Roma, 6 settembre 2018 - Via libera al ddl anticorruzione. Dopo due ore di riunione il Consiglio dei ministri ha varato il testo del provvedimento. In attesa di conoscere la stesura definitiva, ecco i punti salienti contenuti nella bozza discussa e approvata. Non è punibile chi denuncia per tempo episodi corruttivi e offre elementi che consentano di blindare la prova del reato e di individuare i responsabili della corruzione. Questo uno dei punti salienti del testo su cui ha lavorato il ministero della Giustizia secondo quanto prevede la bozza del disegno di legge anticorruzione (29 pagine) circolato in queste ore. La novità è rappresentata dalla previsione di una speciale “clausola di non punibilità per la spontanea, tempestiva e fattiva collaborazione”. Non è punibile, insomma, chi prima di essere indagato “entro tre mesi dal fatto commesso, lo denuncia spontaneamente e fornisce indicazioni utili per assicurare la prova del reato e individuare gli altri responsabili”.

Il ddl anticorruzione è uno dei provvedimenti “particolarmente significativi e qualificanti delle iniziative di governo. Si inquadra nell’ambito delle riforme strutturali che servono al paese”. Così il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo la riunione del cdm. Con lo Spazza Corrotti il governo “punta a restituire competitività al nostro Paese. L’Italia ha risorse culturali, economiche e sociali: bisogna cercare di realizzare le condizioni perchè queste potenzialità si sviluppino” ha aggiunto il presidente del consiglio.

“Con questa legge dimostriamo che il governo vuole fare tesoro di quanto accaduto negli anni passati, e varare leggi anticorruzione all’avanguardia. Chi sbaglia paga, é certo”. Così il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. “Se una persona è condannata in via definitiva per corruzione (e 8 nuovi reati sono stati inseriti) non avrà più la possibilità di stipulare contratti con la Pubblica amministrazione. Per condanne fino a due anni – ha aggiunto il Guardasigilli – il Daspo può durare da 5 a 7 anni. Quando invece la condanna è superiore a 2 anni il Daspo è a vita, scritto nero su bianco. Da ora in poi non se la cava più nessuno”.

Una revoca del daspo dagli appalti potrà essere concessa in caso di riabilitazione, ma solo passati 12 anni dall'espiazione della pena. Un periodo di tempo a cui vanno aggiunti i tre anni previsti per ottenere la riabilitazione. È quello che prevede una delle principali modifiche introdotte nel ddl anticorruzione approvato oggi dal Cdm. Se il soggetto è recidivo, i tempi aumentano perché in quel caso servono 10 anni per chiedere la riabilitazione. 

L’obiettivo degli estensori del testo del ddl è teso a “rompere il muro di omertà e la catena di solidarietà” che protegge “le fattispecie tipicamente bilaterali quali sono quelle corruttive”. Altra novità nel testo della bozza è l’introduzione della perseguibilità d’ufficio per il delitto di corruzione tra privati con l’abrogazione del comma che prevedeva la querela della persona offesa “salvo che dal fatto derivi una distorsione della concorrenza dell’acquisizione di beni o servizi”. Pur migliorando la sua posizione negli ultimi anni nella lotta alla corruzione, l’Italia, secondo quanto scritto in premessa nella bozza, nell’ultimo rapporto della ong Transparency International occupa la 54esima posizione su 180 nazioni prese in esame. E il livello di corruzione percepita nel settore pubblico è ancora molto alto e mantiene il nostro Paese in posizione lontana dai vertici della classifica europea.

Secondo il leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, il ddl "è la prima seria misura contro la corruzione che viene discussa in Italia dal dopoguerra ad oggi. Praticamente non lascia alcuno scampo a chi corrompe e a chi viene corrotto. Per cui, in sostanza, corrompere non conviene più. A nessuno e in nessun caso". Lo Spazza Corrotti, ha spiegato il ministro Di Maio, prevede tra l'altro la presenza di infiltrati delle forze dell'ordine per reprimere il fenomeno tangenti e beccare i corrotti "con le mani nella marmellata". Tra le misure previste, chi viene beccato "non potrà più mettere piede in un ufficio pubblico e neppure contrattare con la pubblica amministrazione". Per proteggere lo Stato, gli imprenditori onesti che da anni chiedevano questa misura e tutti i cittadini è previsto anche il Daspo vita natural durante anche in caso di patteggiamento.