Ddl Zan: la Lega esulta dopo la votazione in Senato (Ansa)
Ddl Zan: la Lega esulta dopo la votazione in Senato (Ansa)

Roma, 27 ottobre 2021 - L'aula del Senato affossa il ddl Zan contro l'omotransfobia. Questa mattina è stata infatti approvata a voto segreto la cosiddetta 'tagliola' proposta da Lega e FdI. La 'tagliola', ovvero la richiesta di non passaggio agli articoli fatta da Lega e FdI, è passata con 154 voti favorevoli, 131 contrari e 2 astenuti. Con la votazione a sorpresa si blocca pertanto l'iter della nuova proposta di legge al Senato dopo l'approvazione da parte della Camera il 4 novembre 2020. Il Ddl torna adesso in Commissione Giustizia dalla quale difficilmente riemergerà (vedi sotto).

Ddl Zan: l'esito della votazione in senato (Ansa)

Un voto a sorpresa, quello del Senato, dopo giorni di fibrillazione. Nel chiuso dell'urna la centrosinistra sono mancati una ventina di voti come ha confermato il senatore Marcucci (vedi sotto). Sulla carta infatti il centrosinistra avrebbe dovuto avere la meglio, ma lo scarto finale è stato di 23 voti (2 gli astenuti). E nei palazzi della politica è subito iniziata la caccia ai voti mancanti, ai franchi tiratori. 

Retromarcia del Pd: "Pronti a mediare"

Sommario

La 'tagliola': cos'è

La 'tagliola' consiste nel non passaggio all'esame degli articoli per andare direttamente al voto finale evitando così l'esame degli emendamenti. "Volevo precisare che cos'è esattamente il non passaggio agli articoli e dire al deputato Zan che non si tratta di un voto truffa o peggio ancora una trappola, è un istituto previsto", ha detto il senatore della Lega, Roberto Calderoli illustrando la richiesta fatta dalla Lega al termine della discussione. La presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha dato l'ok al voto segreto sulla 'tagliola'. "Sono stata chiamata a decidere sulla richiesta di una votazione segreta. E' questione puramente giuridica, non a caso ho fatto riferimento al Regolamento e ai precedenti", ha spiegato Casellati. 

Cosa succede ora

Cosa succede ora? Perché di fatto il voto sulla 'tagliola' è uno stop al Ddl Zan? In seguito al voto di oggi la proposta di legge contro l'omotransfobia non potrà più essere messa nel calendario dei lavori di Palazzo Madama per almeno sei mesi. Quindi tenendo conto che di priorità nei lavori parlamentari ce ne sono altre come ad esempio la legge di Bilancio, ben difficilmente la discussione sul Ddl Zan potrebbe essere completata prima della fine della legislatura.

La polemica politica

Immediatamente dopo il voto è esplosa la polemica politica. Elio Vito, con una lettera al presidente di Fi Silvio Berlusconi, lascia gli incarichi interni al partito dopo che Forza Italia ha votato al Senato a favore della pregiudiziali. Gongola il leader della Lega, Matteo Salvini: "Sconfitta l`arroganza di Letta e dei 5 stelle: hanno detto di no a tutte le proposte di mediazione, comprese quelle formulate dal Santo Padre, dalle associazioni e da molte famiglie, e hanno affossato il Ddl Zan. Ora ripartiamo dalla proposte della Lega". La Russa (FdI): "Chi troppo vuole nulla stringe".

Delusione in casa Pd. Il senatore Andrea Marcucci: "Sono molto dispiaciuto, è un gravissimo danno per il Paese. Si dovrà riflettere su quanto accaduto, è una grave sconfitta di tutto il Parlamento. Sono mancati almeno 20 voti, sinceramente non mi aspettavo questo voto - aggiunge - bisogna fare una riflessione su come è stata gestita perché se questa è la conclusione vuol dire che degli errori sono stati fatti ma non arrivo a emettere sentenze". E il segretario dem, Enrico Letta: "Hanno voluto fermare il futuro, ma il Paese è altro".

Il leader dei 5 Stelle, Giuseppe Conte: "Sul ddl Zan registriamo un passaggio a vuoto su un percorso di civiltà e di contrasto a ogni forma di discriminazione e violenza per l'orientamento sessuale. Chi oggi gioisce per questo sabotaggio dovrebbe rendere conto al Paese". Mentre il firmatario Alessandro Zan (Pd) parla di "pagina nera per la democrazia e i diritti".

Franchi tiratori

Partiamo dai numeri: 154 voti a favore della 'taglilola', 131 contrari e 2 astenuti. Mancano all'appello almeno 16 voti tra le file della coalizione che approvò il testo alla Camera. E parte subito, tra gli ex giallorossi, la raffica di accuse incrociate. Per il Pd il colpevole è soprattutto Italia Viva. Ma il leader Matteo Renzi rispedisce le accuse al mittente: "Chi polemizza sulle assenze dovrebbe fare i conti con i 40 franchi  tiratori. La responsabilità di oggi è chiara: e dire che per Pd e Cinque Stelle stavolta era facile, più facile dei tempi di 'O Conte o morte'", dice l'ex premier ai suoi parlamentari. "Non importava conoscere la politica, bastava conoscere l'aritmetica". Il risultato, in effetti, certifica errori di calcolo da parte del gruppo dem al Senato, convinto fino a poco prima del voto di avere almeno 148 senatori dalla sua. C'è chi, a caldo, ha invocato "dimissioni" o quantomeno una "riflessione" sulla gestione della vicenda. Ma la differenza di 23 voti è più ampia di quanto si potesse prevedere.Chi conosce bene il Senato dice che i franchi tiratori sono stati almeno 8 nel Pd e pochi meno, 6, da parte di Italia viva, se a questi si aggiungono alcuni franchi tiratori nel M5s e i tanti ex M5s che sono nel gruppo Misto e che non sono più legati a nessuna coalizione si arriva facilmente a quel numero: 23.

Fedez: "Bravi tutti..."

Reazioni non solo nel mondo della politica. Su Instagram arriva il post di Fedez. "Il dl Zan è stato affossato, l'Italia continuerà ad essere uno degli ultimi Paesi europei senza una legge contro l'omotransfobia. Bravi tutti".