Roma, 6 ottobre 2020 - "L'Italia sta meglio in questo momento" rispetto a molti altri Paesi europei, "insieme alla Germania è quello che sta reggendo meglio la seconda ondata del Coronavirus ma non dobbiamo farci nessuna illusione. Sarebbe profondamente sbagliato immaginare di esserne fuori". Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha illustrato sia alla Camera che al Senato i contenuti del nuovo Dpcm per il contenimento della pandemia da Covid-19, le cui regole essenziali saranno "mascherine anche all'aperto, divieto di assembramenti e lavaggio delle mani". Sanzioni da 400 a 1.000 euro sarebbero previste per chi non indossa la protezione.

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Alla Camera manca il numero legale

Ma è mancato per due volte alla Camera il numero legale al voto sulle risoluzioni, relative alle comunicazioni del ministro Speranza, in merito alla proroga al 31 gennaio dello stato di emergenza sanitaria. Una volta è mancato per 15, l'altra per 8 voti. In entrambi i casi il centrodestra (che esulta) non ha partecipato al voto per far venire meno il numero legale. Alla fine la seduta è rinviata a domani. Sono 41 i deputati della maggioranza posti in quarantena, che quindi non possono partecipare alle sedute. Come successo a marzo per i parlamentari provenienti dalle zone rosse, questi deputati saranno considerati 'in missione'. In serata la decisione è arrivata dalla Giunta del Regolamento della Camera. Il centrosinistra aveva chiesto che i deputato fossero considerati 'in missione' e quindi tolti dal computo del numero legale. Slitta a domani alle 18 il tavolo Governo-Regioni, dopo il Cdm.

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Contagi in aumento

"In due mesi c'è stato un salto in avanti, un aumento significativo" di contagiati e ricoveri per Covid-19, ha evidenziato il titolare del dicastero della sanità. "Attualmente sono 58.900 le persone positive, il 6 agosto erano 12.600. I ricoverati con sintomi sono 3.487, mentre i pazienti in terapia intensiva sono 323", contro "30 in estate. Numeri sostenibili per il Servizio sanitario nazionale", che però non devono illudere nessuno. La fase è cambiata anche in Italia, ha sottolineato il ministro. "L'età mediana delle persone contagiate, che in passato era di 65-70 anni, in questo momento è di 41 anni, ed è chiaro che una persona più giovane è più capace di resistere" meglio all'attacco del virus, ha detto ancora Speranza ricordando che in questi mesi difficili tenere la massima attenzione possibile alle persone più fragili, agli anziani e a chi ha altre patologie". Ma soprattutto "dovremo fare attenzione al contagio intrafamiliare".

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Proroga stato d'emergenza

La valutazione del presidente del Consiglio di prorogare lo stato di emergenza al 31 gennaio "è corrispondente alla situazione in cui si trova il paese", ha proseguito speranza spiegando che "nel mondo i contagiati superano 35 milioni con oltre 1 milione di decessi, e l'Ecdc posiziona l'Italia al 45° posto". 

Mascherine all'aperto

"C'è una crescita diffusa, generalizzata, che tocca tutti i territori e quindi nessuna Regione può sentirsi fuori dai rischi che tutto il Paese corre". Il ministro ha quindi confermato che, "nel Dpcm che ci accingiamo ad adottare, valutiamo l'estensione dell'obbligo delle mascherine anche all'aperto".

Divieto di assembramenti

"Lavoriamo per aumentare i livelli dei controlli perché gli assembramenti sono un rischio reale che non possiamo permetterci - ha detto ancora Speranza". Dopo le mascherine, "la seconda regola che è essenziale e che abbiamo imparato in questi mesi è quella del distanziamento di almeno un metro e del divieto di assembramento. Sono norme già vigenti nel nostro Paese che però dobbiamo rendere più esecutive possibili dentro questa stagione di ripresa del contagio" da coronavirus Sars-CoV-2. 

Lavaggio delle mani

"Dobbiamo ricordare le regole essenziali come il lavaggio delle mani, oltre al'uso delle mascherine, è questo il dpcm che approveremo nella giornata di domani - ha aggiunto Speranza -. Sarebbe profondamente sbagliato dividersi su queste che sono le indicazioni della comunita scientifica per provare a contrastare il virus". Oer il ministro della Salute, inoltre "serve la massima condivisione tra Stato e Regioni. Serve un coordinamento più forte".

App Immuni

"In questi ultimi giorni assistiamo a un'impennata dell'utilizzo della App Immuni", ha evidenziato ancora Speranza. "Permettetemi di ringraziare i media, gli editori italiani - ha detto il ministro - anche per il contributo importante che hanno dato per rafforzare la campagna per la App Immuni. E' uno degli strumenti che noi abbiamo in campo per rafforzare il tracciamento", come "naturalmente il nostro servizio sanitario nazionale che, dal mio punto di vista, è l'arma più forte che abbiamo". 

Covid e scuola

"E' ancora presto per un giudizio definitivo sulla scuola ma i primi dati segnalano un impatto in questo momento basso, una buona capacità di tenuta", ha detto Speranza ringraziendo "tutta la comunità scolastica e in particolare gli insegnanti, i presidi, che stanno facendo un lavoro senza precedenti"."I casi ci sono e ci saranno ancora nelle prossime settimane - ha aggiunto - verrano valutati e monitorati. Ma i protocolli individuati e approvati con il voto unanime delle Regioni sono solidi e, se rispettati con vigore, possono consentirci di vincere la partita". 

Vaccino

"Il vaccino arriverà, non oggi, non domani mattina. Abbiamo di fronte ancora mesi di resistenza. Si vede la luce, ma servono ancora alcuni mesi", ha detto Speranza. "Io penso - ha spiegato - che la comunità scientifica mondiale ci darà in tempo congruo" una risposta sul vaccino e sulle cure anti Covid. Quindi l'invito affinché "l'Italia tiri fuori il meglio di sè". Il ministro ha sottolineato ancora una volta come l'Italia abbia dimostrato, nei mesi piu' difficili, a marzo, aprile e maggio, "di essere un grandissimo paese" e ha invitato di nuovo tutti gli italiani a "recuperare quello spirito di unita', da qui a quando vedremo la luce. Bisogna unire l'Italia, nessuno deve rimanere fuori".