Roma, 5 febbraio 2019 - Il governo ha posto la questione di fiducia sul dl Semplificazioni, all'esame della Camera. Al momento dell'annuncio da parte del ministro per i rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, è scoppiata la bagarre in Aula, con la protesta delle opposizioni. In particolare, il Pd con Enrico Borghi, ha lamentato "l'espropriazione" del Parlamento.

"Ormai è diventata una consuetudine da parte del governo del cambiamento di non dare al parlamento la possibilità di esprimersi. Ma doveva potersi esprimere il parlamento su un provvedimento su cui è dovuto intervenire il presidente della Repubblica. Oltre a questo - rileva ancora l'esponente dem - noi veniamo espropriati del diritto di dire la nostra su una vicenda clamorosa come il mancato riconoscimento di Guaidò come presidente, quando tutto il mondo occidentale va in una direzione e noi, invece, ci allineiamo alle dittature orientali". Duro anche il giudizio di Forza Italia: "Ministro fa cadere il velo di ipocrisie del suo partito. Siamo in tempi di saldi e il ministro applica il tre per uno, mette una fiducia al prezzo di tre", afferma Simone Baldelli.

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In precedenza l'Aula aveva respinto la pregiudiziale di costituzionalità presentata contro il decreto, a prima firma del deputato di Forza Italia Paolo Sisto, con 274 voti contrari, 206 favorevoli e 20 astenuti. Il provvedimento - già approvato dal Senato - deve essere convertito in legge entro il 12 febbraio. Il voto di fiducia si terrà domani alle ore 16:35. Le dichiarazioni di voto inizieranno alle 15.