Roma, 14 luglio 2021 - Prosegue oggi il confronto sul ddl Zan nell'aula del Senato, e subito è stata superata la questione di far slittare tutto a settembre. Ieri, dopo una seduta movimentata, i sostenitori del testo si sono aggiudicati il primo round, con il respingimento delle pregiudiziali di costituzionalità, presentate da FdI e Lega. E a metà mattina hanno vinto anche un secondo round: con un solo voto di scarto, l'Aula ha deciso di proseguire i lavori sul provvedimento che ha come tema centrale il contrasto della discriminazione e violenza per sesso, genere o disabilità 

La seduta è iniziata alle 9.30 con l'illustrazione di tre richieste di sospensiva, due presentate da Forza Italia e una dalla Lega. Anche Fratelli d'Italia ha appoggiato le richieste rivolgendo l'invito a Italia viva a fare altrettanto. Al momento del voto a metà mattina il Senato ha respinto la questione sospensiva presentata contro il ddl Zan con un solo voto di scarto. I contrari alla sospensiva sono stati infatti 136, i favorevoli 135. La presidente Casellati ha quindi dichiarata aperta la discussione generale sul provvedimento.

E decisivo, come quando si trattò di decidere il destino del governo Conte, è stato il senatore Lello Ciampolillo, eletto coi 5 Stelle e da febbraio 2020 nel Gruppo Misto. Oggi al voto sulla sospensiva del Ddl Zan il senatore - raccontano fonti parlamentari a Palazzo Madama - è arrivato all'ultimo minuto, insieme al senatore Ricardo Merlo (Gruppo Misto) dopo che ieri entrambi non erano presenti alle votazioni in Senato. All'ultimo momento si sono presentati in Aula per votare sulle questioni sospensive presentate da Forza Italia e Lega per interrompere l'esame del ddl Zan. Sospensive bocciate per un solo voto.

Dopo il risultato del voto così risicato, è trapelata "forte irritazione" dentro Fratelli d'Italia per le assenze dei senatori di Forza Italia e Lega. Secondo da fonti parlamentari gli assenti "non giustificati" (quindi non in missione o in congedo) al momento del voto risulterebbero essere 4 di Forza Italia e 3 della Lega. Non erano presenti al voto anche 5 senatori "non giustificati" del Movimento 5 Stelle. Mentre dei 4 senatori di Italia viva (tra cui Matteo Renzi) che non hanno partecipato al voto tutti risultano assenti "giustificati" in quanto in congedo o missione. Tuttavia, scorrendo i tabulati della votazione, non c'è conferma nei calcoli per risalire alle effettive assenze "ingiustificate" di ciascun gruppo del Senato.

Renzi: "Serve accordo, non i like di Fedez"

Sulle incertezze del voto al Senato è intervenuto - da fuori Aula - anche Matteo Renzi non presente nella mattina a Palazzo Madama. Durante una evento di presentazione del suo libro a Firenze, il leader di Italia Viva ha detto che sulla legge Zan "i numeri sono a rischio, punto. E siccome sono a rischio serve un grande accordo perché a scrutinio segreto non passa. Chi insiste nello scontro, come sta facendo una parte della sinistra, lo sta facendo
soltanto con l'obiettivo di affossare la legge". E ha insistito nel dire che "i numeri in Senato sono troppo a rischio per andare alla forzatura: l'avete visto anche pochi minuti fa. L'aula ha respinto per un voto la sospensiva a scrutinio palese. Immaginate cosa potrà accadere con voto segreto". Renzi ha aggiunto: "Per fare una legge però non ci vogliono i like di Fedez, ci vogliono i voti in Parlamento ed i voti in Parlamento a scrutinio segreto rischiano di non
esserci. Siccome io un po' di dinamiche parlamentare ho imparato ad occuparmi dico che se siamo intelligenti e saggi si fa un compromesso e si fa la legge". Per questo, ribadisce "si cambino gli articoli 1, 4 e 7, che sono tranquillamente modificabili, e si va a chiudere alla Camera nel giro di 15 giorni".

 

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