Romano Prodi (ImagoE)
Romano Prodi (ImagoE)

Roma, 31 gennaio 2018 - Ieri, Matteo Renzi, dopo giorni di buriana, ha tirato il fiato. Di mattina si legge l’intervista rilasciata al Foglio in cui paragona «l’amico Paolo» (Gentiloni) a «una camomilla» e se stesso a «un Red Bull» e si compiace dei retroscena (non smentiti) in cui viene descritto come pronto a guidare un governo di larghe intese («altro che Gentiloni, ci sono già io»). 

Poi arrivano le parole concilianti di Dario Franceschini («La renzizzazione delle liste è una balla», una dolce menzogna, ma utile) e persino la tregua armata di Andrea Orlando («come esce il Pd dalla vicenda liste? Con le liste»). Ma le parole che fanno la differenza sono quelle di Romano Prodi. In un colloquio con Affaritaliani.it Prodi dice che «Renzi, il gruppo che gli sta attorno, il Pd e chi ha fatto gli accordi col Pd, sono per l’unità del centrosinistra». Pausa. Invece, dice Prodi, Grasso, D’Alema e Bersani «in questo momento non lo sono». Per il Pd di Renzi è una promozione a pieni voti. Inaspettata, dato che, fino al giorno prima, Prodi dava un giudizio severo sul Rosatellum («una sciagura») e si limitava a un inquietante no-comment sulle liste («sono cieco, muto e sordo»). Per Leu è invece una sonora mazzata in mezzo ai denti. Certo, più tardi l’ufficio stampa del Prof – subissato dalle telefonate inviperite di Bersani&co. – prova a smussare: «Prodi ha solo ribadito che andrà a votare, che voterà per l’affermazione del centro sinistra e che le forze fuori dalla coalizione non stanno lavorando per l’unità». Ma la frittata è fatta e i dem ci si buttano, ovviamente, a pesce: fioccano le dichiarazioni di Richetti, Marcucci, Rosato, Guerini. Leu prova inutilmente a ributtare la palla nella metà campo avversaria dicendo, con Grasso, che «il centrosinistra è diviso per volontà di Renzi» e, con Bersani, che «Renzi vuole governare con Berlusconi». 

La verità è che Leu è pronta a esplodere. Civati contro Speranza, Mdp contro SI, Rossi contro Grasso e D’Alema contro tutti. Ieri, a una conferenza stampa, D’Alema si è prodotto in un suo classico (insulti ai giornalisti), ma è consapevole che Leu gira a vuoto e rischia grosso anche lui. Del resto, come si ripete dalle parti di Prodi, «il Prof non starà mai dalla stessa parte di D’Alema».