Sondaggio Noto sul Csm
Sondaggio Noto sul Csm

Roma, 16 giugno 2019 - Lo scandalo del Consiglio superiore della magistratura sta minando la credibilità della giustizia in Italia. Anche il Partito democratico ha accusato il colpo, vedendo coinvolti i deputati Lotti e Ferri. Non solo. Il caso Csm sta mettendo a dura prova anche la fiducia degli italiani nel sistema giudiziario del Paese, fiducia che negli ultimi decenni è andata erodendosi man mano con il susseguirsi di scandali provocati dalla commistione fra politica e potere giudiziario. Questa perdita di credibilità potrebbe portare a un ripensamento del sistema di relazioni tra i poteri dello Stato. 

L’istituto demoscopico Noto Sondaggi ha misurato il grado di attenzione, di comprensione e l’opinione degli italiani sulla vicenda Toghe Sporche. Interrogati su che cosa sia il Csm, la maggior parte degli italiani non ha ben chiaro di cosa si stia parlando. Il 36% risponde che si tratta di un’associazione di magistrati, il 15% di una corrente della magistratura, mentre il 25% ammette di non sapere che cosa sia. Soltanto il 14% è la quota degli italiani che sono consapevoli delle funzioni e della importanza del Csm. Il 44% dichiara di riporre la propria fiducia nella magistratura

Questo dato evidenzia un netto calo rispetto a un anno fa, quando la fiducia degli italiani per questo organo dello Stato era al 49%, quindi una flessione di 5 punti, anche se non bisogna pensare che il motivo di questo decremento sia da ascrivere solo alla bufera che sta coinvolgendo in questi giorni il Consiglio superiore della magistratura. Analizzando in maniera più approfondita le ragioni per la perdita di credibilità delle istituzioni giudiziarie, è evidente come il susseguirsi di scandali negli ultimi anni e probabilmente anche l’ingresso in politica di diversi rappresentanti della magistratura abbiano contribuito a erodere la credibilità di questo organo. Il 55% degli italiani afferma che l’intreccio tra politica e magistratura è un’anomalia che esiste da sempre. 

Al contempo, però, questa ingerenza della politica nel sistema giudiziario è, per il 61% degli intervistati, da evitare. Interessante notare come per il 30%, invece, un legame fra politica e magistratura sia inevitabile. La risoluzione di questa situazione di crisi risiede in un’eventuale riforma della giustizia, che per il 52% è una priorità su cui il governo dovrebbe agire. Passando al coinvolgimento degli esponenti del Pd nelle vicende giudiziarie di questi ultimi giorni, secondo il 75% degli italiani il Partito democratico dovrebbe espellere i rappresentanti i cui nomi appaiono nell’indagine in corso fino alla verifica dei fatti, opinione condivisa dal 63% degli elettori Pd

Quest'ultimo è un dato politico molto interessante in quanto nel corso degli ultimi giorni nel partito si è scatenato uno scontro tra colpevolisti e garantisti e i primi chiedevano un intervento di Zingaretti finalizzato ad allontanare gli esponenti coinvolti. Con lautosospensione del deputato Lotti dal gruppo parlamentare si è gettata acqua sul fuoco, anche se le tensioni su come gestire questo scandalo non si sono assopite.

Per quanto riguarda invece le azioni da intraprendere ora nei confronti del Csm, la maggioranza degli italiani ritiene necessario riformare questo organo e sostituire i suoi componenti. Un ulteriore 25%, però, attribuisce l’attuale crisi non a un malfunzionamento del sistema, bensì ai singoli individui che lo compongono, dichiarando che andrebbero cambiati i suoi rappresentanti, ma senza riformare il Csm. Soltanto il 10% è convinto che non vada cambiato nulla rispetto allo status quo. La vicenda è destinata a ulteriori sviluppi e solo quando si comprenderà il reale coinvolgimento dei politici si potrà avere una valutazione del caso in maniera più oggettiva e si capirà se questo scandalo avrà ricadute nel Pd, soprattutto in termini di tenuta interna.


Data di realizzazione del sondaggio: 14-15/6/2019. Committente: Quotidiano nazionale. Campione: Panel Omnibus rappresentativo degli elettori italiani. Tecnica di somministrazione delle interviste: Cawi. Consistenza numerica del campione: mille. Rispondenti: 91%