10 gen 2022

Draghi, la conferenza stampa. Dalla scuola al super Green pass: cosa ha detto il premier

Il primo ministro: "La Dad crea disuguaglianze, non ha senso tenere aule chiuse". Sulla pressione ospedaliera, "problemi dipendono dai no vax".  E Speranza: "Strada prioritaria è ridurre area dei non vaccinati". Bianchi: "Docenti assenti il 6%, studenti il 4,5%. Monitoriamo situazione". Locatelli: "Non vero che Omicron non è grave: è solo meno pericolosa di Delta"

Roma, 10 gennaio 2022 - Rispetto delle regole, vaccinazione, fiducia e unità. Sono questi i cardini del discorso di Mario Draghi, intervenuto in conferenza stampa, dopo solo cinque giorni dall'ultimo Cdm, per illustrare le misure adottate dal governo nella lotta al Covid. "Vogliamo essere cauti - ha spiegato il premier -, ma anche cercare di minimizzare gli effetti economici, sociali e sui ragazzi, che hanno risentito più di tutti gli altri delle chiusure". Nel giorno dell'avvio dell'anno scolastico, l'intervento del primo ministro è iniziato proprio dalla scuola, "fondamentale per la democrazia", che "va protetta, non abbandonata". La priorità del governo, ha sottolineato, "è che sia aperta in presenza", perchè la "dad procura diseguaglianze destinate a restare e che si riflettono sul futuro della vita". "Non ha senso - ha dichiarato con convinzione - chiudere la scuola senza chiudere tutto il resto. E non ci sono i motivi per chiudere tutto il resto". Non si torna indietro, dunque, e la strada che abbiamo davanti non è quella dei lockdown che hanno caratterizzato il 2021. 

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Alla Sala Polifunzionale della presidenza del Consiglio, la parola è passata poi al ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi, che, numeri alla mano, ha assicurato: "Non siamo stati fermi, stiamo controllando la situazione". Tra positivi e quarantene, "i docenti assenti sono il 6%", mentre "gli studenti sono il 4,5%". I Comuni che hanno chiesto la Dad, invece, sono finora "il 3,07%". "Abbiamo a cuore i nostri ragazzi - ha concluso Bianchi -, stiamo quindi controllando le situazioni perchè abbiamo operato con attenzione in tutto questo periodo". 

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Draghi ha insistito quindi sulla vaccinazione. E ha invitato chi non si è ancora sottoposto alla somministrazione anti-Covid a "farlo, il prima possibile". "Chi ha più di 50 anni corre maggiori rischi", ha sottolineato il premier, e noi "siamo stati tra i primi ad adottare l'obbligo vaccinale per tutta una serie di categorie". Ora, ha proseguito Draghi, "la circolazione del virus mette di nuovo sotto pressione i nostri ospedali, soprattutto per l'effetto che ha sulla popolazione non vaccinata". Le terapie intensive, ha rimarcato, "sono occupate per due terzi da non vaccinati". E i colori delle Regioni, ovvero "il grado di costrizione sociale a cui siamo sottoposti se il virus supera una certa soglia, dipendono dall'ospedalizzazione". Quindi, ha illustrato il ragionamento del governo, "quanto più riusciamo a ridurre la pressione dei non vaccinati sugli ospedali, tanto più siamo liberi".

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Una posizione spiegata chiaramente anche dal ministro della Salute, Roberto Speranza, con grafico alla mano: "Siamo all'89,40% di over 12 con prima dose, quindi non sono vaccinati poco più del 10% over 12, che occupa i due terzi di posti in intensiva e 50% in area medica". "Se vogliamo ridurre la pressione sui nostri ospedali, salvare vite umane e favorire la ripartenza del Paese - è il punto -, la strada prioritaria è ridurre l'area dei non vaccinati". Dai dati del bollettino, oggi si sono registrati 101.762 casi e 227 decessi (ieri erano 155.569 i contagi), mentre continuano a crescere i ricoveri (+693 oggi, ieri +717). E in questo quadro, anche contro Omicron, "con la dose booster l'efficacia vaccinale è dell'88% mentre quella del ciclo vaccinale primario è del 65%. Ecco perchè - ha rimarcato Franco Locatelli, coordinatore del Cts - è fondamentale insistere sulle vaccinazioni". 

Roberto Speranza, ministro della Salute
Roberto Speranza, ministro della Salute

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Ma non solo. "Da parte del Governo, del ministero, della struttura commissariale", ha spiegato Locatelli, "vi è stata assolutamente attenzione ai trattamenti oltre che ai vaccini". "C'è attenzione - ha dettagliato l'esperto - agli anticorpi monoclonali e ai farmaci antivirali che sono stati sviluppati. Degli anticorpi ve ne è solo uno che mostra attività sulla variante Omicron, gli altri hanno perso di attività ed è il motivo per cui come Cts abbiamo sottolineato l'importanza dell'identificazione della variante prima di procedere alla somministrazione di un determinato farmaco. Ci siamo attivati - ha aggiunto - per l'acquisizione di questi farmaci, il primo che si è reso disponibile si è dimostrato efficace al 30% nel prevenire la progressione verso la malattia grave, l'altro, che sarà disponibile ai primi di marzo, ha un'efficacia dell'89%".  In ogni caso, "il messaggio che la variante" Omicron non sia "grave non è corretto - ha detto chiaro e tondo Locatelli -: è solo meno pericolosa della variante Delta. Il fattore età continua a incidere in maniera molto chiara". 

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Alle domande sui due decreti adottati in queste festività, con l'obiettivo di scongiurare un blocco del Paese, Draghi ha spiegato quindi che "tutte le decisioni del governo sono prese in base ai dati. Nel 2021 il numero dei morti era ancora alto, ma inferiore al 2020 nonostante le riaperture, l'economia ha visto una crescita di oltre il 6% a fronte del calo dell'anno precedente del 9%". In merito ai sostegni, il premier non esclude altri interventi: "La legge di bilancio appena approvata già prevede degli stanziamenti per settori in difficoltà. Per il momento usiamo queste misure, stiamo facendo tutti una riflessione per cercare di affrontare nella maniera più soddisfacente i bisogni di sostegno che possono essere determinati da questa ripresa della pandemia. Valuteremo se servono altre risorse. Non abbiamo riflettuto se sia necessario uno scostamento di bilancio". Mentre sulle divergenze nel governo, "l'esperienza di questi undici mesi è stata quella di una maggioranza molto grande, occorre accettare diversità di vedute - ha dichiarato Draghi -. Non mediazione a tutti i costi, ma su alcuni provvedimenti unanimità molto importante. Purché il risultato abbia senso". "E' chiaro - ha proseguito - che ci sono diversità di opinioni, però non è mai stato di ostacolo all'azione di governo. Poi, dicono: 'Draghi non decide più ...'. La scuola aperta dimostra che questo problema è una priorità. Questo non era il modo in cui il problema era affrontato in passato".

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Ma il premier non smette di sorprendere. E sul finale della conferenza stampa si è scusato con i cittadini e ha spiegato i motivi dell''inusuale' intevento di oggi: "Ci sono state rivolte delle critiche per non aver fatto la conferenza stampa nel giorno in cui il governo ha approvato il decreto. Da parte mia, c'è stata una sottovalutaizone delle attese  - ha concluso Draghi, sorridendo -. Per cui mi scuso e vi prego di considerare questo come un atto riparatorio". 

 

 

 

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