Giuseppe Falcomatà al voto (Ansa)
Giuseppe Falcomatà al voto (Ansa)

Roma, 4 ottobre 2020 - Di due, ne rimarrà soltanto uno. Domenica e lunedì i ballottaggi nei Comuni sopra i 15mila abitanti in cui, quattordici giorni fa, nelle amministrative nessuno dei candidati ha raggiunto il 50% più uno dei consensi. Da queste sfide, usciranno complessivamente 54 sindaci. 

Affluenza domenica

Alle ore 23 l'affluenza per i ballottaggi delle elezioni comunali è di 39,03%. Il dato, reso noto sul sito del Viminale, non comprende quello dei comuni nelle regioni a statuto speciale Friuli-Venezia Giulia, Sicilia, Trentino-Alto Adige e Valle d'Aosta. Al primo turno alla stessa ora l'affluenza era stata pari al 49,48%. I seggi riapriranno domani mattina alle 7 e si chiuderanno alle 15, quando avrà inizio lo scrutinio.

Alle ore 19era del 30,08%: sei punti percentuali in meno rispetto a due settimane fa quando al primo turno andarono a votare il 36.37% degli aventi diritto. 

Quando e come si vota

Una coda dell'election day, che, come nel primo turno, che ha visto urne aperte dalle 7 alle 23 di oggi, domenica, e dalle 7 alle 15 di domani, lunedì Unica eccezione, il Trentino Alto Adige: a Bolzano e Merano si è votato solo oggi dalle 7 alle 21. Quando ci si reca al seggio, vanno portate scheda elettorale e documento di identità. Le misure anti-Covid saranno le stesse dell'ultima volta: quindi frequente igienizzazione delle mani e della matita, mascherine sempre indosso durante l'operazione, eventuali code all'aperto. Chi ha la febbre deve restare a casa.

Le sfide più importanti

Sono otto i Comuni capoluogo di provincia e un capoluogo di Regione (Aosta) che devono eleggere il sindaco nella sfida a due.

  • A Lecco si sfidano gli aspiranti primi cittadini Peppino Ciresa (sostenuto dal Centrodestra), favorito avendo ottenuto al primo turno il 48,7% dei voti, e Mauro Gattinoni (Centrosinistra), che si è fermato al 41,7%. Sarà decisivo capire cosa faranno gli elettori delle forze escluse dal ballottaggio. Il Centrosinistra, ad esempio, ha cercato un apparentamento con il candidato M5s, Silvio Fumagalli, che nel primo turno aveva incassato meno del 4%, ma senza trovarlo.

  • Ad Arezzo la competizione è tra il sindaco uscente, Alessandro Ghinelli, sostenuto da Lega, Fdi e Fi e da liste civiche, e il candidato del Centrosinistra, Luciano Ralli, che ha l'appoggio di Pd e altre liste civiche. Al primo turno, in realtà, Ghinelli ha sfiorato la vittoria, incassando il 47,1% dei consensi, con Ralli al 35,1%. Anche qui non ci sono apparentamenti ufficiali, ma le liste escluse Patto Civico Arezzo e Rifondazione comunista hanno esplicitamente invitato a scegliere Ralli.

  • Anche a Chieti il centrodestra è in largo vantaggio. Il candidato Fabrizio Di Stefano, sostenuto in primis da Lega e Fratelli d'Italia (rispettivamente il primo e il secondo partito del territorio), ha ottenuto il 38,8%, mentre Diego Ferrara, aspirante sindaco di centrosinistra, si è fermato al 21,5%. Il civico Paolo De Cesare, escluso dalla sfida ma che ha incassato il 12,6% al primo turno, ha però fatto un endorsement per Ferrara.

  • Scenario diverso a Matera. Il testa a testa tra il Centrodestra, che sostiene Rocco Luigi Sassone, forte del 30,3% dei consensi incassati nel primo turno, e Movimento 5 Stelle, che presenta Domenico Bennardi (27,6%) come aspirante sindaco. Nessun apparentamento ufficiale per il ballottaggio, ma anche qui mentre Giovanni Schiuma, sostenuto dal Pd e da altre liste di centrosinistra, ha invitato i suoi elettori a votare per il candidato 5 Stelle: se lo ascolteranno, il 20% di consensi da lui raccolti potrebbero risultare decisivi.

  • A Reggio Calabria, al secondo turno si sfidano Giuseppe Falcomatà, sindaco uscente del Pd, che ha preso il 37,2% dei voti due settimane fa, e il candidato sindaco del centrodestra, Antonio Minicuci, fermo al 33,7%. Si prospetta una sfida all'ultimo voto: nonostante le aperture fatte alle liste civiche negli ultimi giorni, nessun apparentamento con i candidati esclusi è stato ufficializzato.

  • In Calabria ballottaggio anche a Crotone. Antonio Manica, sostenuto da 10 liste di Centrodestra, è forte del 41% ottenuto al primo turno, e viene tallonato dal civico Vincenzo Voce, candidato sostenuto da quattro liste civiche (36,2%). Nessun apparentamento con il candidato di centrosinistra, Giuseppe Arcuri, rimasto escluso nonostante il 17,3% incassato.

  • Inedito confronto – vista l'intesa sul piano nazionale - ad Andria, dove Centrosinistra e Movimento 5 Stelle si contendono la città, tornata alle urne dopo un anno di commissariamento prefettizio (l'ex sindaco era di Centrodestra). La candidata Pd Giovanna Bruno si presenta con un bottino del 38,1% dei voti; più indietro il M5s Michele Coratella, con il 20,7%. Il grande escluso è il candidato del centrodestra Antonio Scamarcio, che si era fermato al 20,4%: bisognerà vedere se i suoi elettori staranno a casa o decideranno di contare nella sfida.

  • Un giorno e mezzo di fuoco anche ad Aosta, capoluogo della Regione Valle d'Aosta, dove peraltro il ballottaggio era ampiamente pronosticato, essendo una abitudine che non è mai mancata dal 1995, da quando è in vigore l’elezione diretta del Sindaco. Gianni Nuti (38,8% al primo turno), sostenuto da centrosinistra e autonomisti, si contrappone a Giovanni Girardini (24,3%), sostenuto dalla lista Rinascimento (il movimento fondato dal critico Vittorio Sgarbi), che ha ottenuto l'appoggio, per questa sfida, anche da Lega e centrodestra.

In Sicilia primo turno in 61 Comuni

Anche nell'isola di Trinacria si è votato oggi (dalle 7 alle 23) e lunedì (dalle 7 alle 15). Ma qui si tratta di primi turni delle amministrative in 61 Comuni, di cui 16 con il sistema proporzionale e 45 con quello maggioritario. Eventuali ballottaggi il 18 e 19 ottobre, con gli stessi orari. Lo scrutinio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi. Tra le sfide più importanti, spiccano Agrigento ed Enna, gli unici capoluoghi di provincia chiamati al voto.

  • Ad Agrigento, Lillo Firetto, classe 1965, tenta il bis sostenuto da parte del Pd e da liste civiche. Ma si dovrà guardare da 5 sfidanti. Si va dall'ingegnere Marcella Carlisi, classe 1973, candidata del Movimento 5 Stelle, all'avvocato Daniela Catalano, 42 anni, sostenuta da Lega e Fratelli d’Italia, passando per Marco Zambuto, classe 1973, appoggiato da Forza Italia, Udc e Diventerà Bellissima, che è stato primo cittadino in passato. In corsa anche Angela Galvano, classe 1978, sostenuta da Articolo 1, Socialisti e altre liste di sinistra, e Francesco Miccichè, 62 anni sostenuto dalle liste Facciamo squadra per Agrigento, Uniti per la città, Cambiamo rotta per Agrigento e Vox Italia.

  • Cinque aspiranti sindaci a Enna. L’uscente Maurizio Dipietro, ex Pd, cerca il bis sostenuto da 5 liste civiche. Il candidato ufficiale dei democratici e dell'Udc è invece Dario Cardaci, ex esponente del centrodestra, mentre i 5 Stelle si presentano con Cinzia Amato. Chiudono il gruppo il leghista Giuseppe Savoca, che corre da solo con la lista del Carroccio, e Maurizio Bruno, di area cattolica con una lista civica