Paola Nugnes del M5s in aula al Senato (Ansa)
Paola Nugnes del M5s in aula al Senato (Ansa)

Roma, 15 febbraio 2019 - La parola agli attivisti. Circa la richiesta di autorizzazione a procedere per Matteo Salvini il Movimento 5 Stelle chiederà il voto degli iscritti sulla piattaforma Rousseau. La notizia, anticipata dall'agenzia Adnkronos, viene confermata dall'Ansa. Non sarebbe stata fissata ancora un giorno anche se in ambienti parlamentari si ipotizza, tra le altre, anche la data di lunedì 18. L'annuncio ufficiale dovrebbe avvenire domenica 17 febbraio sul Blog delle Stelle. Lunedì sera, Luigi Di Maio vedrà i parlamentari 5 Stelle, in una riunione dove si discuteranno i cambiamenti del Movimento, anticipati sul blog nei giorni scorsi.

Martedì 19 febbraio la Giunta si pronuncerà con voto palese (dopodiché il 'caso' passerà a tutta l'Aula). E sempre martedì il M5s dovrà aver sciolto la riserva: votare sì, come vuole l'area movimentista nel rispetto degli "ideali" dei pentastellati, oppure piegarsi alla ragion di governo, tutelando l'alleato Salvini (magari in prospettiva di un do ut des sulla Tav), e votando 'no', insieme a insieme a Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia. "Martedì dalle 13.30 ci saranno le dichiarazioni di voto e saprete la nostra posizione", tagliava corto ieri il senatore 5S Mario Giarrusso. 

Nella sua relazione, il presidente della Giunta, senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, ha invitato i colleghi a focalizzarsi sull' "interesse pubblico", che avrebbe animato l'azione del ministro dell'Interno. Nessuna indicazione di voto, però. Nemmeno dagli altri commissari, anche se la posizione di Pd, Leu e dell'ex 5S Gregorio De Falco è nota ed è per dire sì al processo a Salvini.

Il Movimento, indeciso, si sarebbe risolto rivolgersi alla base. La voce girava già ieri, e oggi, le conferme dell'agenzia Adkronos. Boccia la scelta la 'dissidente' Paola Nugnes: "Non è questa una delle cose da chiedere al Paese con una consultazione online, perché è una questione complessa", spiega. E bacchetta i 'suoi': "La democrazia diretta è un'altra cosa, non è chiedere una ratifica su questioni di interesse generale, e comunque non su una piattaforma privata".