Una foto pubblicata sul suo profilo Twitter dal ministro Gualtieri (Ansa)
Una foto pubblicata sul suo profilo Twitter dal ministro Gualtieri (Ansa)

Roma, 2 dicembre 2019 - E' scontro nella maggioranza sul decreto fiscale. Dopo una lunga maratona durata 14 ore, il dl Fisco incassa il via libera della commissione Finanze della Camera. Ma dopo le polemiche dell'ultim'ora, la maggioranza sarebbe orientata a riportare il provvedimento all'esame dei deputati per correggere la norma sulle fondazioni. Il Pd è pronto infatti a ritirare l'emendamento in questione, che fa slittare al 2021 l'applicazione alle fondazioni della nuova normativa sulla trasparenza. In sostanza si rimanda l'equiparazione delle norme sulle fondazioni a quelle sui partiti. Ci sarebbero anche altri aggiustamenti da fare dopo le decine di modifiche approvate durante la maratona notturna. Il testo dovrebbe arrivare in Aula domani, quando sarà poi avanzata la richiesta di tornare in commissione.

Fondazioni, Renzi attacca

"Di giorno sui social fanno i moralisti, di notte in commissione salvano le LORO fondazioni". Matteo Renzi, su Twitter, usa i caratteri maiuscoli per evidenziare la critica alla maggioranza esplicitata dal tweet, che il leader Iv a sua volta rilancia, con il quale è Luigi Marattin a rimarcare che "la decisione di rinviare applicazione della spazzacorrotti per equiparare le regole di trasparenza tra partiti e fondazioni è un clamoroso errore che la Commissione ha fatto nottetempo col voto favorevole di M5S, Pd e Leu e il voto contrario di Italia Viva". 

Su Facebook, il leader di Iv precisa il suo attacco: "Questa notte in Commissione alla Camera gli stessi che ci hanno fatto la morale sulla fondazione Open, che ha tutti i dati trasparenti e pubblica i bilanci, hanno votato per rinviare l'equiparazione tra fondazioni e partiti prevista dalla spazzacorrotti. Di giorno fanno la morale a noi sui social, di notte votano per evitare la trasparenza alle LORO fondazioni. E naturalmente tutto in silenzio, alla chetichella. Italia Viva ha votato contro, la maggioranza ha votato a favore".

Alla fine, anche dopo una dura presa di posizione del capo politico del Movimento 5 stelle ("E' una porcheria, va tolta. Il decreto torni subito in commissione", ha affermato secondo quanto si apprende Luigi Di Maio), è arrivata la retromarcia dei dem. Claudio Mancini, firmatario l'emendamento, ha assicurato di aver presentato la modifica "alla luce del sole per rinviare l'entrata in vigore di una legge al momento inapplicabile che riguarda migliaia di associazioni. Visto che si pensa che ci siano secondi fini o obiettivi particolari, non resta che tornare in commissione e modificare il mio emendamento. Si dovrà comunque trovare un'altra soluzione alle difficoltà organizzative evidenti causate da una legge che personalmente - chiarisce - continuo a pensare sbagliata perché criminalizza i partiti e la partecipazione politica".

Le altre novità del dl fiscale

Fra novità decise nella notte, sono state approvate diverse proposte di modifica: ok al taglio sulla tampon tax che fa scendere l'Iva dal 22% al 5% ma solo sugli assorbenti compostabili, lavabili e sulle coppette mestruali e rinvio al 6 marzo delle multe per chi non ha ancora installato i seggiolini anti-abbandono. Stop anche alle multe ai i commercianti che non hanno il Pos

Approvati invece gli incentivi fino a 250 euro per l'acquisto degli airbag per le moto e l'Iva al 4% sulle auto ibride ed elettriche per i disabili. 

Viene inoltre riscritto il calendario fiscale, con la scadenza del 730 che passa dal 23 luglio al 30 settembre. Si amplia anche la platea dei contribuenti che possono usare il 730: oltre ai dipendenti e ai pensionati, possono presentarlo anche i titolari di redditi assimilati a quello di lavoro dipendente e i titolari di redditi di lavoro autonomo occasionale.
Passa dal 7 al 16 marzo il termine di trasmissione delle certificazioni uniche da parte dei sostituti d'imposta. 

Arriva l'ok all'unanimità all'indennità minima per i sindaci dei Comuni fino a 3mila abitanti che sale a 1.400 euro netti. Via libera per il 2019 a una spesa da 460 milioni per il finanziamento di investimenti infrastrutturali della rete ferroviaria nazionale. Riaperta per il 2019 e 2020 la compensazione dei crediti commerciali e professionali non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti della pubblica amministrazione, con cartelle esattoriali affidate agli agenti della riscossione entro il 31 ottobre 2019.

In arrivo poi 180 milioni di euro per pagare gli straordinari dei poliziotti e dei vigili del fuoco effettuati prima del 2019 e non ancora liquidati, in deroga alle norme vigenti. La proposta di modifica approvata, nello specifico, prevede che 175 milioni di euro siano destinati al pagamento dei compensi per il lavoro straordinario delle forze di polizia e 5 milioni di euro al corpo nazionale dei vigili del fuoco.