Elezioni comunali 2021: urne aperte (Ansa)
Elezioni comunali 2021: urne aperte (Ansa)
Roma, 3 ottobre 2021 -  Sono aperte le urne per le elezioni amministrative 2021 che elegeranno i nuovi sindaci e rinnoveranno i consigli comunali in oltre mille comuni taliani. Si voterà anche in sei capoluoghi di regione (Milano, Bologna, Torino, Roma, Napoli e Trieste). Ecco come si presentano le sfide città per città. Elezioni comunali 2021: l'affluenza città per città A che ora si avranno i risultati. Exit poll e proiezioni Tutto sulle comunali 2021 Cosa serve per votare: la guida Candidati e liste - Voto disgiunto - Fac simile schede Sommario La guida Roma Milano Torino Bologna Napoli La guida in Pdf Qui Roma Sembrerebbe una corsa affollata (22 candidati e 39 liste), ma la vera sfida romana è a quattro. La sindaca uscente, la grillina Virginia Raggi, il candidato di centrodestra voluto da Giorgia Meloni, Enrico Michetti, il leader di Azione, Carlo Calenda e l’ex ministro Pd Roberto Gualtieri. Una sfida...

Roma, 3 ottobre 2021 -  Sono aperte le urne per le elezioni amministrative 2021 che elegeranno i nuovi sindaci e rinnoveranno i consigli comunali in oltre mille comuni taliani. Si voterà anche in sei capoluoghi di regione (Milano, Bologna, Torino, Roma, Napoli e Trieste). Ecco come si presentano le sfide città per città.

Elezioni comunali 2021: l'affluenza città per città

A che ora si avranno i risultati. Exit poll e proiezioni

image

Tutto sulle comunali 2021

Cosa serve per votare: la guida

Candidati e liste - Voto disgiunto - Fac simile schede

Sommario

La guida in Pdf

Qui Roma

Sembrerebbe una corsa affollata (22 candidati e 39 liste), ma la vera sfida romana è a quattro. La sindaca uscente, la grillina Virginia Raggi, il candidato di centrodestra voluto da Giorgia Meloni, Enrico Michetti, il leader di Azione, Carlo Calenda e l’ex ministro Pd Roberto Gualtieri. Una sfida all’ultimo voto per il ballottaggio, dove la sorpresa potrebbe arrivare proprio da Calenda, dato in risalita dopo l’inatteso endorsement del ministro leghista Giancarlo Giorgetti, poi ritirato. Ma la battaglia, di fatto, si gioca tutta nel centrosinistra: proprio nel caso di un exploit del leader di Azione, la partita si sposterebbe poi dentro il Pd, con risultati davvero incerti per la tenuta del Nazareno. Diversa la situazione tra i 5Stelle, che dopo il “disastro“ Raggi nutrono poche speranze di riconferma.

Qui Milano

A Milano è una corsa a due, con il sindaco uscente, Beppe Sala che è dato per favorito. A sfidarlo, il pediatra Luca Bernardo che, tuttavia, ha avuto diversi inciampi nel corso di una campagna elettorale non lineare, con momenti di tensione nella coalizione che lo sostiene (Lega, Fratelli d’Italia, FI e Milano Popolare) soprattutto quando ha minacciato le dimissioni, se non fossero arrivati i fondi per la campagna elettorale promessi dai partiti. Diversa la corsa di Sala, sostenuta dal centrosinistra, che fa del sindaco uscente il favorito alla riconferma addirittura al primo turno, fatto che rende la sfida meneghina meno “avvincente“ di altre. In ultimo, i 5 Stelle che presentano Layla Pavone, sostenuta da un Giuseppe Conte che spera di recuperare consensi là dove i grillini non hanno mai avuto grandi risultati.

Qui Torino

Conclusa l’esperienza di Chiara Appendino, i grillini sperano di proseguire con Valentina Sganga. Il centrosinistra vuole riconquistare la città con Stefano Lo Russo. Il centrodestra si sente competitivo con il “civico“ Paolo Damilano. Insomma, la partita di Torino è aperta, e c’è chi guarda a un probabile ballottaggio. Sganga punta sulla continuità, ma è l’imprenditore delle acque e del vino Damilano, con la lista Torino Bellissima, a cui si sono aggiunti i partiti di tutto il centrodestra ad essere considerato il «cavallo forte» di questa sfida. Lo Russo, professore del Politecnico cresciuto nel Pd con la vocazione da sindaco, promette invece di riannodare i fili rotti cinque anni fa con gli elettori e che sono costati il secondo mandato a Piero Fassino. In caso di sfida tra centrodestra e centrosinistra, che ne sarà dei voti dei 5 Stelle? 

Qui Bologna

Matteo Lepore, esponente del Pd e sostenuto da una larga coalizione di centrosinistra, punta a diventare sindaco di Bologna al primo turno. Il suo principale sfidante è Fabio Battistini, candidato civico appoggiato dai partiti del centrodestra, che ha l’ambizioso obiettivo di provare a trascinare Lepore al ballottaggio. Ma l’ex assessore di Virginio Merola può contare sul sostegno di una coalizione tra le più vaste mai allestite in Italia, dagli ex Udc ad alcuni esponenti dei centri sociali, passando per i 5 Stelle. La griglia di partenza e i precedenti lasciano poco spazio per immaginare sorprese: nel Comune di Bologna, alle regionali di un anno e mezzo fa, l’attuale governatore Bonaccini vinse con il 65 %. 

Qui Napoli

A Napoli il test dell’alleanza Pd-M5s. Sette candidati alla carica di sindaco, 31 liste, oltre 1.200 in corsa per un seggio da consigliere. Il voto amministrativo a Napoli è fatto di grandi numeri e inevitabilmente si carica di significati. La città del Maschio Angioino è un banco di prova soprattutto per l’ex premier Conte, che punta a far eleggere sindaco Gaetano Manfredi, già suo ministro. Ben tredici le liste a sostegno di Manfredi, mentre Tar e Consiglio di Stato hanno “azzoppato“ il suo principale competitore, Catello Maresca, riducendo da undici a sette le compagini schierate per il centrodestra. Riflettori puntati, per motivi diversi, anche sull’ex sindaco ed ex governatore campano Antonio Bassolino, che a 74 anni prova a correre per la guida del Comune. E senza bandiere di partito.