Roma, 9 settembre 2021 - Corre su due binari, oggi, la giornata sul fronte del Green pass. Mentre il Consiglio di ministri ha dato l'ok al nuovo decreto che estende l'obbligo della certificazione verde ad alcune categorie di lavoratori (scuola, università) e stabilisce l'obbligo del vaccino per gli operatori delle Rsa, la Camera ha approvato il dl con 259 sì e 34 no (2 gli astenuti). Il testo passa ora all'esame del Senato. 

Decreto green pass, il testo in pdf

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Estensione del Green pass

Il Consiglio dei ministri - al termine di una riunione durata poco più di un'ora a Palazzo Chigi - ha dato dunque il via libera al decreto legge "per fronteggiare l'emergenza da Covid-19 in ambito scolastico, della formazione superiore e socio sanitario-assistenziale". Il dl estende l'obbligo di Green pass al personale esterno della scuola e dell'università.

Ma c'è una novità rilevante rispetto alle anticipazioni della vigilia: per il personale, anche esterno, delle Rsa il decreto approvato va oltre, prevedendo "l'obbligo del vaccino, e non del Green Pass", come invece è previsto per i lavoratori in ambito scolastico coinvolti nel provvedimento varato questa mattina. Lo ha spiegato, al termine del Cdm, il ministro per le Pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti. "Quello di oggi è uno dei passaggi graduali e progressivi che consentiranno alle Scuole e alle Università di riaprire in sicurezza".

E a breve ci sarà un intervento più ampio di estensione dell'obbligo del Green pass, avrebbe fatto sapere - secondo notizie di agenzia - il premier Mario Draghi nel corso del Cdm. 

Cosa prevede il decreto

L'obbligo di esibire il Pass vale per chiunque entri in una scuola ma non riguarda gli studenti e chi è esentato dal vaccino. L'estensione vale anche per le università. I controlli spettano ai dirigenti scolastici e nel caso di personale esterno alle scuole, anche ai rispettivi datori di lavoro. E' quanto si legge nella bozza del decreto approvato.

Il decreto legge varato lo scorso luglio proroga a fine anno lo stato di emergenza nazionale, introduce l'obbligo del ' green pass' per una prima serie di attività (ristorazione al chiuso e musei, tra le altre) e rivede i parametri sanitari per il passaggio di colore nelle regioni del Paese. In prima lettura sono peraltro state approvate alcune correzioni al testo, come, l'estensione del periodo di validità della certificazione verde da 9 a 12 mesi e la proroga al prossimo 30 novembre della somministrazione di test antigenici rapidi a prezzi calmierati.

La Lega ha votato a favore

Con il sì della Lega sono rientrate le tensioni fatte registrare dalla maggioranza anche nel corso della discussione in commissione Affari sociali, dove il partito si era schierato con Fdi in alcuni passaggi del testo relativi alla obbligatorietà della certificazione verde. Posizione poi confermata in Aula in occasione di votazioni a scrutinio segreto. L'intesa raggiunta con il Governo, nelle ultime ore, circa le prossime misure di carattere sanitario e fiscali hanno sciolto i nodi politici che avevano rallentato la discussone del Dl a Montecitorio. 

La Lega ha votato a favore del provvedimento dopo aver ottenuto dal governo il voto favorevole ai suoi ordini del giorno e la garanzia che i temi cari al partito di Salvini, la validità dei tamponi salivari per il green pass, la loro gratuità, l'esclusione di alcune fattispecie di validità del certificato verde, e poi il rinvio delle cartelle esattoriali, siano inseriti in futuri provvedimenti. "Anche a questo è servito il pressing realizzato con il voto a favore di alcuni emendamenti di Fratelli d'Italia", dicono fonti parlamentari leghiste. 

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