Lucia Azzolina, ministro dell'Istruzione (ImagoE)
Lucia Azzolina, ministro dell'Istruzione (ImagoE)

Roma, 22 ottobre 2020 - No al ritorno alla didattica a distanza voluta dall'ordinanza della Lombardia per contrastare l'aumento dei contagi da Coronavirus. La ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, scrive al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana per chiedergli di "contribuire, con oculatezza, attenzione e capacità di confronto, in spirito di unità e responsabilità collettiva, a garantire pienamente il diritto all'istruzione delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi". 

Bollettino Covid del 22 ottobre

"Il Dpcm del 18 ottobre 2020 ha previsto indicazioni molto chiare per la gestione delle misure da adottare con riferimento alle istituzioni scolastiche, prevedendo in primo luogo la prosecuzione, in ogni caso, in presenza, delle attività didattiche ed educative della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione", aggiunge la titolare della scuola. "In una fase così complessa per la Nazione, desidero invitarla a lavorare insieme a tutte le istituzioni coinvolte, per trovare soluzioni differenti da quella adottata, nel rispetto del diritto alla salute dei cittadini e del diritto allo studio dei nostri studenti e delle nostre studentesse", conclude Azzolina.

La replica di Fontana

"Le risorse disponibili in termini economici, di personale e di parco mezzi non permettono un potenziamento dei servizi del Trasporto Pubblico nelle fasce orarie di punta". Lo mette nero su bianco il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, nella sua lettera alla ministra Azzolina, dove spiega i motivi che hanno portato la Regione a decidere per la dad nelle scuole superiori. 
"Per il potenziamento del servizio - oltre al necessario tempo organizzativo - sarebbe stato necessario lo stanziamento di 200 milioni che saranno stanziati solo nella legge di bilancio di previsione 2021". La Regione aveva proposto "il ricorso a formule di flessibilità organizzativa, comprese le turnazioni pomeridiane" ma che "come le sarà certamente noto, non ha prodotto i risultati sperati anche per i vincoli dell'orario di lavoro dei docenti".  Insomma, Fontana ha dovuto prendere "a malincuore" questa decisione, anche per il "rapido aggravamento del quadro epidemiologico in Lombardia" e "con l'obiettivo dichiarato di ridurre il carico dell'utenza del trasporto pubblico locale per limitare i rischi di congestionamento dei mezzi pubblici e delle aree di transito e di attesa".

Sindaci contro la Dad

Ma al fianco della ministra Azzolina si schierano Giuseppe Sala e degli altri sindaci lombardi che protestano perché "la sospensione della didattica in presenza per le superiori non è mai stata concordata". "Il testo era completamente diverso e faceva convivere la didattica a distanza con la presenza tenendo conto degli sforzi del sistema scuola", dice ad esempio il primo cittadino di Brescia, Emilio del Bono (Pd).

A cercare di mediare è il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia. "Serve grande collaborazione e buon senso", avrebbe spiegato il ministro e sulla dad le ordinanze di Lazio, Piemonte e Basilicata rappresentano a suo avviso "un buon equilibrio". "Le preoccupazioni del presidente Fontana - è la linea del ministro - sono comprensibili ma c'è sempre la totale disponibilità del governo nell'essere al fianco della Regione Lombardia per ogni ulteriore esigenza che allenti le pressioni dei contagi sul sistema sanitario territoriale".

Le ordinanze di Lombardia, Campania e Lazio

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Scuole chiuse in Campania

Ma Lucia Azzolina ha scritto anche al governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che ha sospeso le lezioni in presenza nelle primarie e secondarie da oggi fino al 30 ottobre. E' stata prevista dall'ultimo Dpcm - si legge nella lettera - "l'adozione di ampie forme di flessibilità organizzativa" per le superiori "comprese turnazioni pomeridiane e la modulazione degli orari di ingesso non prima delle 9 del mattino"; mentre riguardo alla scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione "auspico che si riesca a consentire sollecitamente la ripresa dello svolgimento in presenza dell'attività didattica», adeguando le disposizioni già emanate al dictum del Dpcm per le istituzioni scolastiche secondarie".