Roma, 30 gennaio 2018 -  Il premier, Paolo Gentiloni, non è contento per nulla di correre nel collegio uninominale di Roma 1. Non per la pericolosità dei candidati avversari: Angelo Cirulli (Movimento 5 Stelle), risparmiatore che ha visto azzerare i propri risparmi a causa del ‘salva banche’ (così dice lui), e Luciano Ciocchetti, vecchia volpe dell’Udc, nel centrodestra. Il guaio è che il collegio «Roma 1» è molto grande: non comprende solo il centro storico, zone della «Roma bene», radical chic o rosse, ma anche Trionfale e Flaminio, zone della Roma «nera». Insomma, nessuna certezza di vittoria.

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Il Rosatellum fa tornare in auge, dopo decenni di Porcellum, le sfide one to one nei collegi, come ai tempi del Mattarellum, anche se solo per una quota limitata di seggi (il 36%). Ma anche le sfide nella quota proporzionale sono interessanti, specie quelle che vedono, come capolista, nomi di grido.

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A Firenze il leader del Pd, Matteo Renzi, ha deciso di correre al Senato e non alla Camera. Nel collegio senatoriale il centrodestra gli schiera contro, in quota Lega, l’economista Alberto Bagnai, i pentastellati gli oppongono un ex iscritto al Pd, Nicola Cecchi, che Renzi ieri ha liquidato così: «Ha votato anche all’ultimo congresso per me. Mi fa piacere che i 5Stelle prendano i nostri candidati...».

A Bologna, nel collegio senatoriale più rosso (almeno una volta) d’Italia, il Pd propone l’ex leader dell’Udc Pierferdinando Casini, nome che ha fatto venire il mal di pancia ai dem locali. Il centrodestra gli piazza contro un nome non altisonante, Elisabetta Brunelli, ma Leu punta a fare molto male al Pd schierando l’ex governatore emiliano, Vasco Errani. Nel collegio plurinominale Camera dell’Emilia, sfida «rossa» tra Carla Cantone (Pd), leader dello Spi-Cgil, e Pier Luigi Bersani (Leu), più la forzista De Girolamo, catapultata all’ultimo momento. Nel collegio plurinominale del Senato di Varese il fondatore della Lega, Umberto Bossi, recuperato in extremis da Salvini, gareggia contro il giornalista (ex leghista) Gianluigi Paragone (M5S) e l’ex patron del Milan, Adriano Galliani (FI).

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A Bolzano, culla della Svp, è stata spedita l’ex ministra Maria Elena Boschi (Pd). Se la dovrà vedere con la pasionaria del Cavaliere, Michaela Biancofiore, e un’altra donna dei 5 Stelle, Filomena Nuzzo, ma il collegio è garantito per la Boschi grazie all’alleanza con la Svp. Il ministro Pier Carlo Padoan si candida a Siena, dove la storica banca Mps è andata a rotoli. La Lega gli schiera contro l’economista no euro Claudio Borghi.

A Livorno, il tesoriere Pd Francesco Bonifazi, esponente del «giglio magico» renziano, si vede contrapporre dai grillini, nel collegio plurinominale del Senato, Gregorio De Falco, che intimò a Schettino l’ormai arcinoto «salga a bordo c.!». Il capo della segreteria politica del governatore campano De Luca, Franco Alfieri, noto per promettere voti in cambio di «fritture di pesce», corre nel collegio di Agropoli per il Pd: vittoria assicurata in partenza per lui. Sempre in Campania, ma nel collegio plurinominale della Camera di Napoli, l’ex ministro di Berlusconi, Mara Carfagna, se la deve vedere con il candidato premier dei 5 Stelle, Luigi Di Maio, e il sottosegretario alla Giustizia, Gennaro Migliore, ex rifondarolo passato poi nel Pd.

Infine la «sfida delle sfide»: in Salento, nel collegio uninominale del Senato di Lecce-Nardò, proveranno a insidiare Massimo D’Alema (Leu) due donne assai combattive: la viceministra allo Sviluppo economico ed ex sindacalista della Cgil, Teresa Bellanova, e Barbara Lezzi per il M5s. Davvero una «sfida tra titani».