Seggio elettorale
Seggio elettorale

Roma, 11 ottobre 2018 - Seggi aperti, urne in plexiglass, voto per i fuorisede e nuove regole per l'autenticazione delle firme per i referendum. Sono alcune delle novità introdotte dalla proposta di legge - prima firmataria la 5 Stelle Dalila Nesci - approvata alla Camera con il sì dei partiti di maggioranza e dei deputati di Liberi e uguali; Pd e Fratelli d'Italia si sono astenuti, no di Forza Italia, contraria alle norme che riguardano gli scrutatori dei seggi. Favorevoli 301 deputati, 78 contrari, 106 astenuti. Sono 4 i campi su cui si interviene con il provvedimento, che passa ora al Senato in seconda lettura: urne e cabine elettorali, criteri per la definizione dei componenti dei seggi elettorali (presidente, segretario e scrutatori), limiti per l'assunzione di personale nelle società pubbliche in prossimità delle elezioni e regole per il voto fuori sede. Ecco nel dettaglio le novità. 

URNE TRASPARENTI - Le urne che raccolgono le schede elettorali saranno di plexiglass, e non più in cartone, dunque trasparenti per ridurre al massimo il voto di scambio.

CABINA APERTA - Allo stesso modo, sempre per controllare più facilmente la regolarità del voto, le cabine elettorali saranno composte di tre lati e quello aperto sarà rivolto verso gli scrutatori.

VOTO PER I FUORISEDE - Dopo anni di richieste, si introduce la possibilità per gli studenti fuori sede di votare - per i referendum e le Europee - nella città dove frequentano l'università senza dover tornare nel comune di residenza.

FIRME PER I REFERENDUM - Le firme per i referendum e per le leggi di iniziativa popolare potranno essere autenticate anche da "cittadini designati dai promotori della consultazione" che abbiano i requisiti previsti per svolgere il ruolo di presidente di seggio. Inoltre un emendamento estende agli avvocati e ai consiglieri regionali la potestà di autenticare le firme.

PRESIDENTI E SCRUTATORI DI SEGGIO - Arrivano criteri più limitativi per poter essere presidente di seggio o scrutatore: l'incarico è vietato a chi è parente entro il secondo grado di un candidato e a chi è stato condannato anche in via non definitiva. Tra le categorie di dipendenti pubblici che non potranno essere componenti di seggio ci sarà anche chi lavora al ministero dello Sviluppo economico. Il presidente dovrà avere un'età compresa tra i 18 e i 70 anni (per scrutatori e segretario il limite è 65 anni) ed essere almeno diplomato. Arriva il divieto di ricoprire gli incarichi per due volte consecutive nella stessa sezione elettorale. Infine si introduce una quota di posti da scrutatore (pari alla metà arrotondata per difetto) riservata a chi è disoccupato da almeno 30 giorni dal momento del sorteggio degli scrutatori.