Roma, 6 luglio 2021 -  Oggi il ddl Zan è andato in Aula, dopo mesi di ostruzionismo del centrodestra in commissione Giustizia, presieduta dal leghista Ostellari. Motivo per cui il centrosinistra (Pd-M5s-LeU) ha chiesto, nell’ambito della conferenza dei capigruppo, la immediata calendarizzazione della legge, ‘saltando’ i lavori in commissione. Non c’è stato accordo unanime e, dunque, oggi si è votato in aula: il Senato ha confermato la calendarizzazione della legge sull'omofobia il 13 luglio alle 16,30. Un voto che, paradossalmente, non ha creato particolari problemi: sul ‘calendario’, infatti, si vota a scrutino palese. Invece, quando il ddl Zan approderà in Aula, saranno possibili voti segreti, sempre ammissibili quando si tratta di votare sulle libertà personali. Ed è lì che il ddl Zan potrebbe inciampare e cadere. Ago della bilancia, in un fronte che vede in campo circa 151 voti favorevoli al ddl e 135 contrari (Pd-M5s-LeU da una parte e Lega-FdI-FI dall’altra), saranno i 17 senatori di Iv. Lo scontro, dal punto di vista tecnico, si gioca sugli articoli 1, 4 e 7 del ddl Zan. Cosa dicono?  

Ddl Zan, in Senato si preannuncia battaglia. Renziani ago della bilancia

Cos'è il Ddl Zan (qui il testo in Pdf)

Innanzitutto, va detto che il ddl Zan, che si compone di 10 articoli e che è stato approvato alla Camera il 4 novembre 2020, si riallaccia alla legge Mancino che contrasta i reati di razzismo e prevede il carcere da uno ai quattro anni per chi istiga alla violenza omofobica, intervenendo sull'articolo 604 bis del codice penale.

Ddl Zan, per il Pd contano le bandierine - di Pierfrancesco De Robertis

Gli articoli

Nell'articolo 1 del ddl Zan contro l'omotransfobia e la misoginia si stabilisce in premessa che per “sesso” si intende il sesso biologico o anagrafico; per “genere” qualunque manifestazione esteriore di una persona che sia conforme o contrastante con le aspettative sociali connesse al sesso; per “orientamento sessuale” l'attrazione sessuale o affettiva nei confronti di persone di sesso opposto, dello stesso sesso, o di entrambi i sessi; per “identità di genere” l'identificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso, indipendentemente dall'aver concluso un percorso di transizione.

L'articolo 4 è una clausola di salvaguardia. Il ddl precisa: “Sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte, purché non idonee determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti”.

L'articolo 7 istituisce la “Giornata nazionale contro l'omotransfobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia” per il 17 maggio, giornata che va celebrata anche nelle scuole.

Le proposte di mediazione di Italia Viva

Italia Viva, con il cd. “lodo Faraone” ha proposto di tornare al vecchio ddl Scalfarotto-Zan e ha messo per iscritto la sua idea di mediazione: sopprimere l'articolo 1, poco chiaro anche per il miglior magistrato e riportare il ddl Zan alla definizione contenuta nello Scalfarotto, aggiungendo le parole “o fondati sull'omofobia o sulla transfobia”, senza dubbi interpretativi e garantendo tutti, inserendo il tema della disabilità.

In sostanza, Iv propone di stralciare le definizioni dell’articolo 1 e “riportare il ddl Zan alla definizione contenuta nel ddl Scalfarotto, ovvero aggiungendo le parole “o fondati sull’omofobia o sulla transfobia”, oltre al tema della disabilità, e “rivedendo conseguentemente l’articolato”.

Iv vuole sopprimere l'articolo 4 sulla libertà di pensiero, “già garantita dalla nostra Costituzione e che non va degradata in una legge ordinaria”. Iv, infine, vuole modificare l'articolo 7, rafforzando il concetto di autonomia scolastica, scrivendo che va celebrato “nel rispetto della piena autonomia scolastica”, come dice e prevede anche il Concordato tra Italia e Santa Sede. Una volta raggiunta l’intesa la proposta di Iv è di sancire il patto con un procedimento che veda un iter rapido anche alla Camera per approvarlo.