MATTEO SALVINI POLITICO
LUIGI DI MAIO POLITICO
MATTEO SALVINI POLITICO LUIGI DI MAIO POLITICO

Roma, 12 febbraio 2019 - Anche se in Abruzzo risiede solo il 2,5% dell’elettorato italiano, le elezioni regionali di domenica scorsa mandano diversi segnali alla politica nazionale. I ricercatori dell’Istituto Cattaneo hanno messo in ordine i dati che ci aiutano a decifrarli. Innanzitutto, la partecipazione ritorna a uno dei livelli più bassi mai registrati (53%), di poco superiore a quello del 2008, quando si tennero elezioni anticipate in dicembre per le dimissioni del governatore Del Turco. La Lega, che nel 2014 nemmeno si era presentata, con il 27,5% dei voti è il primo partito e traina la vittoria del centrodestra. Per il centrosinistra il confronto con il 2014 è deprimente: 15 punti percentuali in meno. Ma quello fu l’anno d’oro del Pd e di Matteo Renzi. Rispetto alle politiche del 2018, nel suo insieme, il centrosinistra risale dal 22 al 30,6%. L’arretramento del partito di Di Maio invece è netto, pure mettendo nel conto la tendenza nota del M5s a calare nelle amministrative. Dalle politiche del 2013 alle regionali dell’anno dopo era passato dal 30 al 21%, tra il 2018 e il 2019 è crollato dal 40 al 20%.

L’analisi dei flussi, che per ragioni tecniche può essere effettuata solo con riguardo alle grandi città (Pescara) ci dice qualcosa in più. Salvini, per un verso, ha svuotato FI (si prende il 36,5% degli elettori azzurri nel 2018), per un altro ha riacchiappato quasi tutti gli elettori di centrodestra che tra il 2013 e il 2018 si erano rivolti ai 5 Stelle. Quest’ultimi, infatti, gli cedono un quinto dell’elettorato delle politiche. Salvini spinge il centrodestra, di cui è ora indiscutibilmente il leader, a una percentuale (poco sotto il 50%) molto vicina a quelle registrate dal 1994 al 2008, quando era in auge Berlusconi e i 5 Stelle non c’erano. Anche il centrosinistra ha tamponato l’esodo e recuperato qualcosa ma ancora troppo poco per tornare competitivo. Se queste tendenze si riproducessero anche solo in parte in elezioni parlamentari, con la legge Rosato, oggi il centrodestra otterrebbe la maggioranza assoluta dei seggi in tutte e due le Camere. Perché, con un Centrosinistra in lieve ripresa e un M5S in calo, diversamente dal 2018, vincerebbe anche nella gran parte dei collegi uninominali del Sud.

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