Roma, 19 aprile 2019 - Governo M5s-Lega a rischio implosione? Le ultime liti sul caso del sottosegretario Siri (indagato per corruzione) e sull'amministrazione Raggi a Roma sembrano aver messo in seria crisi l'attuale alleanza con i due vicepremier sempre più impegnati in un confronto a distanza mentre sullo sfondo aleggia la campagna elettorale delle prossime Europee

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DI MAIO - Il primo a rompere il silenzio, questa mattina, è Luigi Di Maio. Anche oggi la Lega minaccia di far cadere il governo. Lo aveva già fatto con la Tav. Sembra ci siano persino contatti in corso con Berlusconi per fare un altro esecutivo. Sono pieni i giornali di queste ricostruzioni e lo trovo gravissimo. Sono davvero sbalordito", scrive il ministro di Lavoro e Sviluppo economico su Facebook. "Trovo grave che si prenda sempre la palla al balzo per minacciare di buttare via tutto", avverte il leader politico grillino rivolto al collega del Viminale. 

"Ma dov'è il senso di responsabilità verso i cittadini? Dove è la voglia di cambiare davvero le cose, di continuare un percorso, di migliorare il Paese come abbiamo scritto nel contratto?", si chiede il vicepremier 5 Stelle.  E conclude: "L'Italia non è mica un gioco, l'Italia siamo noi e milioni di famiglie in difficoltà che vogliono un segnale. L'Italia non è un trofeo".

LA REPLICA DI SALVINI - La replica a muso duro di Matteo Salvini non si fa attendere. "Macché crisi di governo! - afferma il ministro dell'Interno in una nota - La Lega vuole solo governare bene e a lungo nell'interesse degli italiani, la crisi di governo è solo nella testa di Di Maio che farebbe bene a non parlare di porti aperti per gli immigrati e a controllare che il reddito di cittadinanza non finisca a furbetti, delinquenti ed ex terroristi".

E poi a tardo pomeriggio parlando con i giornalisti nel consolato brasiliano a Milano, dopo un incontro con Eduardo Bolsonaro - parlamentare brasiliano e figlio del presidente Jair -,  il leader leghista ha detto che "non è all'ordine del giorno e non ci sto pensando" a un governo con il vecchio centrodestra, con Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni. "Spero - ha aggiunto Salvini - che nei 5 Stelle non ci sia una corrente di sinistra che pensa a un governo con il Pd".

RIXI - Sulla stessa scia anche il viceministro leghista Edoardo Rixi. Fra Lega e M5Stelle "noi siamo quelli che meno vogliono andare a votare" mentre "sono loro che mi sembra vogliano mettere in discussione il governo - dice infatti all'AdnKronos -. Non possono pensare di bastonarci una volta al giorno e farci lavorare: bisogna avere un rapporto almeno paritetico". Nel partito - spiega - "dobbiamo tenere i gruppi parlamentari" fermi dinanzi a una crescente tensione,ma così "il primo momento di difficoltà diventa esplosivo: non si deve per forza stare al governo". "Personalmente continuerò a mettere pezze ma non si può vivere" con chi "fa buchi nella barca", conclude il viceministro a Infrastrutture e Trasporti.

DI BATTISTA - Dall'altro lato arriva la bordata dell'ex deputato Alessandro Di Battista, che chiede conto su Facebook delle "ragioni" della "puerile difesa" di Siri. "La Lega pur di difendere un sottosegretario indagato per corruzione minaccia la crisi di governo? In questo momento c'è la crisi libica da affrontare (tra l'altro cominciata con quella guerra scellerata fatta quando la Lega era al governo con Berlusconi), ci sono i truffati dalle banche da risarcire, c'è il salario minimo da garantire e questi tirapiedi di Salvini minacciano di far cadere il governo perché Toninelli ha tolto le deleghe a un soggetto indagato per essersi messo a disposizione (in cambio di una mazzetta) di un imprenditore dell'eolico ritenuto socio occulto di un uomo legato al boss Matteo Messina Denaro? Ma questo Siri quanto è potente? Quante cose conosce se per difenderlo i leghisti minacciano la caduta del governo?", tuona l'ex parlamentare M5s.