Elezioni 4 marzo 2018, Maurizio Martina e Matteo Orfini (ImagoE)
Elezioni 4 marzo 2018, Maurizio Martina e Matteo Orfini (ImagoE)

Roma, 5 marzo 2018 - Mentre il Movimento 5 Stelle esulta, il Pd deve fare i conti con la sconfitta allle elezioni del 4 marzo 2018 (qui i risultati). Il primo a parlare al Nazareno è il vicesegretario Maurizio Martina: "Stiamo seguendo come tutti l'evoluzione dei risultati ed è chiaro che si tratta di una sconfitta molto evidente e molto chiara, molto netta". Un dato, dice Martina "al di sotto dell'aspettativa". "Le valutazioni più compiute sull'esito del voto alla luce dei dati che matureranno nelle prossime ore le farà il segretario domani mattina", ha aggiunto. Insieme a Martina sono arrivati in sala stampa, ma senza intervenire, il coordinatore Lorenzo Guerini e il presidente Matteo Orfini.

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"Rimboccarsi le maniche e ripartire. Senza rese dei conti ma cercando di capire insieme gli errori fatti. Io intanto oggi torno al ministero a lavorare. Le crisi non vanno in vacanza", ha scritto su Twitter il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda.

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I democratici sembrano fermarsi sotto il 20% (anche se lo spoglio è ancora in corso). E la coalizione di centrosinistra intorno al 23, con il partito +Europa che non sembra superare la soglia di sbarramento del 3%. Per Benedetto Della Vedova, esponente della lista guidata da Emma Bonino "il 2,7 o il 2,8% è comunque un risultato straordinario ancorché inutile. Noi avevamo visto un'onda montare e abbiamo cercato di contrapporre una linea di attacco alternativa". Ora, prosegue Della Vedova, "si apre un problema serio, si crea una frattura ad esempio con l'asse Merkel-Macron e temo che loro andranno avanti da soli senza l'Italia".

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