Luigi Di Maio, M5S (Imagoeconomica)

Roma, 31 gennaio 2018 - Luigi Di Maio è volato nella City per rassicurare gli investitori sul Movimento 5 Stelle e, soprattutto, per dire "noi non siamo populisti". Sembrava essere andata liscia, ma la notizia rivelata dalla Reuters ha spostato l'attenzione su quello che succederà dopo il 4 marzo. Di Maio, secondo l'agenzia di stampa, che cita una fonte anonima presente agli incontri della City,  avrebbe "detto che il Movimento 5 Stelle se non avrà seggi sufficienti per governare da solo, vede la probabilità di un governo sostenuto da tutti i principali partiti, Pd, Fi, Lega, inclusi i  5 stelle". Tradotto: un via libera alle larghe intese con tutti. Pure con l'odiatissimo Pd di Matteo Renzi. Frase che, ovviamente, se pronunciata, striderebbe (e non poco) con la linea  grillina.

Certo, dopo il passo di lato di Beppe Grillo, la linea non è più quella di 'mai alleati con nessuno', visto che con Di Maio si è passati ad essere più possibilisti, dicendo sì a un dialogo sul programma per accordi dopo il voto. Ma  spingersi fino alle larghe intese forse è troppo anche per chi della svolta governista ne ha fatto un cavallo di battaglia. Pochi minuti dopo, ecco quindi che i pentastellati smentiscono tutto quanto riportato dalla Reuters: "Di Maio ha detto semplicemente che non possiamo dire adesso con quali partiti" ci potrebbe essere una convergenza "sui nostri punti" post-voto "perché non sappiamo la loro consistenza". 

Infine, lo stesso Di Maio ci ha tenuto a precisare via Facebook: "Quanto riportato dall'agenzia Reuters non corrisponde al vero. Agli investitori internazionali incontrati a Londra ho ribadito ciò che ho sempre detto: che il giorno dopo le elezioni, se non dovessimo avere la maggioranza dei seggi, farò un appello pubblico a tutte le forze politiche invitandole a convergere sui temi e sulla nostra squadra di governo, senza alcun tipo di alleanze, inciuci o scambi di poltrone di governo". Parole chiare, almeno in Italia. All'estero, forse, un po' meno: "Probabilmente c'è stato un problema di traduzione...", rincara il leader stellato.