Roma, 3 febbraio 2021 - Sono le 21.32 di ieri sera (martedì 2 febbraio) quando Mario Draghi, peraltro evocato da settimane, entra ufficialmente nella storia di questa incomprensibile crisi di governo. Il primo flash dell'agenzia Ansa annuncia che il banchiere è stato convocato al Colle dal presidente Mattarella (qui il discorso integrale) per le 12 di oggi. E oggi, al termine di un colloquio di un'ora, Draghi ha accettato con riserva l'incarico che il presidente Mattarella gli ha affidato.

Cosa succede ora? Quali sono le tappe che ci separano dall'entrata in carica dell'esecutivo? Vediamole. Con una precisazione doverosa: finché non sarà completato l'iter costituzionale, il governo in carica (il Conte bis) resta operativo per "il disbrigo degli affari correnti".

1) L'incarico

Oggi dunque il capo dello Stato riceverà nel suo studio al Colle Mario Draghi con l'intenzione di affidargli l'incarico di formare il nuovo governo "di alto profilo". La nostra costituzione non prevede infatti l'elezione diretta del primo ministro. In questi casi per prassi il premier designato accetta "con riserva" di rifiutarlo e subito dopo si mette al lavoro per definire il programma di governo e la squadra dei ministri.

2) Le consultazioni

Soprattutto subito Draghi darà vita ad una sorta di consultazioni con i partiti (qui le prime dichiarazioni: centrodestra - renziani e M5s) per capire se il suo esecutivo potrà avere l'appoggio del Parlamento (e non sarà sarà un passaggio facile visto che ad esempio il M5s ha detto a caldo che non lo voterà). Se non sarà possibile, Draghi tornerà dal presidente Mattarella per comuncargli la rinuncia all'incarico.

Cosa succede in caso di rinuncia?

Il presidente della Repubblica ha davanti a sè tre strade: affidare ad altri l'incarico; rinviare il governo dimissionario alle Camere affinché ottenga la fiducia o cada invece in Parlamento; sciogliere le Camere e indire le elezioni.

2) L'accettazione

Se invece l'esito sarà positivo, quando avrà completato la scrittura del programma e avrà deciso la composizione del suo governo, Draghi si recherà al Quirinale per accettare formalmente l'incarico e sottoporre a Mattarella la lista dei ministri.

3) Il decreto di nomina e il giuramento

A questio punto sono necessari altri due atti formali: il decreto di nomina e il giuramento del premier e dei ministri nelle mani del capo dello Stato. A questo punto il governo viene immesso nelle sue funzioni ma resta l'ultimo passaggio.

4) La fiducia

Poiché il nostro è un sistema parlamentare basato sulla separazione e sull'equilibrio dei poteri, il governo entro dieci giorni deve presentarsi a entrambe le Camere: Draghi illustrerà all'Italia il suo programma a Camera e Senato per ottenere la fiducia