Klaus Davi

Roma, 13 maggio 2018 - San Luca, 4mila anime in provincia di Reggio Calabria, è uno dei luoghi di culto più visitati della regione: c'è la Madonna di Polsi e i pellegrini abbondano. Quello che manca sono invece i candidati sindaco e gli aspiranti consiglieri comunali. Da almeno cinque anni è così. Il Comune è stato sciolto per mafia (cioè 'ndrangheta) nel 2013 e da allora l'amministrazione è retta da un commissario straordinario. Nel paese natale di Corrado Alvaro, la firma più prestigiosa della letteratura calabrese, le elezioni sono ormai un tabù. Non vengono mai depositate liste elettorali e dunque le elezioni saltano. Sarà così anche il prossimo 10 giugno. La paura è tanta, nel paese delle 'ndrine (qui non si parla di cosche...) tra le più sanguinarie, dai Pelle agli Strangio, dove la faida iniziata nel 1991 ed esportata persino in Germania, a Duisburg, ha fatto una quindicina di morti almeno.

La situazione sembra dunque compromessa: anche a questo giro niente sindaco né consiglio comunale. Eppure qualcuno, un po' fuori tempo massimo, ci crede ancora. Il "qualcuno" che non ti aspetti: il massmediologo e opinionista Klaus Davi ha chiesto infatti una proroga per la presentazione delle liste "vista la situazione di eccezionalità democratica che sta vivendo quel comune, affinché si possa votare entro l'anno". Il giornalista e pubblicitario di origine svizzera ha recentemente assunto nella sua sopcietà di comunicazione un pentito di mafia e da qualche anno si è impegnato con Anci e Confcommercio in un tour nei luoghi della 'ndrangheta in Lombardia. Ora ha deciso di andare alla radice, raccogliendo l'appello che il Procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho ha lanciato agli abitanti di San Luca.

Davi ci prova e ci crede: "Di cosa mi dovrei preoccupare? Se mi consentiranno di correre sarò il sindaco dei ragazzi di San Luca e un ambasciatore mediatico di tutta la Calabria e continuerò il mio ruolo di testimone in tv e sul web. Il vero male del Sud è il silenzio. L'oscurità uccide più della mafia". Parole giuste. Peccato però che l'appello di Cafiero De Raho non sia stato raccolto direttamente dai ragazzi di San Luca. Evidentemente per chi è già sotto i riflettori è più facile.