La ministra dell'Interno Lamorgese al tavolo su come cambiare i decreti sicurezza (Ansa)
La ministra dell'Interno Lamorgese al tavolo su come cambiare i decreti sicurezza (Ansa)

Roma, 17 febbraio 2020 - Tutti d'accordo sulla necessità di cambiare i decreti Salvini su migranti e sicurezza, ma sul merito non c'è ancora intesa. Si conclude così il primo tavolo della maggioranza di governo sull'eredità lasciata dal ministro leghista dell'Interno. Renzi, intanto, avverte: "Non vedo i numeri per un governo Conte-ter nè per andare a elezioni".

L'incontro si è tenuto a Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte, il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese e quello della Difesa Lorenzo Guerini, i viceministri dell'Interno Vito Crimi e Matteo Mauri, il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro e i rappresentanti dei partiti di maggioranza. 
I dl Salvini vanno cambiati - concorda la maggioranza - in base alle criticità che hanno provocato, in primis il grande aumento degli stranieri irregolari per la cancellazione della protezione umanitaria. 

I punti di maggiore accordo

I punti su cui si può registrare un consenso all'interno della maggioranza sono reintroduzione della protezione umanitaria, accoglienza diffusa con gli Sprar, superamento delle sanzioni alle Ong :
1 - la cancellazione della maxi-multa da un milione di euro alle navi che violano il divieto di ingresso nelle acque italiane (si torna alle multe da 10mila a 50mila euro)
2 - via anche la confisca della nave 'rea' di non aver rispettato il divieto
3 - ampliamento della tipologia dei permessi speciali per frenare la netta crescita del numero di regolari determinata dalla cancellazione della protezione umanitaria operata dal primo decreto Salvini
4 - ok anche al ripristino della discrezionalità del magistrato chiamato a decidere la tenuità o meno dei reati di oltraggio, violenza e minaccia a pubblico ufficiale. 



Clima positivo ma niente quadra

In ogni caso, al termine di tre ore di riunione, tutti sottolineano il "clima positivo" e il fatto che "non ci siano state tensioni". Il segretario del Nicola Zingaretti si è detto ottimista: "Si ricomporrà la distanza con il M5S? Io credo assolutamente di sì". Il viceministro dell'Interno Matteo Mauri, Pd, dà "un giudizio positivo" alla riunione, e spiega: "Abbiamo fatto molti passi avanti, condiviso obiettivi comuni. Interverremo sicuramente sul tema dell'integrazione perché i decreti Salvini hanno aumentato gli irregolari. Poi dobbiamo dividere la parte legata alla sicurezza da quella sull'immigrazione. I decreti verranno modificati, si interverrà da un lato sulla sicurezza, dall'altro lato sull`immigrazione con l'obiettivo di offrire agli italiani una politica sull'immigrazione più efficiente". 

Leu e Italia Viva hanno chiesto anche una "revisione complessiva del memorandum Italia-Libia", ha spiegato Gennaro Migliore (Iv) aggiungendo che "si è parlato di reintrodurre il permesso umanitario, di rafforzare fortemente il sistema di integrazione e di eliminare le multe alle Ong perché chi salva in mare non deve pagare una multa".  
Soddisfatto e quasi sorpeso dal "clima positivo" nonostante alcune "posizioni divergenti" Nicola Fratoianni di Leu: "I decreti vanno modificati radicalmente, va reintrodotta la protezione umanitaria e la possibilità di iscrizione all'anagrafe, va cancellata la multa alle ong. Ora aspettiamo le proposte del governo nel merito". Fratoianni spiega che si è anche affrontato più ampiamente il tema dell'immigrazione e del fatto che - questo lo ha sottolineato il leader di sinistra italiana al tavolo - "non esiste un modo per entrare legalmente in Italia".  

Scintille Crimi-Orfini

Un po' fuori dal coro il capo politico dei 5 stelle Vito Crimi, che sottolinea come "i decreti sicurezza "sono stati concepiti sulla scorta di una esigenza reale, per affrontare e risolvere criticità a tutti evidenti e rispetto alle quali il nostro Paese aveva bisogno di compiere passi in avanti e trovare soluzioni. Tornare indietro vanificherebbe i positivi risultati ottenuti". Qualche scintilla col dem Matteo Orfini, che twitta: "Il M5s sostiene che i decreti sicurezza hanno avuto effetti positivi e possono essere migliorati, ma guai a tornare indietro. Per carità, capisco si debba cercare una mediazione. Ma non rinunciamo almeno a dire la verità: quei decreti sono una vergogna e andrebbero solo abrogati".