L'esterno della ditta di proprietà del padre di Luigi di Maio a Mariglianella (Ansa)
L'esterno della ditta di proprietà del padre di Luigi di Maio a Mariglianella (Ansa)

Mariglianella (Napoli), 29 novembre 2018 - Dopo il caso dei presunti lavoratori in nero nell'azienda del padre di Luigi Di Maio, Antonio, all'interno della proprietà a Mariglianella (Napoli) sono state sequestrate aree dove erano stati depositati rifiuti inerti. A renderlo noto il comandante della Polizia municipale di Mariglianella al termine di un sopralluogo avvenuto nella mattinata di oggi alla presenza di tre agenti della municipale stessa, dei responsabili dell'ufficio tecnico comunale e di un rappresentante della famiglia Di Maio. Gli agenti della municipale che hanno svolto il sopralluogo hanno anche preso le misure su tre immobili presenti all'interno del terreno per le verifiche che saranno svolte dagli uffici comunali.

Il terreno in parte sequestrato è posseduto al 50% dal padre del vicepremier ed è sede dell'impresa di costruzioni di cui era titolare l'uomo.

Interpellato dai giornalisti, Luigi Di Maio si dice "tranquillo". "Per quello che ne so io di quello che accaduto stamattina c'è stato questo sopralluogo da parte della Municipale di Mariglianella, comune di 7 mila anime in provincia di Napoli, nella campagna di mio padre dove sono stati posti sotto sequestro dei materiali come secchi, bidoni, una carriola, dei calcinacci e un telo in plexiglass", dice da Bruxelles. E ha aggiunto: "Si stanno facendo accertamenti sugli edifici, sono terreni di mio padre e di sua sorella che vive al Nord". Poi conclude: "Ci sono stati articoli di stampa che hanno messo in evidenza alcune preoccupazioni e le autorità sono intervenute - ha aggiunto - in questo caso i vigili urbani di Mariglianella, provincia di Napoli".

SOLIDARIETA' DI SALVINI - Intanto al ministro di Mise e Lavoro arriva la solidarietà del collega di governo Matteo Salvini. "Ho mandato un messaggio a Luigi Di Maio", contro il quale è in atto "un linciaggio mediatico, stanno arrivando alla quinta o sesta generazione", dice infatti il ministro dell'Interno a 'Porta a Porta'. "Mi fido di Luigi, gli ho espresso la mia totale solidarietà. La vita privata, mamma, papà, fidanzata, devono rimanere fuori, forse anche noi abbiamo sbagliato in passato su questo", conclude.