Il ddl Zan fermato dalla 'tagliola'
Il ddl Zan fermato dalla 'tagliola'

Roma, 27 ottobre 2021 - La chiamano ‘tagliola’ o ‘ghigliottina’. È una procedura speciale che si adotta in Parlamento: ecco come funziona. Occorre far riferimento in particolare all’articolo '96 del Regolamento del Senato, in base al quale "prima che abbia inizio l’esame degli articoli di un disegno di legge, un senatore per ciascun gruppo può avanzare la proposta che non si passi a tale esame".

Nel caso del ddl Zan è stata presentata da FdI e Lega ed è stata giudicata ammissibile.  In passato, il meccanismo della tagliola è stato associato anche all’applicazione del comma 5 dell’articolo 55 del regolamento. Nel testo si legge che “per l’organizzazione della discussione dei singoli argomenti iscritti nel calendario, la Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari determina di norma il tempo complessivo da riservare a ciascun gruppo, stabilendo altresì la data entro cui gli argomenti iscritti nel calendario devono essere posti in votazione".

E ora cosa succede?

Ma allora il ddl Zan (qui il testo integrale in Pdf) è affossato per sempre? Il costituzionalista Alfonso Celotto spiega: "No, si tratta di una tagliola procedimentale. Quella vera è la fine della legislatura. Se arrivassimo a marzo 2023 senza l'approvazione o anche se fosse approvato da un solo ramo del Parlamento, allora  il testo decadrebbe in modo definitivo.  Oggi si è usata una procedura per far capire che non c'è accordo politico. Ma qualunque disegno di legge può essere sempre ripreso in esame.  Se può essere calendarizzato di nuovo per domani? Potenzialmente sì. Noto comunque che in questi ultimi anni il Parlamento è in grande difficoltà quando deve decidere sui diritti civili. Penso a fecondazione assistita, matrimonio omessuale... Non si riesce a  intervenire. Si teme di perdere voti. Nel diritto parlamentare esistono infinite tagliole. Lo sono anche l'ostruzionismo e i discorsi fiume".