Il presidente dell'Inps, Tito Boeri, in audizione (Ansa)

Roma, 19 luglio 2018 - Il presidente dell'Inps Tito Boeri, nel mirino del governo giallo-verde, parla a ruota libera in audizione davanti alle commissioni Finanza e Lavoro della Camera. "Se nelle sedi istituzionali opportune mi venisse chiesto di lasciare il mio incarico anticipatamente perché ritenuto inadeguato a ricoprirlo, ne trarrei immediatamente le conseguenze. Ciò che non posso neanche prendere in considerazione sono le richieste di dimissioni on line e le minacce da parte di chi dovrebbe presiedere alla mia sicurezza personale", dice il presidente dell'Inps. 

E va subito al nodo della questione: il decreto dignità e la stima del calo di occupati a termine per effetto del decreto contenuta nella relazione tecnica. La richiesta di relazione tecnica per il decreto dignità è arrivata "il 2 luglio - dice Boeri - e l'ufficio legislativo del ministero del Lavoro ha richiesto di "stimare la platea dei lavoratori coinvolti al fine di quantificare il minor gettito contributivo derivante dalla contrazione del lavoro a tempo determinato", aggiunge riportando il testo della richiesta e sottolineando che "come si evince il ministero aveva già messo in conto una riduzione dell'occupazione a tempo determinato per effetto del decreto".

"Le stime dell'Inps possono apparire addirittura ottimistiche se si tiene conto che ai lavori in somministrazione vengono estese tutte le restrizioni stabilite dal decreto per i contratti a tempo determinato", continua Boeri sulla polemica degli 8mila posti di lavoro a rischio.

E parte l'attacco a Di Maio: "Io personalmente non sono affatto contrario allo spirito del provvedimento" ma "questo non mi esime dal fare i conti con la realtà che, spesso, ci impone delle scelte", continua Boeri, che sottolinea che "affermare che le relazioni tecniche esprimono un giudizio politico, come ha fatto" il ministro Di Maio, significa "perdere sempre più contatto con la crosta terrestre, mettersi in orbite lontane dal nostro pianeta". Un "esercizio molto pericoloso" perché, "prima o poi bisognerà spiegare ai cittadini quali sono i vincoli di cui è costellato il mondo reale".

Parole infuocate che scatenano la replica di Palazzo Chigi. Fonti vicine al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel riferire della "forte irritazione" del premier per le parole del presidente dell'Inps nei confronti del ministro Di Maio, parlano di "toni inaccettabili e di espressioni fuori luogo". E le stesse fonti aggiungono: a maggior ragione se arrivano da una figura che dovrebbe mantenere un profilo squisitamente tecnico.