Di Maio a DiMartedì (Ansa)
Di Maio a DiMartedì (Ansa)

Roma, 10 settembre 2019 - Nel giorno in cui l'alleanza giallorossa incassa la fiducia in Senato, il neo ministro degli Esteri, Luigi di Maio, riannoda i fili a diMartedì, ospite da Giovanni Floris

"Ero uno dei più scettici sull'alleanza con il Pd e avevo parlato di andare al voto. Mi sono sono consultato con esponenti del Movimento e anche con Beppe Grillo, poi l'abbiamo messa al voto tra i nostri iscritti e ha raggiunto l'80% dei consensi. Quando mi sono seduto al tavolo con un po' di scetticismo, mi ha stupito positivamente che fossero d'accordo sui temi acqua pubblica, salario minimo, sulla rivoluzione per rendere l'Italia 100% rinnovabile" esordisce il leader dei 5stelle. L'ex vicepremier torna poi sul tema dei contratti di concessione per le autostrade italiane: "Noi vogliamo una revisione generale, però chi non ha mantenuto il ponte Morandi e ha causato oltre 40 vittime, non può più gestire le nostre strade. Questa è una cosa sacrosanta". Sempre nel corso della trasmissione diMartedì, Di Maio tocca anche il tema Quota 100: "Ci stanno accusando di voler toccare Quota 100. Sia ben chiaro che alla Legge Fornero non si torna e questa è una garanzia che dà il M5S". 

E su un possibile "ritorno di fiamma" con gli ex alleati leghisti: "Quando nella Lega hanno capito di aver fatto una sciocchezza, hanno provato a tornare indietro ritirando la mozione di sfiducia e chiedendo a me di fare il presidente del Consiglio di un governo M5S Lega". "Ma il tema - aggiunge - è che quando uno fino al 6 agosto dice che va tutto bene e il 7 agosto cambia tutto con un sms non c'è più affidabilità".

Salvini a Porta a Porta

L'altro ex vicepremier Matteo Salvini sceglie invece il salotto di Bruno Vespa. Durante le registrazioni di Porta a Porta ha chiarito le ragioni dell'offerta a Di Maio: "Perché ha offerto il posto da premier a Di Maio? Per togliere ai 5 Stelle ogni alibi del fatto che erano costretti ad andare con il Pd" ha chiarito il leader leghista. Apertura verso Berlusconi: "Il rapporto non s'è mai interrotto. Lo vedrò a breve. Chi sono io per dire di no a un confronto sul programma. Ci sono importanti elezioni vicine. Se c'è un'idea di Italia comune per i nostri figli, figuriamoci...". 

E sulla decisione di staccare la spina al governo gialloverde dice: "Ho peccato magari di buona fede, Conte aveva sempre detto che si sarebbe andati al voto. Magari si mettono insieme alle Regionali, così sarebbe ancora più chiaro l'inciucio M5S-Pd. Facessero quello che vogliono". Quanto al futuro, conclude, penso a "una riforma presidenzialista con elezione diretta del presidente della Repubblica e chi prende un voto in più governa".