Emilio Del Bono (sindaco di Brescia) e Salvo Pogliese (sindaco di Catania)
Emilio Del Bono (sindaco di Brescia) e Salvo Pogliese (sindaco di Catania)

Roma, 11 giugno 2018 - Elezioni comunali 2018 nel segno del centrodestra a traino leghista. Arrivano i risultati definitivi (qui i dati comune per comune) della tornata di amministrative che ha coinvolto 761 comuni italiani e quasi sette milioni di cittadini, circa un sesto dell'elettorato. E mostrano un quadro in cui il Centrodestra la fa da padrone, conquistando al primo turno Treviso, Vicenza e Catania, strappate al centrosinistra. Centrosinistra che però tiene a Brescia, riconfermando al primo turno il sindaco Emilio Del Bono, e va al ballottaggio in diversi centri, comprese roccaforti storiche come Imola e Siena. Soffre invece il Movimento 5 Stelle, anche se il leader politico Luigi Di Maio esprime soddisfazione su Facebook: "Davide continua a vincere contro Golia", scrive su Facebook. In calo l'affluenza: la percentuale definitiva rilevata dal Viminale (Sicilia esclusa) è del 61,19%, sei punti in meno rispetto alla precedente tornata di amministrative del 2013, quando superò il 67%.

CHI VINCE AL PRIMO TURNO - A spoglio ormai concluso (qui in tempo reale), emerge che il centrosinistra, che complessivamente aveva 16 sindaci nei 20 comuni capoluogo di provincia, ne riconferma solo due al primo turno: Trapani Brescia. Nel capoluogo lombardo Emilio Del Bono, con il 53,86% conquista definitivamente il secondo mandato, riunendo intorno al Pd altre cinque liste. A Trapani è quasi plebiscito per Giacomo Tranchida, sostenuto da liste civiche, che supera il 70%. Il centrodestra ne aveva 3 su 20 e oggi può già festeggiare a Catania, strappata al centrosinistra, dove l'uscente Enzo Bianco, fa gli "auguri di buon lavoro" allo sfidante, l'europarlamentare di Fi Salvo Pogliese. Così come a Vicenza e Treviso, riconquistate dal centrosnistra. Un vero exploit, quello del leghista Mario Conte, che diventa sindaco di Treviso con oltre il 54% delle preferenze. Decisiva, nel caso di Vicenza, la desistenza di M5s che non ha presentato liste: così, dopo 10 anni di amministrazione di centrosinistra targata Achille Variati, il comune passa al centrodestra, con Francesco Rucco, che al primo turno ha superato il 50% dei voti. Staccato di 5 punti percentuali e di circa 2mila preferenze Otello Dalla Rosa, espressione del centrosinistra. Anche Barletta viene eletto al primo turno il candidato del centrodestra Cosimo Damiano Cannito.

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BALLOTTAGGI - Non sfonda il Movimento 5 Stelle. Aveva il sindaco di Ragusa e si deve accontentare di correre ai ballottaggi in tre città sui venti capoluoghi: Avellino (dove il candidato Vincenzo Ciampi è quasi doppiato dall'esponente del centrosinsitra Nello Pizza), Terni (dove dal ballottaggio viene escluso il Pd che aveva governato negli ultimi anni) e la stessa Ragusa. Brucia il caso di Ivrea, dove il Movimento resta escluso dal ballottaggio proprio nella città della famiglia Casaleggio. Il centrosinistra rischia a Sondrio, Massa, Pisa, Siena, Ancona, città che governava e che finiscono al ballottaggio con il centrodestra. Sarà ballottaggio centrodestra-centrosinistra anche a Teramo e Brindisi, tra centrosinistra e M5s ad Avellino. A Viterbo e Messina il duello finale sarà tra centrodestra e civiche. A Imperia Claudio Scajola (il candidato più votato) se la vedrà con il centrodestra. A Siracusa è in vantaggio il centrodestra.

Nei comuni non capoluogo a Imola sarà ballottaggio tra centrosinistra e M5s. Nella 'roccaforte' rossa, è la prima volta, da quando è stato introdotto questo sistema elettorale, che il centrosinistra andrà al ballottaggio. Ad Anagni, Casapound conquista il ballottaggio e se la vedrà con il centrodestra. Vittorio Sgarbi si afferma a Sutri diventando sindaco per la seconda volta (dopo Salemi): "Sono felice e soddisfatto", fa sapere il critico d'arte. 

MUNICIPI ROMA, TONFO 5 STELLE - Per quanto riguarda i municipi III e VIII di Roma, è un netto ko per il Movimento 5 Stelle. Il centrosinistra è vincente al primo turno nel VIII Municipio e davanti abbastanza nettamente nel III. In testa nelle preferenze dei cittadini i due candidati civici, che alle ultime primarie di coalizione di centrosinistra avevano sconfitto il Pd: Amedeo Ciaccheri, leader del centro sociale 'La Strada' vince la sfida alla Garbatella seguito dal candidato di centrodestra Simone Foglio e il pentastellato Enrico Lupardini. Nel III, a Montesacro, in testa ma andrà al ballottaggio c'è Giovanni Caudo, ex assessore della giunta Marino che sfiderà Francesco Maria Bova, di area Lega in corsa per il centrodestra. I candidati grillini sono dunque fuori da entrambe le partite.

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LE REAZIONI  Quelli delle elezioni comunali "sono dati straordinari, abbiamo aumentato il numero dei sindaci, raggiungendo percentuali commoventi a Terni e Pisa per non stare nel lombardo-veneto dove i successi sono garantiti. Significa che questi primi giorni da ministro sono stati riconosciuti", dice Matteo Salvini. E chiarisce: con i Cinquestelle, in vista dei ballottaggi "non ci sarà nessun apparentamento ufficiale. Faremo appello ai cittadini nei Comuni in cui siamo al ballottaggio. Laddove siamo fuori, daremo indicazioni per il governo del cambiamento. Non daremo altre indicazioni". 

"Dal voto dei Comuni segnali incoraggianti - scrive il reggente del Pd, Maurizio Martina, su Twitter -. @pdnetwork e centrosinistra crescono rispetto alle politiche. Ora massimo impegno ovunque per i ballottaggi! A #Brescia capolavoro di @DelBono2018 e di tutto il Pd #elezionicomunali2018". 

Mariastella Gelmini (Forza Italia) scrive su Twitter: "Il centrodestra unito si conferma formula vincente. Forza Italia decisiva". E aggiunge: "Per @Mov5Stelle netta sconfitta. Italiani vogliono fatti e non slogan lanciati da un blog. Al ballottaggio pronti a conquistare stragrande maggioranza delle Città al fianco dei cittadini". 

Non si preoccupa per il risultato dei 5 Stelle, in frenata rispetto alle politiche di appena tre mesi fa, Luigi Di Maio. "Ogni volta che ci sono delle elezioni amministrative i media raccontano sempre la solita solfa, che siamo in affanno, che rispetto alle politiche è andata male e che quindi siamo prossimi alla scomparsa - dice il ministro del Lavoro -. E' una lettura che continuano a riproporre da 5 anni a questa parte, che si è sempre rivelata falsa e che si rivelerà tale anche questa volta".