Giuseppe Conte e Alfonso Bonafede (Ansa)
Giuseppe Conte e Alfonso Bonafede (Ansa)

Roma, 7 agosto 2020 - Dopo l'approvazione del Decreto Agosto, via libera dal Consiglio dei ministri al ddl delega sulla riforma del Csm, che garantisce "criteri oggettivi e meritocratici di assegnazione degli incarichi", ha subito commentato il premier Giuseppe Conte. L'obiettivo della riforma è "scardinare le degenerazioni del correntismo", ha spiegato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, e "sarebbe stata essenziale anche senza gli scandali che sono emersi nell'ultimo anno". Ora però "lo risulta ancora di più - ha continuato Bonafede - per riconquistare credibilità della magistratura agli occhi dei cittadini". Per approvare la riforma, ha concluso il ministro della Giustizia,. "c'è stata una interlocuzione con forze di opposizione, ma le forze di maggioranza hanno trovato una sintesi per una riforma della giustizia così importante".

Cosa prevede la riforma

Entrando nei dettagli, nella riforma del Csm "ci sono diverse norme che mirano a superare logiche spartitorie", continua Bonafede, e a definire meglio "i confini tra magistratura e politica". A tal proposito, "il magistrato che entra in politica - ha spiegato il ministro della Giustizia -, una volta eletto perde il requisito di terzietà necessario per svolgere la funzione di magistrato. Chi viene eletto non potrà più tornare a vita alla magistratura, nè può candidarsi dove ha esercitato le funzioni negli ultimi due anni". Poi, "sono previsti 19 collegi territoriali con un sistema maggioritario uninominale a doppio turno e il secondo turno a distanza di due giorni", ha aggiunto Bonafede, e "non è possibile tra i membri laici eleggere persone che ricoprono o hanno ricoperto ruoli politici in governi nazionali e regionali".  Aumenta poi "il numero dei togati, che diventano 20. Mentre i membri laici saranno dieci".

Perantoni. "Atto importante per rifondare sistema"

"Il disegno di legge sulla riforma del Csm è un atto importante perchè getta le basi per rifondare il sistema di governo della magistratura. Il ministro Bonafede ha portato avanti una mediazione non facile con la maggioranza riuscendo a fare sintesi tra posizioni diverse. Di certo l'atto approvato dal Consiglio dei ministri è il primo passo verso l'addio al sistema correntizio che ha degradato la vita interna della magistratura. E ne ha compromesso la credibilita'". Lo afferma Mario Perantoni, presidente della commissione Giustizia della Camera.