Roma, 26 febbraio 2018 - Si avvicinano le elezioni politiche di domenica 4 marzo 2018, per rinnovare la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica. Quest'anno gli italiani andranno alle urne con la nuova legge elettorale, il 'Rosatellum', che presenta alcuni importanti cambiamenti nella modalità di elezione dei candidati e dell'organizzazione di liste e collegi elettorali. Di seguito trovate il nostro vademecum per sciogliere i dubbi su come si vota e presentarvi alle urne preparati e consapevoli.

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Quando si vota: il 4 marzo 2018 (dalle 7 alle 23)
Quali documenti portare: tessera elettorale e documento di identità
Per che cosa si vota: per eleggere i nuovi deputati e senatori della Camera e del Senato. In Lombardia e nel Lazio si rinnovano anche le Regioni

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Testi a cura di ETTORE MARIA COLOMBO

LE SCHEDE PER CAMERA E SENATO

Due schede elettorali - Le schede (rosa per la Camera, gialla per il Senato) rappresentano una novità assoluta. La scheda è fatta di diverse aree corrispondenti a ciascun partito o coalizione.
Il candidato uninominale - Nello spazio rettangolare c’è un unico nome: è il candidato scelto da ogni partito o coalizione nel singolo collegio uninominale.
I simboli dei partiti - Sotto, una serie di caselle indica un nome e un simbolo di uno o più partiti, se in coalizione, che presentano da due a quattro nomi del cosiddetto 'listino bloccato'. Le singole liste dei candidati si presentano nel proporzionale a sostegno del singolo candidato di collegio.
Due novità - La prima sono le 'istruzioni per l’uso': si trovano sul retro della scheda. La seconda è il 'tagliando antifrode', con un codice progressivo alfanumerico, introdotto per impedire il voto di scambio.


COME SI VOTA

Come i voti diventano seggi

A - L’elettore barra solo il nome del candidato del collegio uninominale. In questo caso, il voto si trasferisce automaticamente al partito o ai partiti che lo sostengono nella parte proporzionale. Se vi sono più partiti a sostegno di una coalizione, il voto si ‘spalma’, in modo perfettamente proporzionale, a tutte le liste che lo sostengono in quella circoscrizione.

B - L’elettore traccia un segno solo sul simbolo della lista, cioè del partito, che vuole sostenere. Sia che si tratti di un partito singolo, sia che si tratti di un partito in coalizione, il voto dato al partito si trasferisce automaticamente anche al candidato nel collegio uninominale sostenuto dalla lista votata nella parte proporzionale.

C - L’elettore può tracciare un doppio segno sul candidato dell’uninominale e su una lista che lo appoggia nella parte proporzionale. Il voto è valido. Ma attenzione: il voto è nullo se l’elettore traccia due segni, uno sul nome del candidato nel collegio e uno sul simbolo di una lista, a cui quel candidato non è collegato nella parte proporzionale (e viceversa).