Roma, 11 marzo 2018 - Dopo aver detto che "un governo senza di noi sarebbe un insulto alla democrazia", il leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio lancia un nuovo appello per la formazione dell'esecutivo e cita le parole di ieri del presidente della Cei, cardinale Angelo Bassetti. "Faremo tutto il possibile per rispettare il mandato che ci hanno affidato. Mi auguro che tutte le forze politiche abbiano coscienza delle aspettative degli italiani: abbiamo bisogno di un governo al servizio della gente", scrive Di Maio dal blog, sottolineando: "Non abbiamo a cuore le poltrone ma che venga fatto ciò che i cittadini attendono da 30 anni".

ORFINI: GOVERNO CON  M5S SAREBBE FINE DEL PD - Ma da Salvini arriva un 'no a minestroni' . E anche la strada di un'intesa a sinistra sembra sbarrata. Lo ribadisce il presidente del Pd Matteo Orfini. "Io penso che qualora dovessimo decidere di sostenere un governo guidato dai Cinque stelle o insieme ai Cinque stelle, sarebbe la fine del Partito democratico", avverte Orfini ospite a "1/2 ora in più" di Lucia Annunziata. "Cosa dire al presidente della Repubblica lo discuteremo domani (in direzione ndr). Io sono dell'idea che quando si perde si sta all'opposizione (...). L'accordo con i cinque stelle non esiste in natura". 

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IL POST DI DI MAIO - "'Politica vuol dire realizzare' diceva Alcide De Gasperi, ed è a questo che tutte le forze politiche sono state chiamate dai cittadini con il voto del 4 marzo. Più precisamente a realizzare quello che anche nella dottrina sociale della Chiesa viene chiamato 'bene comune', che è ciò che noi in tutta la campagna elettorale abbiamo indicato come 'interesse dei cittadini'", si legge ancora nel post con cui Di Maio intende così replicare alle parole pronunciate ieri da Assisi dal cardinal Bassetti. Il presidente della Cei infatti aveva auspicato che il prossimo governo sia "al servizio della gente".

"Abbiamo messo al primo posto la qualità della vita dei cittadini che vuol dire eliminazione della povertà (con la misura del reddito di cittadinanza che è presente in tutta Europa tranne che in Italia e in Grecia), una manovra fiscale choc per creare lavoro, perché le tasse alle imprese sono le più alte del Continente, e finalmente un welfare alle famiglie ricalcando il modello applicato dalla Francia, che non a caso è la nazione europea dove si fanno più figli, per far ripartire la crescita demografica del nostro Paese", scrive ancora sul blog il leader del Movimento 5 Stelle. "La nostra attenzione - prosegue - sarà massima anche su altri fronti come quello della lotta alla corruzione, dell'eliminazione della burocrazia inutile con 400 leggi da abolire, del rispetto dell'ambiente". 

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ORFINI: PRESIDENZA CAMERE A LEGA E M5S -  "Abbiamo condiviso la decisione" delle dimissioni di Matteo Renzi e "ci consideriamo tutti dimissionari con lui. Se si fa il congresso evidentemente un gruppo dirigente è dimissionario". Lo dice il presidente del Pd Matteo Orfini a '1/2 ora in più'. "Chi ha avuto responsabilità nel partito e chi ha fatto il ministro in questi cinque anni ha il suo pezzo di responsabilità", aggiunge. "Chi oggi fa abiure e damnatio memoriae lo fa solo per cancellare le proprie responsabilità che sono minori da quelle di altri ma ci sono". Riguardo al futuro immediato del Paese, Orfini sbarra la strada a una possibile intesa con il Movimento 5 Stelle, mentre sull'eventualità di un governo del presidente, afferma: "Vedremo, ma non mi sembra ci sia disponibilità di tutte le forze". Il primo step verso una formazione dell'esecutivo sarà comunque l'insediamento delle Camere e la nomina dei presidenti. E per Orfini è "legittimo" che se le spartiscano Lega e M5s. "Non mi sembra ci siano le condizioni per cui la presidenza di una Camera vada di nuovo a un rappresentante del Pd".