Silvio Berlusconi, leader di 'Forza Italia' (Foto Ansa)

Milano, 16 gennaio 2018 - Presidente Berlusconi, che cosa pensa delle affermazioni sulla razza bianca di Fontana, candidato per il centrodestra a governare la Lombardia?

«Ogni riferimento al concetto stesso di ‘razza’ è ovviamente lontano dalla mia cultura e dai miei valori. In questo caso si è trattato di un’espressione infelice della quale l’avvocato Fontana – che è persona moderata ed equilibrata – si è già scusato. Però trovo sia un grave errore focalizzare l’attenzione su una parola sbagliata e non sul rischio che l’Europa perda la sua identità, per effetto di un atteggiamento sbagliato, rinunciatario, di falso buonismo, che spesso prende il posto del giusto rispetto per le altre culture. Questo fenomeno, sotto la spinta di ondate migratorie incontrollate, può minare alle basi la nostra stessa civiltà. Solo un’Europa che abbia ben chiara la sua anima cristiana e liberale, e che ne sappia esigere il rispetto, può accogliere e integrare, entro limiti ragionevoli, dei cittadini stranieri che vogliano costruire da noi il loro futuro».

A proposito: nel suo futuro c’è ancora l’incubo della giustizia? Alcuni quotidiani hanno scritto che la magistratura starebbe indagando sulla cessione del Milan.

«Mi limito ad osservare che da sempre nei momenti politici delicati nascono campagne denigratorie nei miei confronti. Questa notizia sulla vendita del Milan, una pura invenzione giornalistica senza alcun riscontro giudiziario, è però diversa dalle altre per una sola ragione: è talmente poco credibile che dimostra che anche la fantasia dei miei avversari è arrivata, come si usa dire, ‘alla frutta’. Io non ho alcun capitale all’estero e quindi non ho questo problema, ma se l’avessi sarei davvero fuori di mente a decidere di farli rientrare nell’ambito di un’operazione come la vendita del Milan, sulla quale sono stati puntati tutti i riflettori del mondo. Solo chi è davvero fuori di testa può immaginare una cosa così assurda».

Andiamo sul concreto: il programma del centrodestra per le prossime elezioni è esauriente, c’è davvero di tutto. Manca però una parola sul lavoro che, secondo i sondaggi, è il tema più sentito dagli italiani. Cosa proponete ?

«Il programma della coalizione, che verrà messo a punto definitivamente nei prossimi giorni in un incontro fra i leader delle forze politiche che la costituiscono, si occuperà certamente di lavoro, che per noi è la massima priorità, la vera emergenza soprattutto per i giovani. Noi avevamo lasciato l’Italia nel 2011, nel mezzo della peggiore crisi economica internazionale del dopoguerra, con un tasso di disoccupazione inferiore di due punti percentuali rispetto alla media europea. Oggi, dopo quattro governi non eletti dagli italiani, il tasso di disoccupazione è di due punti superiore al resto dell’Europa rendendoci il secondo peggior paese europeo. La nostra risposta? Nell’immediato, una serie di provvedimenti fra i quali l’eliminazione di ogni tassa o contributo per i primi sei anni (contratto di praticantato e contratto di primo impiego) per chi assume un giovane a tempo indeterminato. Ma c’è un solo modo per far aumentare l’occupazione, la crescita dell’economia. E’ quello che cercheremo di fare mettendo in pratica l’equazione dello sviluppo e del benessere».

Per ridurre la pressione fiscale, il centrodestra punta sulla flat tax che, però, più d’uno sostiene essere una redistribuzione a favore dei ricchi. Cosa replica a questa accusa?

«Per la verità accade proprio il contrario, i principali beneficiari della flat tax saranno nel ceto medio, che oggi è il segmento sociale più tartassato dal fisco. Per i più deboli, poi, oltre all’estensione della no-tax area a 12.000 euro, cioè del reddito sotto il quale non si paga nulla, vi sarà addirittura “l’imposta negativa”: sotto quella che l’Istat definisce soglia di dignità sarà cioè lo Stato a versare ai cittadini la somma necessaria per raggiungere quella soglia. L’abbiamo chiamato appunto reddito di dignità, perché servirà ad assicurare a tutti un tenore di vita dignitoso».

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E sulla giustizia qual è la vostra priorità?

«Quella di una giustizia equa ed efficiente con una durata dei processi non superiore alla media di durata dei Paesi europei. Una giustizia che se assolve un imputato ritenendolo innocente non possa richiamarlo in un processo di appello. Una giustizia in cui gli avvocati dell’accusa abbiano gli stessi diritti degli avvocati della difesa. Una giustizia lontana dall’uso politico della stessa giustizia».

Senta Presidente, lei metterebbe la mano sul fuoco che dopo il voto Salvini non farà accordi con i grillini?

«Assolutamente sì. Ho piena fiducia nella lealtà dei nostri alleati.

D’altronde la Lega è una forza responsabile, non vedo come potrebbe trovare qualcosa in comune con chi, con i suoi programmi, porterebbe il Paese alla rovina. Sono piuttosto alcune componenti della sinistra che parlano di dialogo con i Cinque Stelle, e questo conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, che i grillini sono eredi delle peggiori ideologie della sinistra pauperista e giustizialista del secolo scorso».

Ritiene che all’estero ci sia preoccupazione per un eventuale governo dei Cinque Stelle?

«Certamente, perché in un mondo interdipendente quello che succede in un grande paese dell’Occidente riguarda tutti. Ma io penso che i più preoccupati dovrebbero essere gli italiani, anche per l’isolamento e il discredito internazionale al quale i grillini condannerebbero l’Italia».

E’ possibile un fronte comune anti-populisti, dopo il voto, con il Pd? Anche Renzi, come lei, ritiene che i Cinque Stelle sono l’avversario da battere: si può ripetere in Italia l’esperienza tedesca Merkel-Schulz?

«Lo escludo assolutamente. In Germania vi sono condizioni numeriche e politiche completamente diverse dalle nostre. In Italia noi disporremo di una stabile maggioranza sia alla Camera che al Senato, quindi non ci sarà bisogno di nessuna grande coalizione, per la quale comunque non vi sarebbero assolutamente le condizioni politiche. Noi vogliamo battere i Cinque Stelle per salvare l’Italia da un pericolo certo, ma vogliamo anche far ripartire il nostro Paese. Con Renzi e il PD non sarebbe possibile».

Il nostro giornale ha fatto una campagna contro le truffe agli anziani: purtroppo la legge non è andata in porto in questa legislatura. Se vincerete, il vostro governo riprenderà in mano la pratica nei primi 100 giorni?

«Truffare gli anziani è uno degli atti più vili e indegni in un paese civile. La campagna del vostro giornale è sacrosanta, e mi impegno fin d’ora ad adottare, quando governeremo, tutti gli strumenti necessari per colpire duramente che sfrutta la debolezza e la buona fede degli anziani. Agli anziani dedichiamo una grande attenzione nei nostri programmi: per esempio l’aumento delle pensioni minime a 1000 euro per tutti, anche per le nostre mamme che dopo una vita di lavoro non retribuito, devono avere il diritto di trascorrere una vecchiaia serena e dignitosa».