La nave Aquarius (Ansa)
La nave Aquarius (Ansa)

Trapani, 11 giugno 2018 - Dalla Sicilia a Livorno, si levano le voci dei sindaci che si dicono pronti ad accogliere i migranti della nave Aquarius, al centro di una contesa diplomatica tra l'Italia e Malta. Il tema irrompe nelle elezioni comunali 2018 e a spoglio ancora in corso un sindaco e un candidato della regione più esposta alla crisi dei migranti lanciano messaggi di apertura. A farsi avanti sono Giacomo Tranchida, neo eletto del centrosinistra a Trapani al primo turno e Dino Bramanti, candidato sindaco di Messina del centrodestra, che si espone nonostante abbia ancora davanti il ballottaggio che si svolgerà tra quindici giorni. Intanto scoppia anche il caso Filippo Nogarin, sindaco M5S di Livorno, che su Facebook posta la sua disponibilità ad accogliere i migranti. Salvo poi, dopo un paio d'ore, far scomparire il post dalla Rete. "La mia posizione è quella espressa in quel post su Facebook poi rimosso", spiega poi Nogarin, raggiunto da Affaritaliani.it. "Si tratta - dice - della mia posizione personale" e non dunque del M5s nazionale, ci tiene a sottolineare il sindaco di Livorno. Ma perché il post è stato rimosso? "Per evitare di creare casi diplomatici e mettere in difficoltà il governo".

Anche il sindaco di Crotone si dice disponibile all'accoglienza. Premesso, dice, "che non siamo noi sindaci a decidere dove deve approdare una nave con migranti a bordo", se l'Aquarius dovesse attraccare nel porto di Crotone, "come è sempre stato per tutte le imbarcazioni che sono sbarcate nella nostra città, troverebbe la giusta accoglienza e la mia piena solidarietà e vicinanza. Non soltanto in qualità di sindaco, ma anche e soprattutto come uomo ed essere umano".

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IL GIALLO NOGARIN - Questo il testo del post in seguito cancellato: "Siamo pronti ad aprire il porto di Livorno e accogliere la nave Acquarius con il suo carico di 629 vite umane. Ho già dato la nostra disponibilità al ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, e ne ho parlato con il presidente della Camera Roberto Fico". Continuava Filippo Nogarin: "Io capisco perfettamente che si voglia dare un segnale all'Europa, chiedendo un cambio di passo sulle politiche migratorie ma questo braccio di ferro con Bruxelles non può essere fatto sulla pelle di centinaia di uomini, donne e bambini". E ancora: "Se voltiamo la testa dall'altra parte e smettiamo di 'essere umani', finiamo per non essere diversi dagli scafisti". Nogarin non è l'unico amministratore dei Cinque Stelle vederla così. In un altro Comune governato dai grillini, Torino, l'assessore ai Diritti Marco Giusta scrive su Facebook: "Ci piace sempre immaginare come sarebbe Torino con il mare. Stasera sarebbe ancora più bella. Perché se c'è il mare c'è un porto, e sono convinto che stasera sarebbe aperto". Ancora: "Il porto sarebbe aperto anche perché il consiglio comunale, ad ampia maggioranza, ha votato la Carta di Palermo". E insomma la politica dell'immigrazione è da rivedere "ma no, tutto questo non si può fare sulla pelle delle persone". 

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TRAPANI E PALERMO - "Siamo disponibili ad accogliere la nave Aquarius e ci rendiamo disponibili a fronteggiare qualsiasi emergenza futura che riguarda migranti e soccorsi in mare", dice Tranchida, neo sindaco di Trapani eletto con oltre il 70% di voti.  "Trapani è porta e porto del Mediterraneo - continua - non sarà il Salvini di turno a condizionare la nostra storia. Condividendo la responsabilità con altre portualità, a partire da quella di Palermo che si è detta disponibile ad accogliere navi di migranti, continueremo ad offrire un servizio di supporto, di concerto con le altre autorità, tra cui la Capitaneria di porto". Ma concorda con Salvini "riguardo i tempi delle richieste di asilo: non possono passare due anni, al massimo dobbiamo impiegare due mesi. Monitoreremo le strutture operative anche per tenere sotto controllo ogni tentativo di business e speculazione".

Parla da "medico, da uomo e da cattolico" Dino Bramanti, arrivato in testa alla prima tornata di amministrative. Secondo Bramanti, sostenuto anche dalla formazione leghista Noi con Salvini, "quando sale la tensione politica e si vogliono imporre delle regole - dice - non si può sottostimare il bisogno di mamme con bambini, donne incinte, bambini che necessitano di aiuto". Il professore Bramanti non dimentica i valori dell'accoglienza e parla anche da medico: "So quelle che sono le esigenze di queste persone sia sul piano sanitario che psicologico, ma se io dovessi essere sindaco, cercherei di dialogare. Interloquirei con il ministro, che è nostro alleato di centrodestra, per convincerlo ad accettarli, poi si penserà a far valere i nostri diritti a livello europeo".