocratici arrivano in terza posizione con il 14,60% dei voti, davanti ai Veri Finlandesi (13,80%)Il partito socialdemocratico avrebbe vinto le elezioni europee in Danimarca, con il 22,50%, i liberali di destra del primo ministro Lars Lkke Rasmussen (21,50%), mentre gli euroscettici del Partito del popolo danese subiscono un crollo.  In Olanda va male il partito liberale del premier Mark Rutte al 14,6%, il primo partito è quello laburista con il 19%: entrambi avranno 6 seggi al parlamento europeo.

In Austria, il Partito popolare (Oevp) del cancelliere Sebastian Kurz è in testa con il 34,9% dei voti, con circa sette punti in più rispetto al 2014. Segue il Partito socialdemocratico (Spoe) con il 23,4%, stabile rispetto alle elezioni europee precedenti. Nonostante lo scandalo del cosiddetto Ibiza-gate, l'estrema destra del Partito delle libertà (Fpoe) ottiene il 17,2%: un risultato simile, se confermato dai dati ufficiali, a quello ottenuto nel 2014 quando registrò il 19,7%. In Polonia vince il partito di governo conservatore di Jaroslaw Kaczynski: si attesta al 43,10% dei consensi, davanti alla coalizione europea (38,40%) e ai socialdemocratici (6,70%). 

In Bulgaria si afferma il partito conservatore Gerb del premier Boyko Borissov: la forza politica al governo ha ottenuto il 30,64% dei voti, mentre il partito socialista si è fermato al 26,42%. Il Movimento per i diritti e le libertà (al centro) ha totalizzato il 12,33% dei voti. In Romania la lista dei conservatori è arrivata prima con il 27,86% contro il 24,84% dei socialdemocratici. I centristi raccolgono il 18,11%. Socialisti del premier Antonio Costa primi in Portogallo col 33,52% dei voti, seguiti dai socialdemocratici al 22,24%, mentre il Blocco di sinistra si attesterebbe intorno al 9,74%.  In Repubblica Ceca il partito del premier Andrej Babis, ANO 2011, ha vinto le europee con il 21,18% delle preferenze. I Democratici civici dell'Ods, principale partito d'opposizione si attestano al 14,54% con tre seggi, mentre i Pirati al 13,95%. 

Nei Paesi Bassi, il Partito laburista di Frans Timmermans (PvdA) ha scompaginato le previsioni e guida con il 19% dei voti, davanti al Partito popolare per la libertà e la democrazia (al centro) (14,60%) e ai conservatori (12,10%). In Irlanda, il partito conservatore Fine Gael conduce con il 29% dei voti, davanti al partito centrista Fianna Fail (15%) e all'Alleanza indipendente (15%). Anche il partito ecologista è al 15%. La sinistra dello Sinn Fein incassa il 13%.